Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 35859 del 22/11/2021

Cassazione civile sez. trib., 22/11/2021, (ud. 16/04/2021, dep. 22/11/2021), n.35859

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. NAPOLITANO Lucio – Presidente –

Dott. GIUDICEPIETRO Andreina – Consigliere –

Dott. CONDELLO Pasqualina A.P. – Consigliere –

Dott. ROSSI Raffaele – Consigliere –

Dott. MAISANO Giulio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 17913-2014 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

B.A., C.E. e C.F.,

elettivamente domiciliati in ROMA, VIA APPIA NUOVA 478, presso lo

studio dell’avvocato LUIGI BUGLIOSI che li rappresenta e difende;

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 292/2013 della COMM. TRIB. REG. LAZIO,

depositata il 17/05/2013;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

16/04/2021 dal Consigliere Dott. GIULIO MAISANO.

 

Fatto

RILEVATO

che:

con sentenza n. 229/01/13 pubblicata il 17 maggio 2013 la Commissione tributaria regionale del Lazio ha rigettato l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate avverso la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Roma n. 243/47/10 con la quale era stato accolto il ricorso proposto da B.A., C.F. e C.E. avverso gli avvisi di accertamento n. (OMISSIS) loro rispettivamente notificati e con i quali era stata recuperata a tassazione la plusvalenza da loro realizzata mediante l’atto di cessione di un terreno considerato edificabile, stipulato il (OMISSIS) e registrato il (OMISSIS); in particolare ciascuno di detti contribuenti aveva ceduto la propria quota di proprietà indivisa pari ad un nono per ciascuno, unitamente a C.L. e C.A. titolari ciascuno di quote pari a tre noni ciascuno della medesima proprietà;

che la Commissione tributaria regionale, pur affermando che la L. n. 248 del 2006 ha provveduto a fornire un’interpretazione autentica del concetto di area edificabile ai fini fiscali stabilendo la rilevanza della potenzialità edificatoria del fondo sulla base dello strumento urbanistico generale adottato dal Comune, indipendentemente dall’approvazione ed adozione degli strumenti attuativi, ha considerato che tale legge interpretativa non ha effetto retroattivo e non era conseguentemente applicabile all’epoca della vendita oggetto del giudizio;

che l’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione avverso tale sentenza affidato a due motivi;

che B.A., C.F. e C.E. si sono costituiti eccependo l’inammissibilità del ricorso proposto tardivamente e da soggetto non identificabile, e chiedendo comunque il rigetto del, medesimo deducendone l’infondatezza.

Diritto

CONSIDERATO

che:

le eccezioni di inammissibilità del ricorso sono infondate. In particolare, in ordine all’eccepita tardività, va considerato che l’atto di ricorso è stato consegnato per la notifica in data 2 luglio 2014 ultimo giorno utile come affermato dagli stessi intimati che tuttavia ritengono erroneamente che la data da considerare ai fini della tempestività del ricorso sarebbe il successivo 3 luglio 2014 data in cui la raccomandata relativa al ricorso è stata accettata dal Centro Postale; sulla base del principio affermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 477 del 2002 è stato poi costantemente affermato che, mentre per il destinatario la notificazione si perfeziona nel momento in cui si realizza il risultato della conoscenza legale cui la notificazione tende, per il notificante la notificazione è tempestiva per il solo fatto che egli abbia compiuto nei termini le formalità a suo carico, per cui rilevante è appunto la data del 2 luglio 2014 in cui la notificante Agenzia ha compiuto l’atto di consegna per la notifica, che costituisce la formalità a suo carico;

che parimente infondata è l’eccezione di inammissibilità per l’impossibilità dell’identificazione del ricorrente; l’atto di ricorso proviene dall’Agenzia delle Entrate in persona del Direttore pro tempore, figura per sua natura impersonale al pari dell’Avvocatura Generale dello Stato che la difende. La controparte, d’altra parte, ha modo di conoscere e comunicare con la ricorrente essendone, fra l’altro, anche indicati codice fiscale e recapiti;

che con il primo motivo si lamenta la nullità della sentenza o del procedimento per violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 14, comma 1, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4. In particolare si deduce che, poiché la fattispecie per cui è giudizio ha ad oggetto l’accertamento delle plusvalenze realizzate dai tre contribuenti dalla vendita delle rispettive quote di un nono ciascuno, in proprietà indivisa con altri due soggetti titolari delle restanti quote di tre noni ciascuno, si imponeva un unico giudizio vertendosi in una situazione di litisconsorzio necessario, ed il giudizio celebrato senza la partecipazione di tutti i litisconsorti necessari è nullo per violazione del principio del contraddittorio;

che con il secondo motivo si deduce violazione e falsa applicazione del D.L. n. 223 del 2006, art. 36, comma 2, convertito in L. n. 248 del 2006, e falsa applicazione dell’art. 67 TUIR, comma 1, lett. b), in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3. In particolare si afferma che la norma richiamata sarebbe comunque applicabile alla fattispecie in esame trattandosi di norma interpretativa e avendo, quindi, efficacia retroattiva;

che per ragioni di economia espositiva viene trattato prima il secondo motivo che è fondato. La CTR, dopo avere correttamente affermato che la L. 248 del 2006, art. 36, comma 2, di conversione del D.L. 223 del 2006, ha natura interpretativa, ne ha escluso l’applicazione in quanto entrata in vigore in epoca successiva all’atto di cessione oggetto del giudizio, ed escludendone quindi l’applicabilità retroattiva, quando invece la norma di interpretazione autentica ha, per sua natura, effetto retroattivo. La norma in questione ha infatti fornito l’interpretazione autentica del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 2, comma 1, lett. b), affermando che l’edificabilità di un’area, ai fini dell’applicabilità del criterio di determinazione della base imponibile fondato sul valore venale, deve essere desunta dalla qualificazione ad essa attribuita nel piano regolatore generale adottato dal Comune, indipendentemente dall’approvazione dello stesso da parte della Regione e dall’adozione degli strumenti urbanistici attuativi (Cass. SS.UU. 30 novembre 2006 n. 25506 e successive conformi, da ultimo Cass. 10 marzo 2020, n. 67021; tale norma, in quanto di interpretazione autentica, trova applicazione retroattiva ed è quindi applicabile anche alla fattispecie in esame;

che il primo motivo è inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse in considerazione della circostanza riferita dalla stessa ricorrente, per cui i giudizi riguardanti i titolari delle altre quote del medesimo diritto la cui cessione ha realizzato la plusvalenza tassata, si sono conclusi con sentenze passate in giudicato;

che il ricorso va conseguentemente accolto in relazione al secondo motivo con rinvio alla medesima Commissione tributaria regionale del Lazio in diversa composizione che si atterrà a quanto sopra affermato e provvederà anche al regolamento delle spese del giudizio di legittimità.

PQM

La Corte di Cassazione accoglie il secondo motivo di ricorso e dichiara inammissibile il primo per sopravvenuta carenza di interesse; Cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia, anche per il regolamento delle spese del giudizio di legittimità, alla Commissione tributaria regionale del Lazio in diversa composizione.

Così deciso in Roma, il 16 aprile 2021.

Depositato in Cancelleria il 22 novembre 2021

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA