Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 34728 del 30/12/2019

Cassazione civile sez. trib., 30/12/2019, (ud. 05/12/2019, dep. 30/12/2019), n.34728

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – rel. Presidente –

Dott. DE MASI Oronzo – Consigliere –

Dott. BALSAMO Milena – Consigliere –

Dott. FASANO Anna Maria – Consigliere –

Dott. LO SARDO Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 14981-2017 proposto da:

LETE SPA, elettivamente domiciliata in ROMA VIA DELLA SCROFA 57,

presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE RUSSO CORVACE, che la

rappresenta e difende unitamente all’avvocato FELICE LAUDADIO;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI PRATELLA;

– intimato –

avverso l’ordinanza n. 14108/2017 della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

di ROMA, depositata il 07/06/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

05/12/2019 dal Consigliere Dott. CHINDEMI DOMENICO.

Fatto

RITENUTO

che:

La Suprema Corte di Cassazione, con ordinanza n. 14108/2017, pubblicata in data 7.6.2017, rigettava il ricorso proposto dalla sócietà Lete s.p.a. nei confronti del Comune di Pratella dichiarando la legittimità dell’avviso di accertamento ICI per gli anni 2003, 2004 e 2008, condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali liquidate in Euro 7.000, oltre spese forfettarie e accessori di legge; con istanza in data 8.6.2017 il difensore del Comune di Pratella avv. Antonio Basile esponeva che, pur essendosi dichiarato antistatario nella memoria ex art. 378 c.p.c. la S.C. aveva omesso di attribuire le spese a favore del difensore antistatario, chiedendo, al riguardo, la correzione della sentenza;

la società ricorrente non si è costituita.

Diritto

CONSIDERATO

che:

In caso di omessa pronuncia sull’istanza di distrazione delle spese proposta dal difensore, il rimedio esperibile, in assenza di un’espressa indicazione legislativa, è costituito dal procedimento di correzione degli errori materiali di cui agli artt. 287 e 288 c.p.c., e non dagli ordinari mezzi di impugnazione, non potendo la richiesta di distrazione qualificarsi come domanda autonoma. (Cass. 8436/2019). La procedura di correzione, oltre ad essere in linea con il disposto dell’art. 93 c.p.c., comma 2 – che ad essa si richiama per il caso in cui la parte dimostri di aver soddisfatto il credito del difensore per onorari e spese – consente il migliore rispetto del principio costituzionale della ragionevole durata del processo, garantisce con maggiore rapidità lo scopo del difensore distrattario di ottenere un titolo esecutivo ed è un rimedio applicabile, ai sensi dell’art. 391-bis c.p.c., anche nei confronti delle pronunce della Corte di cassazione (Cass. S.U., n. 16037/2010; n. 12437/2017). In tema di spese giudiziali, il difensore munito di procura, il quale chieda la distrazione, a proprio favore, delle spese di giudizio e degli onorari, dichiarando di avere anticipato le prime e di non aver ricevuto i secondi, agisce per un diritto proprio e autonomo, con la conseguenza che il credito sorge direttamente a favore del difensore nei confronti del soccombente e che per disporre la distrazione è sufficiente la sua dichiarazione, senza alcun margine di sindacato sulla rispondenza al vero della stessa (Cass. n. 21070/2009; n. 6184/2010).

In considerazione di quanto sopra l’istanza di correzione può essere accolta, atteso che dalla memoria ex art. 378 c.p.c. depositata dalla controricorrente emerge che il difensore aveva richiesto la distrazione delle spese in proprio favore. Dunque, in accoglimento della istanza, deve disporsi che nella ordinanza di questa Corte n. 14108/2017 pubblicata in data 7.7.2017 sia apportata la correzione richiesta;

nel procedimento di correzione di errore materiale di cui agli artt. 287 e 391-bis c.p.c. non è ammessa alcuna pronuncia sulle spese processuali (tra le tante, Cass. n. 21213/2013).

PQM

La Corte dispone che nella ordinanza n. 14108/2017 pubblicata in data 7.6.2017 siano apportate le seguenti correzioni di errore materiale: nella parte motiva, a pag. 3, ultimo capoverso, dopo le parole “giudizio di legittimità” siano aggiunte le parole “da distrarsi in favore del difensore della controricorrente avv. Antonio Basile, che ne ha fatto richiesta.”; nel dispositivo, a pag. 3, dopo le parole “accessori di legge”, sia aggiunta la frase “ordina la distrazione delle spese stesse a favore del difensore della controricorrente avv. Antonio Basile”. Dispone, altresì, che la correzione sia annotata, a cura della Cancelleria, sull’originale della predetta ordinanza.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della quinta sezione civile della Corte suprema di Cassazione, il 5 dicembre 2019.

Depositato in Cancelleria il 30 dicembre 2019

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