Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3443 del 03/02/2022

Cassazione civile sez. VI, 03/02/2022, (ud. 18/11/2021, dep. 03/02/2022), n.3443

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BISOGNI Giacinto – Presidente –

Dott. DI MARZIO Mauro – Consigliere –

Dott. MARULLI Marco – Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere –

Dott. CARADONNA Lunella – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso n. 14523/2020 proposto da:

B.Y., rappresentato e difeso dall’Avv. Anna Rosa Oddone,

come da delega in calce al ricorso per cassazione.

– ricorrente –

e:

Ministero dell’Interno, in persona del Ministro in carica,

domiciliato ex lege in Roma, Via dei Portoghesi, 12, presso gli

uffici dell’Avvocatura Generale dello Stato.

– resistente –

avverso la sentenza della Corte d’appello di TORINO, n. 424/2019,

pubblicata in data 24 febbraio 2020;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 18 novembre 2021 dal consigliere Lunella Caradonna.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. B.Y., nato in Gambia, ricorre, con atto affidato a due motivi, nei confronti del Ministero dell’interno, contro la sentenza del 24 febbraio 2020, con cui la Corte d’appello di Torino ha respinto il suo appello avverso l’ordinanza del Tribunale di rigetto della domanda di protezione internazionale ed umanitaria.

2. Il ricorrente ha lasciato il suo paese di origine, in seguito ai maltrattamenti subiti in famiglia, sia da parte del padre, che della seconda moglie di quest’ultimo, con i quali viveva, perché consegnava i propri guadagni alla madre.

3. L’Amministrazione intimata si è costituita ai soli fini dell’eventuale partecipazione all’udienza di discussione della causa ai sensi dell’art. 370 c.p.c..

4. Il ricorso è stato assegnato all’adunanza in Camera di consiglio non partecipata del giorno 18 novembre 2021 ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c..

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. Il primo mezzo denuncia violazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14, comma 1, lett. c), in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, o comunque omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, per non avere la Corte d’appello valutato in modo approfondito le doglianze difensive relative al paese d’origine del ricorrente e per non avere valutato le fonti aggiornate e specifiche sulla situazione in atto in Gambia.

1.1 Il motivo è inammissibile, perché volto a sollecitare questa Corte ad una rivalutazione delle fonti informative per accreditare, nel giudizio di legittimità, un diverso apprezzamento della situazione di pericolosità interna della Nigeria, giudizio quest’ultimo inibito alla corte di legittimità ed invece rimesso alla cognizione esclusiva dei giudici del merito, la cui motivazione è stata articolata – sul punto qui in discussione – in modo adeguato e scevro da criticità argomentative, avendo specificato, alle pagine 3 e 4 della sentenza impugnata, con l’indicazione di fonti aggiornate al 2018, che nel paese di provenienza del richiedente non si assiste ad un conflitto armato generalizzato, tale da integrare il pericolo di danno protetto dalla norma sopra ricordata.

2. Il secondo motivo denuncia l’omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, avendo omesso la Corte d’appello di valutare la condizione di vulnerabilità del ricorrente, in ordine alle sue vicende personali e alla situazione di criticità del territorio.

2.1 Il motivo è inammissibile, non essendo stata censurata specificamente la ratio decidendi posta a fondamento del mancato riconoscimento della protezione umanitaria, ovvero la ritenuta non credibilità della vicenda personale riferita dall’appellante (pag. 5 del provvedimento impugnato).

2.2 Questa Corte, di recente, ha affermato che in tema di permesso di soggiorno per ragioni umanitarie, se è pur vero che la valutazione in ordine alla sussistenza dei suoi presupposti deve essere il frutto di autonoma valutazione avente ad oggetto le condizioni di vulnerabilità che ne integrano i requisiti, tuttavia, la necessità dell’approfondimento da parte del giudice di merito non sussiste se, già esclusa la credibilità del richiedente, non siano state dedotte ragioni di vulnerabilità diverse da quelle dedotte per le protezioni maggiori (Cass., 24 dicembre 2020, n. 29624).

3. In conclusione, il ricorso va dichiarato inammissibile.

Nulla sulle spese, poiché l’Amministrazione intimata non ha svolto difese.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, si dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis, ove dovuto.

Così deciso in Roma, il 18 novembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 3 febbraio 2022

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA