Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 35914 del 22/11/2021

Cassazione civile sez. trib., 22/11/2021, (ud. 30/09/2021, dep. 22/11/2021), n.35914

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MANZON Enrico – Presidente –

Dott. NONNO Giacomo Maria – Consigliere –

Dott. SUCCIO Roberto – Consigliere –

Dott. GORI Pierpaolo – rel. Consigliere –

Dott. CHIESI Gian Andrea – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 9931/2015 R.G. proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, con

domicilio eletto in Roma, via Dei Portoghesi, n. 12;

– ricorrente –

contro

NOLANGROUP S.P.A. (già OPTICOS S.R.L.), in persona del legale

rappresentante p.t.;

– intimata –

avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della

Lombardia – sez. staccata di Brescia, n. 5246/67/2014 depositata il

6 ottobre 2014, non notificata.

Udita la relazione svolta nell’adunanza camerale del 30 settembre

2021 dal consigliere Pierpaolo Gori.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. Con sentenza n. 5246/67/14 depositata in data 6 ottobre 2014 e non notificata la Commissione tributaria regionale della Lombardia – sez. staccata di Brescia dichiarava parzialmente cessata la materia del contendere e, per il resto accoglieva l’appello proposto da Nolangroup S.p.a. (già Opticos S.r.l.) avverso la sentenza n. 61/10/13 della Commissione tributaria provinciale di Bergamo con cui erano stati riuniti e parzialmente accolto i ricorsi della contribuente avverso sei avvisi di accertamento, IRES, IVA e IRAP 2006, 2007 e 2008, interessi e sanzioni.

2. In particolare, le riprese originariamente riguardavano la detrazione e la deduzione del costo di canoni di leasing, corrisposti per la locazione finanziaria di un immobile industriale non adibito strumentalmente alla attività imprenditoriale della contribuente ma locato a terzi per il corrispettivo del relativo canone annuo, oltre a costi per consulenza esterna e per rimozione e smaltimento di copertura di amianto dell’immobile. A seguito di istanza congiunta di estinzione parziale del giudizio veniva dichiarata la cessazione della materia del contendere tranne che per i costi per rimozione e smaltimento delle lastre di amianto e per consulenza esterna, poste per le quali veniva riconosciuto l’inerenza e, dunque, il buon diritto della contribuente.

3. Avverso tale decisione ha proposto ricorso per cassazione l’Agenzia delle Entrate deducendo due motivi; la società non si è costituita.

Diritto

CONSIDERATO

che:

4. Con il primo motivo – dedotto ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, – l’Agenzia denuncia la nullità della sentenza impugnata per violazione dell’art. 112 c.p.c., in ordine alla questione dell’inerenza dei costi relativi alla bonifica dell’amianto presente sui tetti dei fabbricati e dei costi per consulenze amministrative, per non essersi la CTR pronunciata valutando il necessario requisito dell’inerenza dei costi, tenuto conto della deduzione dell’Ufficio riprodotta alle pagg. 12-4 del ricorso, questione sottoposta all’attenzione del giudice d’appello con le controdeduzioni.

5. Con il secondo motivo – articolato ai fini dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, – l’Agenzia denuncia la nullità della sentenza impugnata per motivazione apparente, in violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, comma 2, n. 4, art. 118 c.p.c. e art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c., art. 111 Cost., comma 6, perché priva di un filo logico coerente e razionale, capace di sostenerne le conclusioni.

7. Il secondo motivo, più liquido, va esaminato in via prioritaria è fondato. Quanto all’apoditticità e incoerenza della motivazione va rammentato che “La motivazione è solo apparente, e la sentenza è nulla perché affetta da “error in procedendo”, quando, benché graficamente esistente, non renda, tuttavia, percepibile il fondamento della decisione, perché recante argomentazioni obiettivamente inidonee a far conoscere il ragionamento seguito dal giudice per la formazione del proprio convincimento, non potendosi lasciare all’interprete il compito di integrarla con le più varie, ipotetiche congetture” (Cass. Sez. Un. 3 novembre 2016 n. 22232). Si rammenta inoltre che “La riformulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, disposta dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 54, conv. in L. 7 agosto 2012, n. 134, deve essere interpretata, alla luce dei canoni ermeneutici dettati dall’art. 12 preleggi, come riduzione al “minimo costituzionale” del sindacato di legittimità sulla motivazione. Pertanto, è denunciabile in cassazione solo l’anomalia motivazionale che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante, in quanto attinente all’esistenza della motivazione in sé, purché il vizio risulti dal testo della sentenza impugnata, a prescindere dal confronto con le risultanze processuali. Tale anomalia si esaurisce nella “mancanza assoluta di motivi sotto l’aspetto materiale e grafico”, nella “motivazione apparente”, nel “contrasto irriducibile tra affermazioni inconciliabili” e nella “motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile”, esclusa qualunque rilevanza del semplice difetto di “sufficienza” della motivazione” (Cass. Sez. Un., 7 aprile 2014 n. 8053).

8. Nel caso in esame, sulle riprese in ordine alle quali non è intervenuta la cessazione della materia del contendere si legge unicamente: “per le restanti questioni della controversia inerenti i costi per la rimozione e smaltimento delle lastre di amianto costituenti la copertura del tetto del fabbricato, le stesse spese debbono essere riconosciute in detrazione, trattandosi di spese straordinarie inerenti la sicurezza del fabbricato, peraltro imposte dalla legge; similmente dicasi per le spese di consulenza amministrativa prestata dalla Warrant in quanto trattasi di consulenza esterna richiesta ai fini della detassazione, ai sensi della L. n. 311 del 2004”.

9. La motivazione esprime una ratio ellittica, in cui sostanzialmente il diritto alla detrazione viene ritenuto direttamente discendente dalla legge, ma non compie un motivato accertamento in fatto circa l’esistenza dell’inerenza delle spese – essendo tautologica l’unica affermazione “inerenti la sicurezza” per una sola delle due poste oggetto di ripresa – e, pertanto, circa i presupposti per la sussunzione della fattispecie concreta nelle previsioni di legge ritenute rilevanti.

10. L’accoglimento del secondo motivo e la conseguente nullità della sentenza comporta l’assorbimento del primo motivo e la sentenza impugnata va cassata con rinvio alla CTR della Lombardia, sez. staccata di Brescia, in diversa composizione, in relazione ai profili, oltre che per la liquidazione delle spese di lite.

P.Q.M.

La Corte: accoglie il secondo motivo di ricorso, disattesi i restanti, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla CTR della Lombardia, sez. staccata di Brescia, in diversa composizione, in relazione al profilo accolto e per la liquidazione delle spese di lite.

Così deciso in Roma, il 30 settembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 22 novembre 2021

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