Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3557 del 10/02/2017


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Cassazione civile, sez. un., 10/02/2017, (ud. 25/10/2016, dep.10/02/2017),  n. 3557

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONI UNITE CIVILI

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. RORDORF Renato – Primo Presidente f.f. –

Dott. MACIOCE Luigi – Presidente di Sez. –

Dott. AMOROSO Giovanni – Presidente di Sez. –

Dott. CAMPANILE Pietro – rel. Consigliere –

Dott. MANNA Antonio – Consigliere –

Dott. CIRILLO Ettore – Consigliere –

Dott. TRIA Lucia – Consigliere –

Dott. FRASCA Raffaele – Consigliere –

Dott. DE STEFANO Franco – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 5655/2015 proposto da:

AUTOSERVIZI E.A. S.R.L., in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

ENRICO TAZZOLI 6, presso lo studio dell’avvocato LUCA GRATTERI, che

la rappresenta e difende unitamente all’avvocato GIOVANNA CAMPAGNA;

– ricorrente –

contro

ASSESSORATO ALLE INFRASTRUTTURE E MOBILITA’ DELLA REGIONE SICILIANA,

in persona dell’Assessore pro tempore, elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO

STATO;

– resistente –

per regolamento di giurisdizione in relazione al giudizio pendente n.

4866/2013 del TRIBUNALE di PALERMO.

Udito l’Avvocato Luca GRATTERI;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

25/10/2016 dal Consigliere Dott. PIETRO CAMPANILE;

lette le conclusioni scritte del P.M., in persona del Sostituto

Procuratore Generale Dott. PATRONE Ignazio, che ha chiesto

l’inammissibilità del ricorso.

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. L’assessorato alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Siciliana proponeva opposizione avverso il decreto ingiuntivo emesso, ad istanza della s.r.l. Autoservizi E.A., dal Presidente del Tribunale di Palermo per l’importo di Euro 192.755,76, pretesi a titolo di “compensazioni per obblighi di servizio” nell’ambito di un contratto di affidamento provvisorio dei servizi extraurbani di trasporto pubblico locale.

2. Essendo intervenuti dei pagamenti successivamente all’instaurazione del procedimento monitorio, la pretesa veniva ridotta ad Euro 62.892,62; la tesi posta a fondamento dell’opposizione era incentrata sulla qualificazione del rapporto in termini non di appalto, bensì di concessione, tale da giustificare una riduzione ex post delle somme dovute per le compensazioni.

3. La società di trasporti ha proposto ricorso ai sensi dell’art. 41 c.p.c., sostenendo che, pur in assenza di contestazioni dell’opponente, la qualificazione del rapporto avrebbe potuto indurre il giudice di merito a dichiarare d’ufficio il difetto di giurisdizione del giudice ordinario. Si è quindi rilevato che il “contratto di affidamento provvisorio” deve ricondursi in un appalto di servizi, la cui fase esecutiva è devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario.

4 – La ricorrente ha inoltre sottolineato che, anche a voler ravvisare nel rapporto di affidamento provvisorio una concessione di servizi, la controversia, riguardante un diritto soggettivo escluso dal D.Lgs. n. 104 del 2010, art. 133, comma 1, lett. c), dalla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, rientrerebbe in ogni caso nella giurisdizione del giudice ordinario.

5 – L’amministrazione non si è difesa con controricorso; essendosi limitata a depositare un atto di costituzione.

6 – Il P.G., al quale gli atti sono stati trasmessi ai sensi dell’art. 380 ter c.p.c., ha chiesto dichiararsi l’inammissibilità del regolamento, ponendo in evidenza come, in assenza di contestazioni della parte convenuta in merito alla giurisdizione del giudice adito, le questioni sottese a un rilievo difetto di giurisdizione dell’A.g.o. vengano prospettate in termini meramente ipotetici.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Il ricorso è inammissibile.

2. Questa Corte ha già affermato il principio secondo cui il regolamento preventivo di giurisdizione può essere proposto da ciascuna parte, e quindi anche dall’attore nel giudizio di merito, essendo palese, in presenza di ragionevoli dubbi sui limiti esterni della giurisdizione del giudice adito, la sussistenza di un interesse concreto ed immediato ad una risoluzione della questione da parte delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, in via definitiva ed immodificabile, onde evitare che la sua risoluzione in sede di merito possa incorrere in successive modifiche nel corso del giudizio, ritardando la definizione della causa, anche al fine di ottenere un giusto processo di durata ragionevole (Cass., 20 aprile 2006, n. 9169; Cass., 21 settembre 2006, n. 20504; Cass., 12 luglio 2011, n. 15237).

3. Non è necessaria la contestazione della giurisdizione da parte del convenuto, purchè alla relativa assenza si associ la concreta sussistenza, sul piano giuridico, vale a dire sulla base del diritto positivo e degli orientamenti espressi al riguardo dalla giurisprudenza di legittimità, ovvero in virtù di una sollecitazione proveniente dallo stesso giudice del merito, di un dubbio di natura oggettiva circa il difetto di giurisdizione del giudice adito. In proposito vale bene richiamare il principio, più volte affermato da questa Corte, secondo cui il ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione è inammissibile, per carenza di interesse ad agire, quando non sussista alcun elemento, di fatto o di diritto, che possa far dubitare della giurisdizione del giudice adito e nessuna delle parti ne contesti la corretta individuazione (Cass., sez. un., 16 dicembre 2013, n. 27990; Cass., 30 giugno 2008, n. 17776).

4. La società ricorrente prospetta l’ipotesi di un rilievo ufficioso del difetto di giurisdizione da parte del giudice adito, solo perchè l’Assessorato convenuto ha proposto una diversa qualificazione giuridica del rapporto posto alla base della pretesa azionata in via monitoria (concessione in luogo di appalto), salvo poi precisare che, anche a voler ritenere fondata tale deduzione, venendo in considerazione il D.Lgs. n. 104 del 2010, art. 133, comma 1, lett. c) – secondo cui appartengono alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo “le controversie in materia di pubblici servizi relative a concessioni di pubblici servizi, escluse quelle concernenti indennità, canoni ed altri corrispettivi”. Il dubbio in merito alla giurisdizione, per come prospettato, appare pertanto privo di qualsiasi ragionevolezza, tanto più che all’invocazione della norma testè richiamata si associa il richiamo alla giurisprudenza di questa Corte (Cass., Sez. un., 29 maggio 2014, n. 12063) che, in relazione a fattispecie analoga, ha affermato la giurisdizione del giudice ordinario.

5. Deve pertanto ritenersi che nella specie sia assolutamente carente l’interesse a una pronuncia intesa ad eliminare qualsiasi incertezza in materia di giurisdizione, non apparendo quella del giudice adito, anche in base alle prospettazioni della ricorrente, non contestata, nè contestabile.

6. Non si provvede in ordine al regolamento delle spese, non avendo l’Assessorato svolto attività difensiva.

PQM

Dichiara inammissibile il ricorso.

Così deciso in Roma, il 25 ottobre 2016.

Depositato in Cancelleria il 10 febbraio 2017

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