Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3502 del 11/02/2011

Cassazione civile sez. trib., 11/02/2011, (ud. 02/12/2010, dep. 11/02/2011), n.3502

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MERONE Antonio – Presidente –

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – Consigliere –

Dott. GIACALONE Giovanni – Consigliere –

Dott. DI IASI Camilla – Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

AGENZIA ENTRATE, in persona del legale rappresentante pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, nei cui

Uffici, in Roma, Via dei Portoghesi, 12 è domiciliata;

– ricorrente –

contro

BANCA P. PUGLIA & BASILICATA SCPA, con sede in (OMISSIS), in

persona

del legale rappresentante pro tempore, rappresentata, difesa, come da

atti, dagli Avv.ti Carbone Alessandro e Giuseppe Raguso,

elettivamente domiciliata in Roma, Via Muzio Clementi, 9 nello studio

del secondo;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 08/09/2007 della Commissione Tributaria

Regionale di Bari, Sezione n. 09, in data 19.02.2007, depositata il

05 marzo 2007.

Udita la relazione della causa svolta nella Camera di Consiglio del

02 dicembre 2010 dal Relatore Dott. Antonino Di Blasi;

Sentito, per la controricorrente, l’Avv. G. Raguso;

Presente il Procuratore Generale dott. Ennio Attilio Sepe, che non ha

mosso osservazioni.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE

La Corte:

Considerato che nel ricorso iscritto al n. 7571/2008 R.G. è stata depositata in cancelleria la seguente relazione:

“1 – E’ chiesta la cassazione della sentenza n. 08/09/2007, pronunziata dalla C.T.R. di Bari, Sezione n. 09, il 19.02.2007 e DEPOSITATA il 05 marzo 2007.

Con tale decisione, la C.T.R. ha accolto l’appello della contribuente e riformato la decisione di primo grado, riconoscendo il diritto al rimborso dell’imposta di registro pagata su decreti ingiuntivi emessi dal 1989 al 1995.

2 – Il ricorso di che trattasi, che riguarda impugnazione del silenzio rifiuto su domande di rimborso dell’imposta di registro, censura l’impugnata decisione per violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 77.

3 – L’intimata, giusto controricorso, ha chiesto il rigetto dell’impugnazione.

4 – La questione posta dal ricorso sembra possa essere definita in base ai seguenti principi, secondo cui:

– “A norma del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 77 il rimborso dell’imposta di registro, della sopratassa, della pena pecuniaria e degli interessi di mora deve essere richiesto, a pena di decadenza, dal contribuente entro tre anni dal giorno del pagamento, ovvero, se posteriore, da quello in cui è sorto il diritto alla restituzione;

tale decadenza, essendo la materia tributaria sottratta alla disponibilità delle parti, è rilevabile di ufficio” (Cass. n. 2513/2000, n. 5287/2004, n. 5104/2005).

– “La qualificazione dell’imposta da corrispondere si determina nel momento del sorgere dell’obbligazione tributaria e non in quello, successivo, in cui l’Amministrazione finanziaria richieda il pagamento del tributo (diverso da quello assolto, ma) effettivamente dovuto; pertanto, qualora sia stata corrisposta l’imposta di registro e successivamente, a seguito di accertamento dell’Ufficio, l’IVA, il termine entro il quale richiedere il rimborso di quanto corrisposto in eccedenza decorre dal pagamento della prima imposta” (Cass. n. 11452/2001).

Tali principi ed il disposto della richiamata norma, sembra siano stati disattesi dai giudici di appello, che hanno ritenuto di attribuire ad una circolare dell’amministrazione finanziaria una rilevanza impropria.

5 – Si propone, dunque, ai sensi degli artt. 375 e 2580 bis c.p.c., che il ricorso venga trattato in camera di consiglio ed accolto per manifesta fondatezza.

Il Relatore Cons. Dr. Antonino Di Blasi”.

Vista la relazione, il ricorso, il controricorso e tutti gli altri atti di causa;

Considerato che il Collegio condivide le argomentazioni, in fatto ed in diritto, svolte nella relazione;

Ritenuto che, in base a tali condivisi motivi ed ai richiamati principi, il ricorso va accolto e, per l’effetto, cassata l’impugnata decisione;

Considerato, altresì, che non essendo necessari altri accertamenti di fatto, la causa, in applicazione dei richiamati principi, va decisa nel merito, con il rigetto dell’originario ricorso della contribuente;

Considerato che le spese dell’intero giudizio, avuto riguardo alla complessità della vicenda processuale vanno compensate;

Visti gli artt. 375 e 380 bis c.p.c..

P.Q.M.

accoglie il ricorso, cassa l’impugnata decisione e, decidendo nel merito, rigetta l’originario ricorso della contribuente e compensa le spese dell’intero giudizio.

Così deciso in Roma, il 2 dicembre 2010.

Depositato in Cancelleria il 11 febbraio 2011

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