Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 34057 del 19/12/2019

Cassazione civile sez. trib., 19/12/2019, (ud. 10/07/2019, dep. 19/12/2019), n.34057

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BRUSCHETTA Ernestino Lui – Presidente –

Dott. D’AQUINO Filippo – Consigliere –

Dott. TRISCARI Giancarlo – Consigliere –

Dott. PUTATURO DONATI VISCIDO DI NOCERA M.G. – Consigliere –

Dott. NOCELLA Luigi – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 5141/2016 R.G. proposto da:

P.M., C.F. (OMISSIS), res. in Sant’Anastasia (NA), rapp.to

e difeso, giusta procura speciale in calce al ricorso, dall’Avv.

Vincenzo Francesco Sbrescia del Foro di Napoli ed elett. dom.to

presso lo studio dell’avv. Ciro Castaldo in Roma, via Angelo Emo n.

106;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, rapp.ta e difesa per legge dall’Avvocatura

Generale dello Stato (C.F. 80224030587) presso la quale per legge è

dom.ta in Roma, via dei Portoghesi n. 12;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della

Campania, Sez.44 N. 7282/44/2015 depositata il 17 luglio 2015, non

notificata.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 10 luglio

2019 dal Consigliere Luigi Nocella.

Fatto

Ritenuto

che:

P.M. impugnava innanzi alla CTP di Napoli gli avvisi di accertamento N. (OMISSIS) e N. (OMISSIS), notificatigli dall’Agenzia delle Entrate di Napoli 2, con i quali questa aveva accertato, ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, rispettivamente per gli esercizi 2004 e 2005, maggiori redditi imponibili rispetto a quelli dichiarati, richiedendo maggior IRPEF ed irrogando le connesse sanzioni.

L’adìta CTP pronunciava sentenza N. 134/05/2012, con la quale accoglieva i ricorsi ed annullava gli avvisi impugnati; su appello dell’Agenzia, la Sez.44 della CTR della Campania ha pronunciato sentenza N. 7282/44/2015, depositata il 17.07.2015, con la quale ha integralmente riformato la sentenza appellata, confermando l’avviso di accertamento per l’annualità 2004 e dichiarando improcedibili il ricorso originario relativo all’annualità 2005, compensando le spese del giudizio.

Il P. ha proposto ricorso per la cassazione di detta sentenza, asseritamente non notificata, con atto notificato a mezzo del servizio postale il 16.02.2016, articolando quattro motivi di censura.

L’Agenzia delle Entrate ha notificato in data 29.03.2016 controricorso.

In data 13.07.2018 l’Avvocatura dello Stato ha depositato istanza di estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, alla quale si è associato il ricorrente con memoria del 20 giugno 2019, corredata di documentazione.

Nell’udienza camerale del 10 luglio 2019, udita la relazione del Cons. Dott. Luigi Nocella, la causa è stata decisa.

Diritto

CONSIDERATO

che:

Il P. in sintesi denunciava, con i motivi di ricorso, rispettivamente:

violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 104 del 2010, art. 35, dell’art. 100 c.p.c. e dell’art. 2909 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.;

omesso esame, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, circa la fondatezza della pretesa tributaria relativa all’annualità 2005;

violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, e della L. n. 289 del 2002, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.;

violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, e dell’art. 2328-2342 e 2344 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

L’Agenzia resistente ha chiesto dichiararsi inammissibili e/o infondati tutti i motivi.

Con l’istanza presentata il 13 luglio 2018 l’Agenzia delle Entrate come rapp.ta in giudizio ha comunicato che il contribuente aveva proposto e successivamente definito istanza di condono ai sensi del D.L. n. 50 del 2017, art. 11, convertito in L. n. 96 del 2017.

Con istanza del 20 giugno 2019 il ricorrente, come rappresentato in giudizio, ha chiesto declaratoria di estinzione del giudizio per entrambe le annualità in contestazione ai sensi dell’art. 390 c.p.c. e del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 46, “avendo altresì effettuato il pagamento integrale di quanto dovuto per il perfezionamento della definizione, come confermato dalle comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate Dir. Prov.le di Napoli II del 28.06.2018”, che ha allegato alla memoria.

Del resto il ricorrente ha offerto, in allegato all’istanza, prova documentale dell’avvenuta presentazione dell’istanza di adesione agevolata, delle comunicazioni da parte della competente Agenzia delle Entrate, in data 28.06.2018, nonchè degli importi pagati alle scadenze dovute; sul piano processuale la presentazione di analoga istanza di estinzione della resistente Agenzia soddisfa tutti i requisiti per l’accoglimento della richiesta.

In tale situazione, concorrendo tutti i presupposti del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 46, è possibile pervenire ad una pronuncia di estinzione del giudizio di Cassazione per cessazione della materia del contendere, in seguito definizione della lite.

L’ormai risalente consapevolezza da parte dell’Agenzia dell’avvenuta definizione agevolata è motivo idoneo a giustificare, in difetto di difforme richiesta, l’integrale compensazione delle spese di questa fase del giudizio

P.Q.M.

La Corte dichiara estinto il giudizio per sopravvenuta cessazione della materia del contendere ai sensi della L. n. 96 del 2017, art. 11. Compensa le spese di questa fase del giudizio.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 10 luglio 2019.

Depositato in Cancelleria il 19 dicembre 2019

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