Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3535 del 13/02/2020

Cassazione civile sez. VI, 13/02/2020, (ud. 10/10/2019, dep. 13/02/2020), n.3535

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FRASCA Raffaele – Presidente –

Dott. SCODITTI Enrico – Consigliere –

Dott. GRAZIOSI Chiara – Consigliere –

Dott. GIANNITI Pasquale – rel. Consigliere –

Dott. PORRECA Paolo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 25835-2018 proposto da:

ORINVEST SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR 4, presso lo studio

dell’avvocato PATRIZIA DEL NOSTRO, rappresentata e difesa

dall’avvocato PIERPAOLO CASALEGNO;

– ricorrente –

contro

AMTER SPA, in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la CORTE DI

CASSAZIONE, rappresentata e difesa dagli avvocati STEFANO CORSINI,

SIMONETTA COCCONI;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 168/2018 della CORTE D’APPELLO di GENOVA,

depositata il 02/02/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 10/10/2019 dal Consigliere Relatore Dott. GIANNITI

PASQUALE.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

1. La società Orinvest s.r.l., articolando 3 motivi, ha proposto ricorso avverso la sentenza n. 168/2018 della Corte di appello di Genova, che, respingendo la sua impugnazione, ha confermato la sentenza n. 2937/2013 del Tribunale di Genova, che, accogliendo parzialmente l’opposizione, aveva revocato il decreto (con il quale era stato ad essa ingiunto il pagamento della somma di Euro 38.372,04 per forniture di acqua non pagate ad un immobile sito in Arenzano), ma l’aveva condannata per lo stesso titolo a pagare alla AM.TER s.p.a. la minor somma di Euro 28.322,42.

2. La società Amter s.p.a. ha resistito con controricorso (del quale va incidentalmente rilevato il carattere eccedentario, contenendo lo stesso la confutazione di 6 motivi di ricorso, peraltro tutti e 6 con una denominazione diversa da quella data dalla società ricorrente ai 3 motivi in concreto articolati).

3. Essendosi ritenute sussistenti dal relatore designato le condizioni per definire il ricorso con il procedimento ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., è stata redatta proposta ai sensi di tale norma e ne è stata fatta notificazione ai difensori delle parti, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza della Corte.

4. In vista dell’odierna adunanza parte ricorrente ha depositato memoria a sostegno del ricorso.

Diritto

RITENUTO IN DIRITTO

1. La società ricorrente censura la sentenza impugnata, come sopra rilevato, per tre motivi.

Ric. 2018 n. 25835 sez. M3 – ud. 10-10-2019

-2-

1.1. Con il primo, articolato in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, denuncia omesso esame del fatto, decisivo e controverso, costituito dal mancato esame del non contestato schema riassuntivo delle forniture effettuate da Amter negli anni 2009-2010 al Grand Hotel di Arenzano, come da dicitura posta in alto a sinistra, dal quale risulta che Amter negli anni in esame aveva fatturati consumi di acqua con una eccedenza rispettivamente di mc 1793 e 906.

1.2. Con il secondo motivo, articolato in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5, denuncia omesso esame del fatto, decisivo e controverso, e violazione degli artt. 1362,1370 e 2697 c.c., nonchè degli artt. 112 e 115 c.p.c. nella parte in cui la Corte territoriale: a) ha omesso di pronunciare sulla domanda di accertamento della illegittimità delle modalità di tariffazione adottate da Amter; b) ha omesso di considerare che la diversa quantificazione del debito da essa operata non era stata contestata da Amter, che si era limitata ad affermare la correttezza del metodo di tariffazione pro die; c) ha posto a suo carico (cioè a carico di parte opponente) l’onere di provare il fatto costitutivo del diritto in procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo.

1.3. Con il terzo motivo, articolato in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, denuncia violazione o falsa applicazione degli artt. 1325,1326,2697 c.c., nonchè del D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 147 e s.s. e art. 210 c.p.c. nella parte in cui la Corte territoriale:

a) ha respinto il suo appello in relazione all’utenza di G.M., negando efficacia contrattuale ad un documento (quello prodotto sub 7 nel giudizio di primo grado), che era stato applicato dalle parti e che non era stato contestato da Amter;

b) ha posto a suo carico (già parte opponente) l’onere di provare il fatto costitutivo del diritto azionato (cioè la correttezza della revisione del prezzo operata da Amter) in procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo in presenza di un creditore (l’Amter per l’appunto) che si era limitato a produrre le fatture da essa stessa emesse, senza produrre alcun documento che fornisse la prova della revisione della tariffa convenzionale nella misura richiesta e senza fornire il necessario riscontro tramite dati contabili;

c) ha deciso la controversia senza tener conto che gli artt. 147 s.s. Codice consumo (in tema di organizzazione del servizio idrico integrato, di tutela delle acque dall’inquinamento, di gestione delle risorse idriche, di vigilanza controlli e partecipazioni) pongono norme incompatibili con un affidamento verbale del servizio.

2. Il ricorso è inammissibile.

2.1. La corte territoriale – dopo aver rilevato che la società Orinvest contesta i criteri di fatturazione, relativi a somministrazioni di acqua da parte dell’AM.TER s.p.a. a due diversi immobili di sua proprietà – ha confermato la sentenza di primo grado, rilevando:

a) quanto al Grand Hotel di Arenzano: che la differenza di acqua fatturata derivava soltanto dal diverso criterio di calcolo seguito (ad anno, da Orinvest, e per singolo giorno, da AM.STER) e che la società appellante non aveva offerto un quadro coerente dei rapporti di debito e credito esistenti tra le parti, aveva prodotto documentazione non idonea a supportare la richiesta di una diversa modalità di fatturazione e ad attestare che AM.TER avesse applicato delle maggiorazioni tariffarie non previste dalla normativa richiamata;

b) quanto allo stabilimento balneare di G.M., sito nel medesimo Comune di Arenzano: che il documento prodotto (recante solo la stampa del giugno 2004, senza indicazione del giorno) non era sottoscritto da AM.TER; che comunque la società Orinvest non aveva prodotto documentazione idonea ad attestare che gli aumenti operati non rispettavano le clausole del suddetto documento e che la tariffa dal 2004 in poi era variata.

2.2. Inammissibile è il primo motivo.

Occorre ricordare che il vizio veicolabile in base all’art. 360 c.p.c., n. 5 è quello relativo all’omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, che abbia costituito oggetto di discussione processuale tra le parti ed abbia carattere decisivo (nel senso che, se esaminato, avrebbe determinato un esito diverso della controversia). L’omesso esame di elementi istruttori non integra di per sè il vizio di omesso esame ogniqualvolta il fatto storico rilevante in causa sia stato comunque preso in considerazione dal giudice di merito, anche se la sentenza non ha dato conto di tutte le risultanze istruttorie.

Orbene, nel caso di specie, la stessa parte ricorrente, nell’illustrare il motivo, asserisce – dato che peraltro risulta dalla sentenza impugnata (p. 10) – che il doc. 6 è stato esaminato. Ne consegue che non ricorre l’ipotesi in cui l’omesso esame di un documento (rectius: del fatto che il documento rappresenta), se decisivo, può essere dedotto ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5 ed in realtà si censura la valutazione del documento. Tanto esclude che possa applicarsi il principio di diritto, affermato da questa Sezione con sentenza n. 16812 del 26/06/2018, rv. 649421 – 01). Ciò, al di là del fatto che nemmeno si dice dove e come ed in quali termini il fatto rappresentato nel documento era stato evidenziato in giudizio, sì da divenire controverso.

2.3. Inammissibile è anche il secondo motivo, che, contrariamente a quanto dedotto dalla società ricorrente anche in sede di memoria, non contiene alcuna attività argomentativa delle violazioni delle norme sull’esegesi del contratto con specifico riguardo al rapporto di cui trattasi.

Priva di fondamento è poi la denuncia di una omessa pronuncia ai sensi dell’art. 112 c.p.c., se riferita all’omessa applicazione delle norme denunciate; mentre a pagina 15 il ricorrente evoca come suo oggetto una domanda di accertamento della illegittimità della modalità di tariffazione, senza fornire l’indicazione specifica di come e dove ne fosse stato investito il giudice d’appello.

Infine, il motivo non contiene alcuna attività assertiva della violazione dell’art. 115 c.p.c. ed evoca in modo incomprensibile gli artt. 212 e 215 c.p.c.

2.4. Inammissibile è infine il terzo motivo, che si risolve in una critica all’esame delle risultanze probatorie e non denuncia la violazione dell’art. 2697 c.c. nei termini indicati in motivazione (cfr. punto 4.1) dalle Sezioni Unite di questa Corte con sentenza n. 16598 del 2016.

3. Alla inammissibilità del ricorso consegue la condanna di parte ricorrente alla rifusione delle spese sostenute da parte resistente, nonchè declaratoria di sussistenza dei presupposti per il pagamento dell’importo, previsto per legge ed indicato in dispositivo.

PQM

La Corte:

– dichiara inammissibile il ricorso;

– condanna parte ricorrente al pagamento in favore di parte resistente delle spese del presente giudizio, che liquida in Euro 6.000,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi liquidati in Euro 200 ed agli accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, ad opera di parte ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma del citato art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, il 10 ottobre 2019.

Depositato in cancelleria il 13 febbraio 2020

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