Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 34046 del 19/12/2019

Cassazione civile sez. I, 19/12/2019, (ud. 11/11/2019, dep. 19/12/2019), n.34046

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GIANCOLA Maria Cristina – Presidente –

Dott. PERRINO Angelina Maria – Consigliere –

Dott. SCALIA Laura – Consigliere –

Dott. CATALLOZZI Paolo – rel. Consigliere –

Dott. ANDRONIO Alessandro – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 33497/2018 R.G. proposto da:

A.A., rappresentato e difeso dall’avv. Elisa Sforza, con

domicilio eletto presso il suo studio, sito in Bologna, via Farini,

37;

– ricorrente –

contro

Ministero dell’Interno, in persona del Ministro pro tempore;

– intimato –

avverso il decreto del Tribunale di Bologna, n. 3443/2018, depositato

il 1 ottobre 2018.

Udita la relazione svolta nella Camera di consiglio dell’11 novembre

2019 dal Consigliere Dott. Paolo Catallozzi.

Fatto

RILEVATO

che:

– A.A. propone ricorso per cassazione avverso il decreto del Tribunale di Bologna, depositato il 1 ottobre 2018, di reiezione dell’opposizione dal medesimo proposta avverso il provvedimento della Commissione Territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiato di Bologna che aveva respinto la sua domanda per il riconoscimento della protezione internazionale e della protezione umanitaria;

– dall’esame del decreto impugnato emerge che a sostegno della domanda il richiedente aveva allegato che era cittadino pakistano e che era fuggito per il timore di essere ucciso da talebani, i quali, adiratisi dall’apertura, da parte sua e di un suo zio, di un internet point, lo avevano ferito e avevano ucciso due clienti dei negozi, sparandovi all’interno e, quindi, lo avevano ulteriormente minacciato recandosi presso la sua abitazione;

– il giudice ha disatteso l’opposizione evidenziando che non sussistevano delle condizioni per il riconoscimento delle protezioni internazionale e umanitaria richieste;

– il ricorso è affidato a due motivi;

– in relazione ad esso non spiega alcuna attività difensiva il Ministero dell’Interno.

Diritto

CONSIDERATO

che:

– con il primo motivo del ricorso il ricorrente denuncia la nullità del decreto per violazione o falsa applicazione del D.Lgs. 28 gennaio 2008, n. 25, art. 35-bis e D.L. 17 febbraio 2017, n. 13, art. 3, comma 4-bis, in quanto reso all’esito di un procedimento in cui all’audizione del richiedente era stato delegato un giudice onorario e non già un componente del collegio della sezione specializzata competente alla decisione dell’opposizione;

– la questione di diritto dedotta nel motivo è di particolare rilevanza, involgendo (anche) la delegabilità a giudici onorari di funzioni riservate a giudici facenti parte della sezione specializzata in materia di immigrazione.

P.Q.M.

La Corte rimette la causa in pubblica udienza e la rinvia a nuovo ruolo.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 11 novembre 2019.

Depositato in Cancelleria il 19 dicembre 2019

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