Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3562 del 16/02/2010

Cassazione civile sez. trib., 16/02/2010, (ud. 18/01/2010, dep. 16/02/2010), n.3562

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PAPA Enrico – Presidente –

Dott. BERNARDI Sergio – Consigliere –

Dott. D’ALESSANDRO Paolo – Consigliere –

Dott. MELONCELLI Achille – Consigliere –

Dott. BERTUZZI Mario – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

Agenzia delle Entrate, in persona del Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso

cui domicilia in Roma, via dei Portoghesi n. 12;

– ricorrente –

contro

TNT Global Express s.p.a., con sede in (OMISSIS), in

persona del legale rappresentante sig. G.D.C.,

rappresentata e difesa per procura a margine del ricorso

dall’Avvocato Fiore Marochetti Simonetta elettivamente domiciliata

presso il suo studio del primo in Roma, via XX Settembre n. 26;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 85/44/07 della Commissione tributaria

regionale della Lombardia, depositata il 1 agosto 2007;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 18

gennaio 2010 dal consigliere relatore dott. Mario Bertuzzi;

Viste le conclusioni del P.M., in persona del Sostituto Procuratore

Generale dott. FUZIO Riccardo che ha chiesto il rigetto del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La TNT Traco s.p.a. propose ricorso dinanzi alla Commissione tributaria provinciale di Milano per l’annullamento dell’avviso di rettifica che per l’anno 1997 le aveva contestato l’omessa regolarizzazione a fini iva di operazioni intercorse con la società Mistral Air, di cui la ricorrente era socia per la quota de 30%, presso la quale la Guardia di Finanza aveva accertato il ricevimento di acconti da parte della TNT Traco senza rinvenire le corrispondenti fatture. Con successivo ricorso la ricorrente impugnò anche la cartella esattoriale emessa a seguito del suddetto avviso.

Riuniti i ricorso, il giudice di primo grado li accolse, sul presupposto che la ricorrente era rimasta estranea all’atto di accertamento su cui si fondava l’atto impugnato, svolto nei confronti della società Mistral Air, e, in sede di gravame, la Commissione tributaria regionale della Lombardia, con sentenza n. 85/44/07 del 1.8.2007 confermò tale decisione impugnata, ritenendo che la società contribuente avesse fornito la prova della corrispondenza tra pagamenti e fatture.

Per la cassazione di questa decisione, con atto notificato il 4.11.2008, ricorre, sulla base di tre motivi, l’Agenzia delle Entrate.

Resiste con controricorso la TNT Global Express s.p.a., già TNT Traco.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Il primo motivo di ricorso denunzia “Vizio di motivazione apparente in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4”, assumendo la nullità della sentenza impugnata per assoluta carenza di motivazione. Sostiene in particolare il ricorso che la Commissione regionale non ha fornito alcuna argomentazione a sostegno della propria decisione di rigetto dell’appello dell’Ufficio finanziario, essendosi limitata sul punto a richiamare il prospetto di riconciliazione dei conti depositato dalla contribuente, senza minimamente indicare gli elementi in forza dei quali la pretesa fiscale sarebbe infondata.

Il motivo è manifestamente fondato.

La lettura della sentenza impugnata evidenzia che il giudice territoriale, dopo avere dato atto che la documentazione contabile e fiscale oggetto di verifica non consentiva una agevole ricollegabilità tra le singole movimentazioni, ha mandato assolta la contribuente sulla base del rilievo che comunque il cd. “prospetto di riconciliazione” depositato dalla stessa nel corso del giudizio consentiva di superare e chiarire le incertezze di cui sopra. Nessun chiarimento o motivazione viene per contro fornita in ordine al contenuto del cd. prospetto ed alle conseguenti ragioni per cui esso appianerebbe ogni rilevata incertezza, dimostrando l’effettiva corrispondenza tra i pagamenti e le fatture e, quindi, l’infondatezza dell’addebito fiscale.

Tanto precisato, ritiene il Collegio che, nel caso di specie, la sentenza impugnata sia provvista di motivazione soltanto apparente, con conseguente sua nullità per mancanza del requisito richiesto, nel processo tributario, dal D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, comma 2, n. 4. Tale conclusione si impone in quanto le considerazioni svolte a sostegno della propria decisione da parte del giudice di appello non esplicitano in alcun modo il percorso logico attraverso il quale il giudicante ha ritenuto di pervenire alla soluzione accolta e non possono, pertanto, valere a sostanziare l’obbligo di motivazione, il quale richiede che il giudice, attraverso lo scrutinio delle deduzioni delle parti, esponga in modo intelligibile le ragioni su cui ritiene di fondare il proprio convincimento. In particolare, la motivazione della decisione è carente per avere la Commissione regionale fondato la propria statuizione sulla base di un documento (“prospetto di riconciliazione”) senza esporne in alcun modo il contenuto e senza indicare i motivi in forza dei quali ha da esso tratto il convincimento in ordine alla effettiva fatturazione dei versamenti effettuati dalla contribuente. Il primo motivo di ricorso va pertanto accolto, mentre gli altri due, che denunziano entrambi vizi di motivazione, si dichiarano assorbiti. La sentenza è cassata e la causa rinviata ad altra sezione della Commissione tributaria regionale della Lombardia, che provvederà anche alla liquidazione delle spese di giudizio.

P.Q.M.

Accoglie il primo motivo del ricorso proposto, assorbiti gli altri;

cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa ad altra sezione della Commissione tributaria regionale della Lombardia, che provvederà anche alla liquidazione delle spese di giudizio.

Così deciso in Roma, il 18 gennaio 2010.

Depositato in Cancelleria il 16 febbraio 2010

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