Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3535 del 14/02/2018


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Civile Sent. Sez. 5 Num. 3535 Anno 2018
Presidente: CHINDEMI DOMENICO
Relatore: CASTORINA ROSARIA MARIA

SENTENZA

sul ricorso 14319-2013 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro
tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI
PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che lo rappresenta e difende;
– ricorrente contro

2018
60

VEERVOORT MONICA HENRIETTE JOHANNA;
– intimata –

Nonché da:
VEERVOORT MONILA HENRIETTE JOHANNA, elettlVA~tU
domiciliata in ROMA VIA DEGLI SCIPIONI 268-A, presso

Data pubblicazione: 14/02/2018

lo studio dell’avvocato ALESSIO PETRETTI, che la
rappresenta e difende giusta delega in calce;
– con troricorrente incidentale contro

AGENZIA DELLE ENTRATE;

avverso la sentenza n. 46/2013 della COMM.TRTR.RE:G. di

MILANO, depositata il 07/03/2013;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 10/01/2018 dal Consigliere Dott. ROSARIA
MARIA CASTORINA;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. FEDERICO SORRENTINO che ha concluso per
il rigetto del ricorso principale, assorbito il
ricorso incidentale.

– intimata –

n.14319/2013

Svolgimento del processo
La CTR di Milano, con sentenza n.46/29/13 del 20.12.2012
depositata in data 7.3.2013, notificata il 29.3.2013, accoglieva
l’appello proposto da Vervoort Monica Henriette avverso la sentenza
n.162117/11 della CTP di Milano con la quale, in controversia
concernente l’impugnazione di una cartella di pagamento avente ad
oggetto il recupero delle ordinarie imposte di registro, ipotecaria e
catastale, versate in misura ridotta, aveva ritenuto l’Agenzia delle
Entrate decaduta dal diritto di richiedere l’imposta.
La

contribuente, la quale aveva usufruito

dell’applicazione

dell’aliquota agevolata dell’imposta di Registro ai sensi della nota 2bis dell’art. 1 della Tariffa allegata al DPR 131/1986 per l’acquisto
della “prima casa”, aveva ceduto l’immobile entro cinque anni
dall’acquisto, senza avere acquistato un altro immobile da adibire ad
abitazione principale entro un anno dalla alienazione di quello
precedentemente acquistato fruendo dell’agevolazione.
I giudici d’appello hanno ritenuto maturata la decadenza
triennale, di cui all’art. 76 comma 2 del medesimo D.P.R., facendone
decorrere il termine dalla data di alienazione dell’immobile.
L’Agenzia delle Entrate ricorre per la cassazione della sentenza di
appello, sulla base di un motivo.
Vervoort Monica Henriette resiste con controricorso ritualmente
notificato in data 2.7.2013 proponendo ricorso incidentale affidato a
un motivo.
Motivi della decisione
1.a)La ricorrente, con ricorso notificato in data 23.5.2013 lamenta,
con l’unico motivo di gravame la violazione e/o falsa applicazione
dell’art.76, comma 2, DPR 130/1986 in relazione all’art. 360 n.3
c.p.c. in quanto la CTR avrebbe errato nell’individuazione del dies a
quo del computo del termine di decadenza, facendolo decorrere dalla
data di trasferimento dell’immobile e non dal decorso di un anno

n.14319/2013

dalla vendita dell’immobile acquistato con l’agevolazione prima casa,
evidenziando che è solo con il mancato riacquisto di altra prima casa
che sorge il diritto dell’Erario al recupero delle imposte
indebitamente non versate, per effetto dell’agevolazione revocata.
Va preliminarmente disattesa l’eccezione formulata da parte

formulazione del quesito di diritto, in quanto l’art. 366 bis cod. proc.
civ., introdotto dall’art. 6 del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40,
contenente la previsione della formulazione del quesito di diritto come
condizione di ammissibilità del ricorso per cassazione, si applica
“ratione temporis”

ai ricorsi proposti avverso sentenze e

provvedimenti pubblicati a decorrere dal 2 marzo 2006 (data di
entrata in vigore del menzionato decreto), e fino al 4 luglio 2009,
data dalla quale opera la successiva abrogazione della norma,
disposta dall’art. 47 della legge 18 giugno 2009, n. 69 mentre nel
caso di specie la sentenza è stata pubblicata il 29.3.2013.
1.a.) Il motivo è fondato.
Secondo l’insegnamento di questa Corte (da condividersi e da
ribadirsi in questa sede):”In tema di agevolazioni tributarie per
l’acquisto della “prima casa”, ai sensi dell’art. 1, comma secondo, del
decreto-legge 23 gennaio 1993, n. 16, convertito in legge 24 maggio
1993, n. 75, la decadenza dal beneficio, nell’ipotesi di vendita
dell’immobile prima del compimento di un quinquennio dall’acquisto,
è esclusa, nel caso di acquisto di altro immobile da adibire ad
abitazione principale entro un anno dalla alienazione di quello
acquistato fruendo dell’agevolazione in parola pertanto, nel caso in
cui il contribuente acquisti l’immobile nel vigore della normativa sopra
richiamata; la decadenza dai benefici non decorre a far data
dall’alienazione dell’immobile, ma a far tempo di un anno dalla data di
registrazione del secondo atto di compravendita, con la conseguenza
che l’avviso di accertamento dell’Amministrazione deve ritenersi

controricorrente di inammissibilità del ricorso per mancata

n.14319/2013

tempestivo, qualora posto in essere entro il termine triennale di
decadenza “ex” art. 76 del d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, che decorre
dalla scadenza del predetto atto” (Cass. Sez. 5, sentenza n. 28880
del 09/12/2008; sentenza n. 9306/2013).
Poiché è incontestato che la data di cessione dell’immobile sia il
28.7.2006, il termine decadenziale di tre anni decorreva dal 28

Nella specie i giudici di appello hanno accertato che la cartella di
pagamento è stata notificata in data 22.10.2009. La notifica del
provvedimento impositivo è da considerarsi tempestiva se computata
a decorrere dalla data indicata nella massima che è stata sopra
trascritta, sicchè la pronuncia del giudice di appello —che non si è
attenuto al trascritto principio di diritto- deve essere cassata.
2. Sul ricorso incidentale.
La contribuente ha impugnato, in via incidentale, la sentenza
della CTR di Milano lamentando la contraddittoria motivazione circa
un fatto controverso e decisivo per il giudizio in relazione all’art. 360
n.5 c.p.c.. per avere accertato e dichiarato, erroneamente, quale
termine di avvenuta notifica della cartella di pagamento la data del
22.10.2009 anzicchè quella del 22.10.2010 nonostante quest’ultima
data fosse stata confermata dalla controparte e documentata con la
produzione della relazione di notificazione.
2.a.)II motivo è inammissibile, in quanto si risolve nella proposizione
di un vizio revocatorio. La censura, infatti, lamenta formalmente la
erronea considerazione, da parte della Corte di merito, del
documento, ritenuto decisivo; ma l’affermazione che il giudice di
merito ha deciso la causa senza tenere in considerazione un
documento presente si traduce in quella dell’errore di percezione del
giudice, la quale costituisce ipotesi di vizio revocatorio di cui all’art.
395, n. 4), del codice di procedura civile.

luglio 2007, con scadenza al 27.7.2010.

n.14319/2013

2.b.)Per tutto quanto sopra esposto, in accoglimento dei ricorso, va
cassata la sentenza impugnata con rinvio alla C.T.R. della Lombardia
in diversa composizione e dichiarato inammissibile il ricorso
incidentale.
Il giudice del rinvio provvederà alla liquidazione delle spese del
presente giudizio di legittimità.

La Corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata; rinvia la
causa alla C.T.R. della Lombardia in diversa composizione, cui
demanda di provvedere anche sulle spese del presente giudizio di
legittimità;
dichiara inammissibile il ricorso incidentale.
Così deciso in Roma nella Camera di consiglio del 10.1.2018
Il Consiglie e estensore
Rosaria

no! -sidente
menico

ndemi

PQM

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