Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3458 del 03/02/2022

Cassazione civile sez. VI, 03/02/2022, (ud. 16/11/2021, dep. 03/02/2022), n.3458

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LEONE Margherita Maria – Presidente –

Dott. MARCHESE Gabriella – rel. Consigliere –

Dott. CALAFIORE Daniela – Consigliere –

Dott. BUFFA Francesco – Consigliere –

Dott. DE FELICE Alfonsina – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. RG 25557-2020 proposto da:

L.N., domiciliato presso la cancelleria della CORTE DI

CASSAZIONE, PIAZZA CAVOUR, ROMA, rappresentato e difeso

dall’avvocato STELLA VIGLIOTTI;

– ricorrente –

contro

ISTITUTO NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE;

– intimato –

per regolamento di competenza avverso il provvedimento RG 11218/2018

del TRIBUNALE di FOGGIA, depositato il 15/09/2020;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 16/11/2021 dal Consigliere Relatore Dott. GABRIELLA

MARCHESE;

lette le conclusioni scritte del PUBBLICO MINISTERO, in persona del

SOSTITUTO PROCURATORE GENERALE DOTT. MUCCI ROBERTO, che conclude, in

accoglimento dell’istanza di regolamento di competenza, per la

cassazione dell’ordinanza impugnata e la prosecuzione del giudizio;

conseguenze di legge.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. il Tribunale di Foggia ha sospeso il giudizio, avente ad oggetto l’accertamento di irripetibilità delle somme corrisposte dall’INPS e da quest’ultimo richieste in restituzione, a titolo di indebito per indennità di malattia anno 2017, ai sensi dell’art. 295 c.p.c.;

2. il Tribunale ha ritenuto “causa pregiudicante”, idonea a legittimare la sospensione necessaria, quella intrapresa dalla ricorrente (e pendente in appello), relativa all’accertamento (di illegittimità) della cancellazione dagli elenchi anagrafici degli OTD per l’anno 2016;

3. ricorre la parte privata che assume l’insussistenza di una ipotesi di sospensione necessaria; resta intimato l’INPS;

4. il Procuratore Generale chiede accogliersi il ricorso.

Diritto

CONSIDERATO

che:

5. il ricorso è fondato;

6. secondo l’orientamento delle sezioni unite di questa Corte, infatti, “salvi soltanto i casi in cui la sospensione del giudizio sulla causa pregiudicata sia imposta da una disposizione specifica ed in modo che debba attendersi che sulla causa pregiudicante sia pronunciata sentenza passata in giudicato, quando fra due giudizi esista rapporto di pregiudizialità, e quello pregiudicante sia stato definito con sentenza non passata in giudicato, è possibile la sospensione del giudizio pregiudicato soltanto ai sensi dell’art. 337 c.p.c.” (Cass., sez. un., n. 10027 del 2012, seguita, da ultimo, da Cass. n. 17936 del 2018);

7. in linea con l’indicato arresto, più di recente, le sezioni unite, con la pronuncia n. 21763 del 2021, hanno affermato che, in tema di sospensione del giudizio per pregiudizialità necessaria, salvi i casi in cui essa sia imposta da una disposizione normativa specifica che richieda di attendere la pronuncia con efficacia di giudicato sulla causa pregiudicante, quando fra due giudizi esista un rapporto di pregiudizialità tecnica e quello pregiudicante sia stato definito con sentenza non passata in giudicato, la sospensione del giudizio pregiudicato non può ritenersi obbligatoria ai sensi dell’art. 295 c.p.c. (e, se disposta, può essere proposta subito istanza di prosecuzione ex art. 297 c.p.c.), ma può essere adottata, in via facoltativa, ai sensi dell’art. 337 c.p.c., comma 2, applicandosi, nel caso del sopravvenuto verificarsi di un conflitto tra giudicati, il disposto dell’art. 336 c.p.c., comma 2;

8. venendo al caso di specie, dunque, la sospensione era rimessa al potere discrezionale del giudice (a differenza di quella, necessaria, di cui all’art. 295 c.p.c.) che avrebbe dovuto motivare l’esercizio del proprio potere di sospensione (cfr., ex multis, Cass. n. 21664 del 2015);

9. il provvedimento di sospensione va, pertanto, cassato;

10. la causa dovrà essere riassunta, nel termine indicato in dispositivo, innanzi al Tribunale di Foggia che provvederà anche in relazione alle spese del giudizio di cassazione.

PQM

La Corte accoglie il ricorso, cassa l’ordinanza impugnata e, per l’effetto, dispone la prosecuzione del giudizio innanzi al Tribunale di Foggia, concedendo alle parti termine di 60 giorni per la riassunzione, dalla comunicazione della presente ordinanza; spese al definitivo.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 16 novembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 3 febbraio 2022

 

 

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