Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 36070 del 23/11/2021

Cassazione civile sez. trib., 23/11/2021, (ud. 16/06/2021, dep. 23/11/2021), n.36070

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. BALSAMO Milena – Consigliere –

Dott. RUSSO Rita – Consigliere –

Dott. MONDINI Antonio – Consigliere –

Dott. FILOCAMO Fulvio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 24169-2015 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore prò tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

e contro

B.T., elettivamente domiciliata in ROMA, Piazza Cavour,

presso la cancelleria della Corte di Cassazione, rappresentata e

difesa dall’avvocato GIOVANNI MARINO;

– resistente –

avverso la sentenza n. 2835/2015 della COMM. TRIB. REG. CAMPANIA,

depositata il 23/03/2015;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

16/06/2021 dal Consigliere Dott. FULVIO FILOCAMO.

 

Fatto

RITENUTO

che:

1. L’Agenzia delle Entrate in data 29 aprile 2012 notificava a C.R., B.T. e C.F. l’avviso di rettifica e liquidazione della tassa di Registro relativo alla compravendita di un terreno agricolo con aumento del valore dichiarato a 18 Euro a mq.

1.1. C.R., a nome proprio e della coniuge B.T. coobbligati in solido, impugnava l’atto sopra indicato dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Caserta eccependo la violazione del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 52, e la carenza di motivazione dell’atto impositivo assumendo che il valore dichiarato fosse superiore a quello ottenuto con la cd. valutazione automatica, con conseguente illegittimità della rettifica operata dall’Ufficio. L’Agenzia delle entrate si costituiva chiedendo il rigetto del ricorso, evidenziando la legittimità della rettifica operata stinte l’impossibilità di applicare al caso di specie la valutazione automatica prevista dal D.P.R. n. 131 del 1986, art. 52, comma 5-bis. La Commissione tributaria provinciale accoglieva il ricorso, ritenuta l’applicabilità della norma da ultimo citata che impediva di applicare i valori di mercato per operare la rettifica contestata.

1.2. L’Ufficio proponeva appallo di fronte alla Commissione tributaria regionale della Campania ribadendo legittimità della rettifica operata, con l’esclusione della cd. valutazione automatica, I Giudici di secondo grado, con sentenza n. 2835/01/15, confermava” o la pronuncia di primo grado favorevole al contribuente.

1.3. Avverso questa ultima decisione, L’Agenzia ha proposto ricorso per cassazione affidato a tre motivi.

1.4. I contribuenti si sono costituiti solo al fine dell’eventuale partecipazione all’udienza di discussione ai sensi dell’art. 370 c.p.c., comma 1.

Diritto

CONSIDERATO

che:

2. L’Ufficio, con il primo motivo, denuncia la violazione e falsa applicazione del combinato disposto dall’art. 2697 c.c., dall’art. 115 c.p.c., dal D.P.R. n. 131 del 1986, artt. 51 e 52, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per violazione di legge, sostenendo che la legittimità dell’atto impugnato basato sulla rilevazione del valore di mercato attraverso l’allegazione di due atti di compravendita del triennio precedente ritenuti comparabili (14 e 20 Euro a mq), individuando il valore in 18 Euro a mq e ritenendo che la CTR abbia errato nell’interpretare i valori “accertati” con gli atti di riferimento, indicati nell’atto impugnato, come non dichiarati dalle parti, ma in corso di verifica (“accertati”, ma non definitivi).

2.2. Con il secondo motivo, si lamenta l’ultra petizione in violazione dell’art. 112 c.p.c., del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 56, comma 1, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, la Commissione tributaria regionale avrebbe errato nel sostenere che i prezzi di riferimento utilizzati per rettificare la base imponibile fossero sforniti di prova, poiché i ricorrenti, nell’atto di appello, si sono limitati a sollecitare l’inammissibilità dell’impugnazione da parte dell’Agenzia, senza sollevare l’eccezione – accolta dalla Commissione tributaria regionale – neanche in primo grado.

2.1. Con il terzo motivo, si denuncia l’errata applicazione della L. n. 266 del 2005, art. 1, comma 497, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, poiché la Commissione tributaria regionale avrebbe malinteso il senso della norma che esclude la valutazione automatica per gli immobili indicati alla L. n. 266 del 2005, art. 1, comma 497, poiché essa fa riferimenti ad immobili abitativi e relative pertinenze, escludendo così i terreni agricoli che, invece, sono oggetto dell’atto impositivo impugnato.

3. Il primo motivo ed il terzo motivo sono fondati, assorbito il secondo.

3.2. In relazione al primo motivo, dalla lettura della motivazione della sentenza impugnata e’, infatti, possibile rilevare che i giudici d’appello hanno ritenuto che gli atti comparativi facessero riferimento a valori non dichiarati, ma “accertati” senza che ne fosse provata la definitività.

3.3. In realtà, l’Ufficio chiarisce, ove ve ne fosse stato necessità, che i valori di riferimento sono desunti da due atti notarili che sono stati “accertati” sulla base di quanto “dichiarato”, senza che fosse intervenuta alcuna rettifica.

4. Rispetto al terzo motivo, la L. n. 266 del 2005, art. 1, comma 497, che si riferisce espressamente agli immobili ad uso abitativo non è applicabile alla compravendita del terreno oggetto d’imposizione.

5. In definitiva, per quanto esposto, il ricorso va accolto cassando con rinvio la sentenza impugnata, anche par le ulteriori questioni, a diversa sezione della Commissione tributaria regionale della Campania anche per le spese del presente giudizio.

P.Q.M.

La Corte accoglie il primo ed il terzo motivo di ricorso, dichiara assorbito il secondo, cassa la sentenza impugnata, anche per le ulteriori questioni, con rinvio ad altra sezione della Commissione tributarie) regionale della Campania anche per le spese del presente giudizio.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale da remoto, il 16 giugno 2021.

Depositato in Cancelleria il 23 novembre 2021

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