Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 33799 del 19/12/2019

Cassazione civile sez. VI, 19/12/2019, (ud. 12/11/2019, dep. 19/12/2019), n.33799

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MOCCI Mauro – Presidente –

Dott. LA TORRE Maria Enza – Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – Consigliere –

Dott. DELL’ORFANO Antonella – Consigliere –

Dott. RAGONESI Vittorio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 14826-2018 proposto da:

N.C., nella qualità di erede della sig.ra

T.C.V., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE G. MAZZINI 55,

presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE ANTONIO SINESIO,

rappresentato e difeso dall’avvocato VINCENZO CAPONNETTO;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI AGRIGENTO;

– intimato –

avverso la sentenza n. 4168/3/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di PALERMO, depositata il 23/10/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 12/11/2019 dal Consigliere Relatore Dott. VITTORIO

RAGONESI.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La Commissione tributaria provinciale di Agrigento, con sentenza n. 2754/15, sez 1, emessa sul ricorso proposto da N.C., dichiarava cessata la materia del contendere tra le parti in giudizio con condanna alle spese per il comune di Agrigento.

Avverso detta decisione il Comune proponeva appello innanzi alla CTR Sicilia che, con sentenza 4168/3/2017, accoglieva l’impugnazione compensando le spese di giudizio sia per il primo che per il secondo grado.

Avverso la detta sentenza ha proposto ricorso per Cassazione il contribuente sulla base di tre motivi.

Il Comune di Agrigento non ha resistito con controricorso.

La causa è stata discussa in camera di consiglio ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con il primo motivo di ricorso il contribuente lamenta l’omesso esame di un fatto decisivo afferente l’inammissibilità dell’appello per tardività.

Con il secondo motivo lamenta la violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 51, che stabilisce il termine di 60 giorni per la proposizione dell’appello.

Con il terzo motivo contesta l’avvenuta compensazione delle spese di giudizio.

Riveste carattere pregiudiziale l’esame del secondo motivo che si rivela manifestamente fondato.

Dalla documentazione in atti, cui la Corte può avere accesso trattandosi di questione processuale, si evince effettivamente la correttezza delle deduzioni del ricorrente in quanto risulta sia la notifica della sentenza di primo grado in data 6.7.15 che la tardiva impugnazione in data 30.11.16.

Non è pertanto dubbio che il termine breve di sessanta giorni per l’impugnazione decorreva dalla predetta data del 6.7.15 a nulla rilevando che la contribuente avesse successivamente notificata al Comune di Agrigento, in data 10.11.15,un seconda copia della) sentenza di primo grado ai fini del pagamento delle spese.

Il motivo va pertanto accolto restando assorbiti il primo ed il terzo.

La sentenza impugnata va quindi cassata e, sussistendo le condizioni per la pronuncia nel merito, va dichiarata l’inammissibilità dell’appello.

Segue alla soccombenza la condanna del comune di Agrigento al pagamento delle spese del primo e del secondo grado di giudizio nonchè del presente giudizio liquidate come da dispositivo.

PQM

Accoglie il secondo motivo di ricorso, assorbiti il primo ed il terzo, cassa la sentenza impugnata e dichiara inammissibile l’appello.

Condanna il Comune di Agrigento al pagamento delle spese dei giudizi di primo e di secondo grado liquidate in Euro 800,00 ciascuno oltre accessori nonchè del presente giudizio liquidate in Euro 1.000,00 oltre spese forfettarie 15% ed accessori.

Così deciso in Roma, il 12 novembre 2019.

Depositato in Cancelleria il 19 dicembre 2019

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA