Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3564 del 14/02/2018


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Civile Ord. Sez. 5 Num. 3564 Anno 2018
Presidente: CHINDEMI DOMENICO
Relatore: CASTORINA ROSARIA MARIA

ORDINANZA

sul ricorso 14663-2013 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro
tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI
PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che lo rappresenta e difende;
– ricorrente contro

PM COSTRUZIONI SRL, elettivamente domiciliato in ROMA
2018
238

P.ZA ADRIANA 5, presso lo studio dell’avvocato ROBERTO
MASIANI, rappresentato e difeso dall’avvocato
NATALIZIA AIR0 1 ;
– controricorrente nonchè contro

CONTEGIACOMO ANGELA MARIA;

Data pubblicazione: 14/02/2018

- intimata

avverso la sentenza n. 130/2012 della COMM.TRIB.REG.
di BARI, depositata il 04/12/2012;
udita la relazione della causa svolta nella camera di
consiglio del 25/01/2018 dal Consigliere Dott. ROSARIA

MARIA CASTORINA.

RG. 14663/2013

La CTR della Puglia con sentenza n.130/14/2012 depositata il
4.12.2012, dichiarava inammissibile l’appello principale proposto
dall’Agenzia delle Entrate e l’appello incidentale proposto da PM
Costruzioni s.r.l. e Contegiacomo Angela avverso la sentenza della
CTP di Bari n.94/2/11 depositata il 26.5.2011.

quello incidentale facevano riferimento a un oggetto della domanda
diverso ed estraneo a quanto riportato nella trattazione del fatto e del
motivo della sentenza impugnata.
Nei confronti della suddetta pronuncia l’Agenzia delle Entrate
propone ricorso per cassazione, notificato in data 4.6.2013 affidato a
un motivo.
Parte contribuente si è costituita con controricorso.
1.Con l’unico motivo di ricorso il ricorrente lamenta error in
procedendo: violazione dell’art. 132 c.p.c, 112 c.p.c., 36 e 59 D.Lvo
546/92.
Il motivo è fondato.
È incontestato che il ricorso introduttivo dei contribuenti
impugnasse un avviso di liquidazione e rettifica in materia di imposta
registro, ipotecaria e catastale con la quale veniva accertato , in
relazione all’atto pubblico di compravendita di un immobile sito in
Putignano, stipulato tra Contegiacomo Angela e la società PM
costruzioni s.r.l. un maggiore valore pari a €1.300.000,00
calcolando, conseguentemente, maggiori imposte di registro, catastale
ed ipotecaria per €30.000,00 oltre le relative sanzioni.
È altresì incontestato che la sentenza della CTP di Bari , con la
quale veniva accolto il ricorso, argomentava con riferimento a un
diverso numero di ruolo, a un diverso contribuente assistito da
diverso difensore e a diverso atto impugnato (avviso di accertamento
in materia di Irpef).

Osservava la Commissione che tanto l’appello principale che

RG. 14663/2013

L’Agenzia delle Entrate, proponendo appello alla sentenza della
CTP di Bari aveva eccepito preliminarmente la nullità della sentenza
“in quanto riferita ad altra controversia e precisamente al ricorso
rubricato al RGR 209/2010 differente sia in ordine al soggetto
interessato (sig, Ruggiero Angelo), che all’oggetto del contendere.

caso di denuncia di errores in procedendo del giudice di merito, la
Corte di cassazione è anche giudice del fatto (inteso qui, ovviamente,
come fatto processuale) ed è perciò investita del potere di procedere
direttamente all’esame ed alla valutazione degli atti del processo di
merito (si vedano tra le altre, a mero titolo d’esempio, Cass. n. 14098
del 2009, n. 11039 del 2006, n. 15859 del 2002 e n. 6526 del 2002;
v. pure Cass 24 giugno 2004, n.11755 del 2004 ; n. 17109 del 2009).
Anche la questione della specificità dei motivi di impugnazione è
verificabile in sede di legittimità direttamente, poiché la relativa
censura è riconducibile nell’ambito dell’

error in procedendo,

non

riguardando l’interpretazione dell’atto di appello, in quanto tale
riservata al giudice del merito, ma risolvendosi nel convincimento
della mancanza di un’effettiva censura alla decisione di primo grado
(Cass. 15 gennaio 2009 n. 806 e Cass. 10 settembre 2012 n. 15071)
Vale pure richiamare quanto osservato dalle Sezioni Unite di questa
Corte nella pronuncia 22 maggio 2012 n. 8077 secondo cui … un
conto è rilevare un errore di giudizio imputabile al giudice di merito
nell’esame del rapporto sostanziale dedotto in lite, altro conto è
ravvisare un errore di attività che, essendosi verificato nel corso del
processo, ne possa avere inficiato l’esito. Si è osservato che nelle due
diverse ipotesi sopra indicate il “fatto” ha una pregnanza ed un rilievo
differenti: perché, se attiene alle circostanze del rapporto sostanziale,
quel “fatto”, che il giudice di merito è chiamato ad accertare, è
anteriore al processo ed esaurisce la propria funzione nella sua stessa

E’ principio assolutamente consolidato quello secondo il quale, in

RG. 14663/2013

valenza storica; ed, invece, se attiene al rapporto processuale, il
“fatto” si colloca all’interno di una vicenda che è tuttora in corso di
sviluppo, sia quando quella vicenda ancora si sta svolgendo nella fase
del giudizio di merito sia quando è transitata nel giudizio di
legittimità, che pur sempre nel medesimo rapporto processuale

procedimento, pur nei diversi gradi e fasi in cui si svolge, che ne
rende il vizio sempre attuale, ove sia tale da incidere sulla decisione
della causa e da compromettere la realizzazione di quello che oggi la
Carta costituzionale e lo stesso codice di rito hanno definito il “giusto
processo”. Ed è questo che giustifica – ed al tempo stesso impone anche al giudice di legittimità di conoscere dell’error in procedendo in
ogni suo aspetto (a condizione, ovviamente, che sia stato denunciato
nei termini e secondo le regole proprie del ricorso per cassazione),
perché la rottura della corretta sequenza procedimentale investe in
ultima analisi anche il medesimo giudizio di cassazione e dunque colui
che vi è preposto deve direttamente accertarsene”.
Nel caso in esame, dunque, questa Corte deve procedere all’esame
diretto degli atti e dei documenti sui quali l’impugnazione si fonda.
Dall’esame del ricorso introduttivo e della sentenza della CTP di
Bari si evince con tutta evidenza che la decisione non si fonda sulla
domanda formulata, ma su quella relativa a un diverso ricorso,
iscritto a un diverso numero di ruolo, proposta da un diverso
contribuente assistito da un diverso difensore e a diverso atto
impugnato (avviso di accertamento in materia di Irpef).
L’Agenzia

delle

Entrate appellando

la

sentenza

aveva

correttamente eccepito la mancata corrispondenza tra il chiesto e il
pronunciato.
Erroneamente, dunque, la CTR ha dichiarato inammissibile
l’appello principale e incidentale.

s’inserisce. Vi è, insomma, una fondamentale unitarietà del

RG. 14663/2013

Pertanto, in accoglimento del motivo di ricorso, la sentenza
impugnata deve essere cassata e la causa rinviata ad altra sezione
della CTR della Puglia la quale provvederà a nuovo esame della
controversia. Il designato giudice di rinvio provvederà anche in ordine
alle spese del giudizio di legittimità.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata in
relazione al motivo accolto e rinvia, anche per le spese del giudizio di
cassazione, ad altra sezione della CTR della Puglia
Così deciso, in Roma, il 25.1.2018

P.Q.M.

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