Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 33672 del 18/12/2019

Cassazione civile sez. trib., 18/12/2019, (ud. 07/11/2019, dep. 18/12/2019), n.33672

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. DE MASI Oronzo – Consigliere –

Dott. ZOSO Liana Maria Teresa – Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere –

Dott. MONDINI Antonio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 27585-2014 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

M.V., M.P., M.A., elettivamente

domiciliati in ROMA, VIA NAZIONALE 204, presso lo studio

dell’avvocato BOZZA VENTURI ALESSANDRO, che li rappresenta e difende

unitamente all’avvocato FALDELLA PAOLO;

– controricorrenti

e contro

PARCO DELLE STELLE SRL;

– intimato –

avverso la sentenza n. 1486/2014 della COMM. TRIB. REG. di BOLOGNA,

depositata il 28/07/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

07/11/2019 dal Consigliere Dott. MONDINI ANTONIO.

Fatto

PREMESSO

Che:

1.con atto in data 30 novembre 2007, M.P., M.V. e M.A. vendevano parte di un terreno alla società Sviluppo 77 srl, poi divenuta Parco delle Stelle srl, dichiarandone il valore in Euro 3.352.400,00;

2.11Ufficio sottoponeva il terreno a valutazione ai sensi del D.P.R. n. 131 del 1986, artt. 51 e 52, elevava il valore ad Euro 5.200.000,00 e notificava alle parti un avviso di liquidazione per maggiore imposta di registro;

3.l’ufficio motivava la rettifica sulla base del solo riferimento comparativo alle risultanze di un contratto di acquisto di un terreno limitrofo ed in tutto assimilabile a quello in questione, concluso in data 24 dicembre 2007 dalla stessa società Sviluppo 77;

4.I’avviso, impugnato dai cedenti di fronte alla commissione tributaria provinciale di Bologna, giudicato da questa illegittimo, veniva considerato parimenti illegittimo dalla commissione tributaria regionale della Emilia Romagna con sentenza 28 luglio 2014, n. 1486;

5.con tale sentenza, la commissione affermava che l’avviso, in quanto fondato sul menzionato, unico riferimento comparativo, era illegittimo per contrasto con le previsioni del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 51, comma 3, e art. 52, comma 2-bis;

6. la sentenza è impugnata dall’Agenzia delle Entrate;

7. M.P., M.V. e M.A. resistono con controricorso;

8. la società Parco delle Stelle non ha svolto difese.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

1. l’agenzia lamenta, in riferimento, rispettivamente all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, falsa applicazione del D.P.R. n. 131 del 1986, artt. 51 e 52;

2. la doglianza è fondata. Le disposizioni evocate dall’Agenzia stabiliscono che per l’eventuale rettifica del valore dei beni immobili o diritti reali immobiliari dichiarato in contratto, deve aversi riguardo “ai trasferimenti a qualsiasi titolo e alle, divisioni e perizie giudiziarie, anteriori di non oltre tre anni alla data dell’atto o a quella in cui se ne produce l’effetto traslativo o costitutivo, che abbiano avuto per oggetto gli stessi immobili o altri di analoghe caratteristiche e condizioni, ovvero al reddito netto di cui gli immobili sono suscettibili, capitalizzato al tasso mediamente applicato alla detta data e nella stessa località per gli investimenti immobiliari, nonchè ad ogni altro elemento di valutazione, anche sulla base di indicazioni eventualmente fornite dai comuni” (D.P.R. n. 131 del 1986, art. 51, comma 3) e che la motivazione della rettifica deve indicare, a pena di nullità, “i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che lo hanno determinato” o, ove faccia “riferimento ad un altro atto non conosciuto nè ricevuto dal contribuente, questo deve essere allegato all’atto che lo richiama salvo che quest’ultimo non ne riproduca il contenuto essenzia/e”( D.P.R. n. 131 del 1986, art. 52, comma 2-bis). Nel caso di specie, l’amministrazione ha fondato la rettifica del valore del bene oggetto del contratto tra gli odierni intimati e la società Sviluppo 77, sul confronto con il valore di un immobile di analoghe caratteristiche, dichiarato in altro contratto concluso a breve distanza di tempo dalla medesima società acquirente e precisamente indicato nell’avviso di accertamento. E’ evidente l’errore compiuto dalla commissione regionale ritenendo non rispettate le norme di legge evocate;

3. in ragione di tutto ciò che precede, il ricorso deve essere accolto, la sentenza impugnata va cassata e, non essendovi ulteriori accertamenti in fatto da svolgere, la causa può essere decisa nel merito con rigetto dell’originario ricorso dei contribuenti;

4. le spese del merito devono essere compensate in considerazione dello sviluppo della vicenda processuale;

5. le spese del giudizio di legittimità seguono la soccombenza.

P.Q.M.

accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, /A rigetta l’originario ricorso dei contribuenti;

compensa le spese del merito;

condanna M.P., M.V. e M.A. a rifondere alla Agenzia delle Entrate le spese del giudizio di legittimità, liquidate in Euro 6500,00, oltre spese prenotate a debito.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 7 novembre 2019.

Depositato in Cancelleria il 18 dicembre 2019

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