Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3353 del 12/02/2020

Cassazione civile sez. VI, 12/02/2020, (ud. 23/10/2019, dep. 12/02/2020), n.3353

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DORONZO Adriana – Presidente –

Dott. LEONE Margherita Maria – Consigliere –

Dott. ESPOSITO Lucia – Consigliere –

Dott. RIVERSO Roberto – Consigliere –

Dott. PONTERIO Carla – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 7176-2019 proposto da:

D.F., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR,

presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato

GIOVANNI DE NOTARIIS;

– ricorrente –

contro

ANAS SPA, in persona del Procuratore pro tempore, elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA PO 25/B, presso lo studio dell’avvocato

ROBERTO PESSI, che la rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 25722/2018 della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

di ROMA, depositata il 15/10/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 23/10/2019 dal Consigliere Relatore Dott. CARLA

PONTERIO.

Fatto

RILEVATO

che:

1. la Corte d’appello di Campobasso ha respinto l’appello di D.F., confermando la sentenza di primo grado con cui era stata rigettata la domanda del predetto di accertamento di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato nei confronti dell’Anas s.p.a., sul rilievo della avvenuta risoluzione per mutuo consenso;

2. la Corte territoriale ha fatto propria la motivazione del Tribunale quanto alla risoluzione per mutuo consenso, valorizzando, accanto all’inerzia durata anni nella rivendicazione della stabilità dell rapporto, il sistematico svolgimento, da parte del D., di attività lavorativa alle dipendenze di altri datori di lavoro nell’arco temporale di esecuzione dei contratti a termine con Anas s.p.a. e, comunque, prima e dopo il (quinto) contratto stipulato il (OMISSIS), in relazione al quale la domanda era stata, nel corso del giudizio, limitata;

3. ha comunque ritenuto legittima la seconda proroga del quinto contratto termine (concluso per il periodo dal (OMISSIS) al (OMISSIS)) alla luce della normativa emergenziale adottata in relazione al sisma del 6.4.2009;

4. questa Corte, con sentenza n. 25722 del 2018 ha respinto il ricorso per cassazione del D. osservando, quanto alla risoluzione per mutuo consenso, come la Corte di merito, conformandosi alla regola di diritto enunciata dalle Sezioni Unite, nella sentenza n. 21691 del 2016, avesse dato rilievo alla durata rilevante del comportamento omissivo del lavoratore nell’impugnare la clausola appositiva del termine unitamente ad altri elementi, in particolare alla “condotta sistematica del lavoratore di svolgimento di altre prestazioni lavorative per conto di diversi datori di lavoro, nell’arco temporale di instaurazione dei rapporti a termine con Anas”; ha escluso che ricorresse il vizio di ultrapetizione dedotto dal lavoratore sull’assunto che la Corte di merito avesse valutato fatti (il comportamento del lavoratore) anteriori e successivi alla quinta assunzione, estranei alla domanda;

5. la sentenza di questa Corte ha ritenuto inammissibile, per difetto di interesse, la censura sulla statuizione d’appello di legittimità della seconda proroga del quinto contratto, precisando come la decisione di secondo grado fosse basata su una doppia ratio decidendi, comprensiva oltre che della legittimità della proroga, della ricorrenza dei requisiti della risoluzione per mutuo consenso, e come quest’ultima ratio fosse risultata resistente ai motivi di ricorso;

6. contro la sentenza n. 25722 del 2018 D.F. ha proposto ricorso per revocazione ai sensi dell’art. 391 bis c.p.c., in relazione all’ipotesi di cui all’art. 395 c.p.c., n. 4, articolato in tre motivi;

7. l’Anas s.p.a. ha resistito con controricorso;

8. la proposta del relatore è stata comunicata alle parti unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza camerale non partecipata, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c.;

9. entrambe le parti hanno depositato memoria ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., comma 2.

Considerato che:

10. col primo motivo il ricorrente in revocazione, premesso di avere limitato la domanda di accertamento di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato con decorrenza dal quinto contratto a termine (dal (OMISSIS) al (OMISSIS)) comprensivo di due proroghe, ha denunciato l’errore di fatto commesso nella sentenza n. 25722 del 2018 nella parte in cui ha affermato (punto 4.5.) “la sistematica condotta del D. consistita nella prestazione di attività lavorativa per conto di altri datori negli intervalli non lavorati fino alla quarta assunzione a termine… dimostra la comune volontà delle parti di porre fine al rapporto”;

11. ha rilevato come tale volontà non trovasse riscontro nel periodo successivo in cui l’Anas aveva nuovamente assunto a termine l’attuale ricorrente, con il quinto contratto a termine e successive due proroghe, in tal modo mostrando una volontà difforme da quella di risoluzione del rapporto;

12. ha ribadito come i fatti antecedenti alla quinta assunzione a termine fossero estranei alla domanda proposta, limitata alla illegittimità del quinto contratto e termine e delle due proroghe, come da comparsa conclusionale del giudizio di primo grado e ricorso in appello debitamente trascritti;

13. col secondo motivo di ricorso il D. ha denunciato l’errore di fatto commesso nella sentenza n. 25722 del 2018 nella parte in cui ha affermato “il sistematico svolgimento di prestazioni lavorative per conto di diversi datori di lavoro (anche) nell’arco temporale successivo alla quinta assunzione”, trattandosi di fatto erroneo e insussistente;

14. ha precisato come la quinta assunzione avvenuta il (OMISSIS) fosse stata seguita da due proroghe, da una ulteriore assunzione a termine e relativa proroga, ininterrottamente fino al (OMISSIS); che il predetto aveva svolto attività lavorativa presso altro datore di lavoro solo per 24 giorni, dal 3.5.2010 al 31.5.2010, e quindi non in modo “sistematico” (come invece ritenuto nella pronuncia impugnata) e in epoca successiva alla conclusione dei rapporti a termine con l’Anas, avendo poi, con lettera del 5.8.2010, proposto il tentativo di conciliazione e successivo ricorso giudiziale, così azionando il diritto alla conversione del rapporto a termine;

15. col terzo motivo il ricorrente in revocazione, premesso che la sentenza revocanda ha dichiarato inammissibile il terzo motivo di ricorso (concernente l’illegittimità della doppia proroga del quinto contratto) per difetto di interesse, sul presupposto dell’essere la sentenza d’appello fondata su una doppia ratio decidendi e resistendo, comunque, la autonoma ratio basata sulla risoluzione per mutuo consenso, ha dedotto l’errore di fatto in cui sarebbe incorsa questa Suprema Corte per avere ritenuto esistente una volontà risolutiva del rapporto dopo la quarta assunzione, in realtà smentita dai fatti ed esattamente dalla successiva assunzione a termine col quinto contratto, prorogato due volte (oltre che col sesto contratto, anch’esso prorogato); inoltre, per avere escluso il diritto alla costituzione di un rapporto a tempo indeterminato senza valutare, in relazione alla domanda limitata al quinto contratto, il fatto che l’unica prestazione lavorativa presso altro datore di lavoro era avvenuta dopo la cessazione del sesto contratto, per soli 24 giorni, ed era stata seguita da tempestiva azione giudiziale;

16. occorre premettere che l’errore di fatto previsto dall’art. 395 c.p.c., n. 4, idoneo a determinare la revocazione delle sentenze, comprese quelle della Corte di cassazione, secondo la consolidata giurisprudenza dii questa Corte deve: 1) consistere in una errata percezione del fatto, in una svista di carattere materiale, oggettivamente ed immediatamente rilevabile, tale da avere indotto il giudice a supporre la esistenza di un fatto la cui verità era esclusa in modo incontrovertibile, oppure a considerare inesistente un fatto accertato in modo parimenti indiscutibile; 2) essere decisivo, nel senso che, se non vi fosse stato, la decisione sarebbe stata diversa; 3) non cadere su di un punto controverso sul quale la Corte si sia pronunciata; 4) presentare i caratteri della evidenza e della obiettività, sì da non richiedere, per essere apprezzato, lo sviluppo di argomentazioni induttive e di indagini ermeneutiche; 5) non consistere in un vizio di sussunzione del fatto, nè in un errore nella scelta del criterio di valutazione del fatto medesimo; in altri termini, l’errore non soltanto deve apparire di assoluta immediatezza e di semplice e concreta rilevabilità, ma non può tradursi in un preteso, inesatto apprezzamento delle risultanze processuali, ovvero di norme giuridiche e principi giurisprudenziali, vertendosi, in tal caso, nella ipotesi dell’errore di giudizio, inidoneo a determinare la revocabilità delle sentenze della Cassazione (fra le tante Cass., Sez. un., 11/04/2018, n. 8984; Cass. Sez. Un. 27/12/2017, n. 30994; Cass. 28/7/2017, n. 18899; Cass. Sez. Un., 23/12/2009, n. 27218);

17. deve darsi atto di come il primo motivo di ricorso rechi una serie di imprecisioni, in quanto trascrive, al fine di esporre le censure, brani della sentenza revocanda che non trovano riscontro nel testo della stessa; in particolare, il par. 4.5. il cui contenuto è trascritto a pag. 9 del ricorso in revocazione non corrisponde al contenuto della sentenza n. 25722/18 nè nel par. 4.5. nè in altri paragrafi;

18. a prescindere da tali impressioni, i primi due motivi di ricorso, che possono essere trattati congiuntamente in quanto censurano nello stesso modo periodi differenti di svolgimento dei plurimi rapporti a termine, sono inammissibili;

19. la sentenza revocanda ha ritenuto correttamente applicati dai giudici d’appello i principi di diritto in tema di risoluzione per mutuo consenso, avendo essi valutato la protratta inerzia del lavoratore in uno con altri elementi, tra cui, in particolare, la “condotta sistematica del lavoratore di svolgimento di altre prestazioni lavorative per conto di diversi datori di lavoro, nell’arco temporale di instaurazione dei rapporti a termine con Anas”; la valutazione recepita dalla Corte di Cassazione non ha ad oggetto segmenti del rapporto lavorativo tra il D. e l’Anas limitati ad epoca anteriore al quarto contratto oppure al periodo successivo al quinto contratto, ma investe la complessiva condotta dell’attuale ricorrente, di svolgimento di altre attività lavorative nell’intero arco di durata dei reiterati contratti a termine, in modo sistematico;

20. non solo la sentenza revocanda non ha definito, in alcuna parte, “sistematica” l’attività lavorativa svolta dal D. presso altri datori di lavoro dopo il quinto contratto a termine, avendo fatto riferimento alla complessiva attività svolta nell’intero arco temporale in cui si sono succeduti i contratti a termine con l’Anas, ma il dato indiziario, da cui è stata desunta, insieme ad altri elementi, la volontà risolutiva del rapporto in esame, vale a dire il lavorare sistematicamente per altri datori di lavoro, non integra un fatto ai fini dell’errore revocatorio, bensì un elemento suscettibile di valutazione nell’ambito della prova presuntiva; elemento, peraltro, non decisivo, proprio perchè considerato unitamente ad altri dati;

21. il ricorrente in revocazione non denuncia un errore percettivo su un fatto ma contesta, nella sostanza, la correttezza della valutazione di sistematicità della condotta lavorativa per altri datori, nel periodo successivo al quinto contratto a termine, al fine di privare quel dato indiziario, valorizzato nelle sentenze d’appello e di cassazione in relazione all’intero periodo lavorativo, del suo peso rispetto alla prova della risoluzione per mutuo consenso;

22. tanto basta a collocare il vizio denunciato all’esterno dell’errore revocatorio; dovendosi aggiungere come, peraltro, il tema della condotta sistematica di lavoro presso altri datori nell’arco temporale di svolgimento dei rapporti a termine con Anas, sia stato trattato nella sentenza revocanda, che si è espressamente pronunciata sul punto ribadendone la rilevanza indiziaria ed escludendo qualsiasi vizio di ultrapetizione; il che conduce ulteriormente ad escludere i presupposti della revocazione che nel caso di specie investe un punto controverso su cui la Corte si è pronunciata;

23. da quanto detto discende anche l’inammissibilità del terzo motivo di ricorso in revocazione formulato sull’assunto di fondatezza dei primi due motivi e quindi di mancata tenuta di una delle due rationes decidendi;

24. per le considerazioni svolte il ricorso deve essere dichiarato inammissibile;

25. le spese del giudizio di legittimità sono regolate secondo il criterio di soccombenza, con liquidazione come in dispositivo;

26. sussistono i presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità che liquida in Euro 4.000,00 per compensi professionali, in Euro 200,00 per esborsi, oltre rimborso spese generali nella misura del 15% ed accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello previsto per il ricorso, a norma del cit. art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nell’Adunanza camerale, il 23 ottobre 2019.

Depositato in Cancelleria il 12 febbraio 2020

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA