Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3550 del 16/02/2010

Cassazione civile sez. trib., 16/02/2010, (ud. 17/12/2009, dep. 16/02/2010), n.3550

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PLENTEDA Donato – Presidente –

Dott. BOGNANNI Salvatore – Consigliere –

Dott. SOTGIU Simonetta – Consigliere –

Dott. PARMEGGIANI Carlo – Consigliere –

Dott. GIACALONE Giovanni – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

FORNERIA GAETANO SRL in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA C. MONTEVERDI 16,

presso lo studio dell’avvocato PETRONE GIOVANNI, rappresentato e

difeso dall’avvocato ROSSI LUCIO MODESTO MARIA, giusta delega a

margine;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI MARCIANISE in persona del Sindaco pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA PLINIO 44, presso lo studio

legale LICCARDO – LANDOLFI, rappresentato e difeso dagli avvocati

SANTONASTASO DOMENICO, LANDOLFI ROBERTO, giusta delega a margine;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 62/2005 della COMM. TRIB. REG. di NAPOLI,

depositata il 29/04/2005;

udita la relazione della causa svolta nella Udienza pubblica del

17/12/2009 dal Consigliere Dott. GIACALONE Giovanni;

udito per il ricorrente l’Avvocato ROSSI, che ha chiesto

l’accoglimento;

udito per il resistente l’Avvocato LANDOLFI, che ha chiesto il

rigetto;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SEPE Ennio Attilio, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

IN FATTO E IN DIRITTO

La controversia ha ad oggetto l’iscrizione a ruolo della tassa sui rifiuti solidi urbani, relativa al periodo d’imposta 2001, in quanto la societa’ contribuente lamenta la violazione del D.Lgs. n. 597 del 1993, art. 62, comma 3, sul rilievo che il Comune avrebbe tassato una superficie adibita ad attivita’ industriale, ove di regola si producono rifiuti speciali, per i quali la stessa societa’ provvedeva in proprio allo smaltimento; lamenta, altresi’, l’inesistenza del servizio di smaltimento dei propri rifiuti speciali, anche dopo l’assimilazione degli stessi a quelli urbani, sostenendo l’impossibilita’ di usufruire del servizio.

La Commissione tributaria provinciale ha respinto il ricorso e la sentenza e’ stata confermata in appello, pur rilevando, la CTR, che il servizio di smaltimento dei rifiuti, certamente funzionante, non era esente da qualche manchevolezza.

Con l’odierno ricorso – deducendo violazione del D.Lgs. n. 507 del 1993, artt. 59 e 62 e vizio di motivazione – la societa’ contribuente lamenta che non sarebbe stata fornita la prova positiva dell’esistenza del servizio di raccolta di rifiuti, cosicche’ sarebbe venuto meno il presupposto impositivo di cui al D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 62, e, comunque, la motivazione della sentenza impugnata si sarebbe rivelata contraddittoria, nella parte in cui ha riconosciuto alcune inefficienze del servizio.

In controricorso, l’ente impositore deduce l’infondatezza del ricorso e ne chiede il rigetto, con vittoria di spese.

Il ricorso e’ fondato, nei termini di seguito precisati.

Sotto il profilo della lamentata violazione di legge, rileva la Corte che il dovere del contribuente di corrispondere la tassa anche se non utilizza il servizio, come specificato in tutte le precedenti decisioni sul tema (Cass., S.U., 8 maggio 1967 n. 902; id., 1, 29 marzo 1969 n. 1026; id., 1, 21 gennaio 1970 n. 132; id., 1, 17 maggio 1974 n. 1430; id., 1, 4 febbraio 1987 n. 995), suppone necessariamente che il contribuente “abbia la possibilita’” di utilizzare il servizio: cio’ significa che per il sorgere dell’obbligo non e’ sufficiente la mera istituzione e attivazione del servizio medesimo, ne’ la sola ubicazione dell’immobile nel perimetro in cui e’ stato istituito il servizio ma e’ altresi’ indispensabile che il “cittadino residente” abbia la possibilita’, cioe’ sia posto in condizione, di utilizzare il servizio: tanto suppone, come specificato nella richiamata sentenza n. 995 del 1987, che il servizio venga effettivamente espletato (Cass. n. 6312/05; 10608/03).

Sussiste, altresi’, il lamentato vizio motivazionale, dato che la C.T.R., si e’ limitata ad affermare l’avvenuta istituzione ed attivazione del servizio ma non ha motivato in ordine al tema controverso e rilevante della obiettiva sussistenza della possibilita’ di usufruire del servizio istituito ed appaltato dal Comune.

Pertanto, il ricorso deve essere accolto; la sentenza impugnata va cassata, con rinvio, per nuovo esame e per la determinazione delle spese anche del presente giudizio, ad altra Sezione della medesima C.T.R..

P.Q.M.

Accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, ad altra Sezione della C.T.R. Campania.

Cosi’ deciso in Roma, il 17 dicembre 2009.

Depositato in Cancelleria il 16 febbraio 2010

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