Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 35880 del 22/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 22/11/2021, (ud. 07/10/2021, dep. 22/11/2021), n.35880

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MOCCI Mauro – Presidente –

Dott. CAPRIOLI Maura – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – rel. Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – Consigliere –

Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 2226-2020 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

L.M.G.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 3064/1/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della CALABRIA, depositata il 04/10/2018;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 07/10/2021 dal Consigliere Relatore Dott. MARIA ENZA

LA TORRE.

 

Fatto

RITENUTO

che:

L’Agenzia delle entrate ricorre per la cassazione della sentenza della CTR della Calabria, che su impugnazione da parte di L.M.G. di avviso di accertamento, emesso in base ai cd. studi di settore, per Irpef, Iva Irap anno 2004, ha respinto l’appello dell’Ufficio, confermando la decisione di primo grado che aveva annullato l’accertamento per carenza di motivazione.

Il contribuente è rimasto intimato.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. Col primo motivo di ricorso si deduce motivazione apparente -nullità della sentenza, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4- avendo la CTR rigettato l’appello dell’Ufficio in adesione alla sentenza di primo grado, ritenendo carente di motivazione l’avviso di accertamento basato sugli studi di settore, valorizzando le gravi condizioni di salute del contribuente (“un artigiano di lì a poco giudicato invalido al 100%”): circostanza non oggetto di confutazione nell’atto di appello.

2. Il motivo è fondato, con assorbimento del secondo motivo, col quale si deduce violazione e falsa applicazione degli artt. 2729,2697 c.c., in relazione al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, e al D.L. 30 agosto 1993, n. 331, art. 62 bis, e 6art. 2 sexies, comma 3, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

2.1. Va premesso che la motivazione per relationem, non è di per sé una motivazione inesistente. La sentenza d’appello può infatti essere motivata “per relationem”, purché il giudice del gravame dia conto, sia pur sinteticamente, delle ragioni della conferma in relazione ai motivi di impugnazione ovvero della identità delle questioni prospettate in appello rispetto a quelle già esaminate in primo grado, sicché dalla lettura della parte motiva di entrambe le sentenze possa ricavarsi un percorso argomentativo esaustivo e coerente, mentre va cassata la decisione con cui la corte territoriale si sia limitata ad aderire alla pronunzia di primo grado in modo acritico senza alcuna valutazione di infondatezza dei motivi di gravame, come nella fattispecie (Cass. sez. lavoro ord. n. 28139 del 5 novembre 2018; Cass. sez. VI-L n. 21978 dell’11 settembre 2018; Cass. civ. sez. II n. 18754 del 23 settembre 2019).

2.2.In tema di ricorso per cassazione, sono poi consolidati i principi secondo cui, al fine ritenere assolto l’onere ex art. 366 c.p.c., n. 6, occorre che la censura identifichi le critiche mosse con l’atto di gravame, che è necessario individuare per evidenziare che, con la resa motivazione, il giudice di secondo grado ha, in realtà, eluso i suoi doveri motivazionali (S. U. n. 7074 del 20 marzo 2017, sez. 5 – n. 24452 del 05/10/2018, Sez. 1 n. 20883 del 05/08/2019).

2.3. E’ pertanto nulla la sentenza d’appello che non tenga conto dei motivi di impugnazione, non assolvendo alla funzione di “revisio prioris instantiae” propria della sentenza di secondo grado, la quale deve esaminare in modo specifico le censure formulate dalle parti contro la decisione impugnata (v. tra le altre Cass. n. 196 del 2003, 3636/2007, 2800/2011, n. 22652 del 05/11/2015, n. 27112 del 25/10/2018).

2.4. Il vizio di motivazione meramente apparente della sentenza ricorre allorquando il giudice, in violazione di un preciso obbligo di legge, costituzionalmente imposto (art. 111 Cost., comma 6), e cioè dell’art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4 (in materia di processo civile ordinario) e del D.Lgs. n. 546 del 1992, omologo art. 36, comma 2, n. 4 (in materia di processo tributario), omette di esporre concisamente i motivi in fatto e diritto della decisione, di specificare o illustrare le ragioni e l’iter logico seguito per pervenire alla decisione assunta, e cioè di chiarire su quali prove ha fondato il proprio convincimento e sulla base di quali argomentazioni è pervenuto alla propria determinazione, in tal modo consentendo anche di verificare se abbia effettivamente giudicato iuxta alligata et probata (Cass. n. 416/2018; Cass. n. 4448 del 2014).

3. Nella fattispecie la CTR si è adeguata in modo acritico alla sentenza di primo grado, senza nulla motivare sui motivi di appello e sulle ragioni della condivisione della statuizione di primo grado.

4. Va conseguentemente accolto il primo motivo del ricorso, dichiarato assorbito il secondo, con rinvio alla CTR della Calabria, anche per le spese.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso, cassa la sent4enza impugnata con rinvio, anche per le spese, alla CTR della Calabria.

Così deciso in Roma, il 7 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 22 novembre 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA