Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 33537 del 18/12/2019

Cassazione civile sez. VI, 18/12/2019, (ud. 23/10/2019, dep. 18/12/2019), n.33537

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Presidente –

Dott. LA TORRE Maria Enza – Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – Consigliere –

Dott. GORI Pierpaolo – rel. Consigliere –

Dott. CAPOZZI Raffaele – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 18885-2018 proposto da:

COMUNE DI PALERMO, in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente

domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR presso la CANCELLERIA della CORTE

di CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato CALOGERO BOSCO;

– ricorrente –

contro

ENTE ASSOCIATIVO INTEREFOP INTER ENTI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE;

– intimato –

avverso la sentenza n. 5179/12/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della SICILIA, depositata il 21/12/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 23/10/2019 dal Consigliere Relatore Dott. PIERPAOLO

GORI.

Fatto

RILEVATO

che:

– Con sentenza n. 5179/12/17 depositata in data 21 dicembre 2017 la Commissione tributaria regionale della Sicilia dichiarava inammissibile l’appello proposto dal Comune di Palermo avverso la sentenza n. 5502/2/15 della Commissione tributaria provinciale di Palermo che aveva accolto il ricorso dell’Ente associativo Interefop Inter Enti di Formazione Professionale, relativo a 24 avvisi di accertamento Tarsu con cui veniva richiesto il pagamento di somme ritenute dovute per gli anni di imposta 2009-2012, incluse addizionali, sanzioni ed interessi;

– La CTR dichiarava inammissibile l’appello per difetto di specificità dei motivi di appello e per mancata impugnazione di tutte le rationes decidendi a supporto della sentenza della CTP, che aveva accolto il ricorso della contribuente non solo per difetto di motivazione, stante la mancata allegazione agli avvisi dei necessari documenti richiamati negli atti impositivi, ma anche per ragioni di merito per mancata prova da parte dell’Amministrazione delle diverse attività commerciali (autorimesse, laboratori artigianali…) asseritamente svolte nei locali per cui è causa nei periodi di imposta predetti;

– Avverso tale decisione ha proposto ricorso per cassazione il Comune di Palermo deducendo un unico motivo. La contribuente non si è difesa, restando intimata.

Diritto

CONSIDERATO

che:

– In via pregiudiziale, in ordine alla notifica del ricorso questa Corte reitera i seguenti principi di diritto affermati dalle Sezioni Unite: “la produzione dell’avviso di ricevimento del piego raccomandato contenente la copia del ricorso per cassazione spedita per la notificazione a mezzo del servizio postale ai sensi dell’art. 149 c.p.c., o della raccomandata con la quale l’ufficiale giudiziario da notizia al destinatario dell’avvenuto compimento delle formalità di cui all’art. 140 c.p.c., è richiesta dalla legge esclusivamente in funzione della prova dell’intervenuto perfezionamento del procedimento notificatorio e, dunque, dell’avvenuta instaurazione del contraddittorio;

– l’avviso non allegato al ricorso e non depositato successivamente può essere prodotto fino all’udienza di discussione di cui all’art. 379 c.p.c., ma prima che abbia inizio la relazione prevista dalla citata disposizione, comma 1, ovvero fino all’adunanza della corte in camera di consiglio di cui all’art. 380 bis c.p.c., anche se non notificato mediante elenco alle altre parti ai sensi dell’art. 372 c.p.c., comma 2;

– in difetto di produzione dell’avviso di ricevimento ed in mancanza di esercizio di attività difensiva da parte dell’intimato il ricorso è inammissibile, non essendo consentita la concessione di un termine per il deposito e non ricorrendo i presupposti per la rinnovazione della notificazione ai sensi dell’art. 291 c.p.c.;

– il difensore del ricorrente presente in udienza o all’adunanza della corte in camera di consiglio può tuttavia domandare di essere rimesso in termini, ai sensi dell’art. 180 bis c.p.c., per il deposito dell’avviso che affermi di non aver ricevuto, offrendo la prova documentale di essersi tempestivamente attivato nel richiedere all’amministrazione postale un duplicato dell’avviso stesso, secondo quanto previsto dalla L. 20 novembre 1982, n. 890, art. 6, comma 1” (Cass. Sez. Un. 14 gennaio 2008 n. 627);

– Orbene, nella presente fattispecie, in cui la contribuente non si è costituita nè ha svolto attività difensiva, gli avvisi di ricevimento delle notifiche del ricorso, datati 14.6.2018, attestano che le stesse non sono andate a buon fine, in quanto il destinatario risulta trasferito, e il procedimento notificatorio non risulta dagli atti di causa proseguito, ne è contestata la statuizione dell’ufficiale giudiziario;

– Pertanto, in applicazione dell’insegnamento giurisprudenziale rammentato, non è possibile disporre la rinnovazione della notifica del ricorso ex art. 291 c.p.c., attività comunque nemmeno richiesta, essendo il ricorso inammissibile; nessuna statuizione va adottata in punto spese di lite in assenza di costituzione dell’intimata.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, da atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente principale, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, il 23 ottobre 2019.

Depositato in Cancelleria il 18 dicembre 2019

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