Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 33518 del 17/12/2019

Cassazione civile sez. trib., 17/12/2019, (ud. 27/06/2019, dep. 17/12/2019), n.33518

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CRUCITTI Roberta – Presidente –

Dott. GIUDICEPIETRO Andreina – Consigliere –

Dott. D’ANGIOLELLA Rosita – Consigliere –

Dott. D’ORAZIO Luigi – Consigliere –

Dott. GILOTTA Bruno – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 6173/2014, proposto da:

Mobilificio di Valdobbiadene s.r.l., in persona del legale

rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv.

Maurizio Paniz e Domenico Sangui, del foro di Belluno, nonchè

dall’avv. Maria Antonelli, presso lo studio della quale in Roma,

Piazza Gondar n. 22, è elettivamente domiciliata;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate, in persona del direttore pro tempore,

rappresentata dall’Avvocatura Generale dello Stato, con domicilio

legale in Roma, via dei Portoghesi, n. 12, presso l’Avvocatura

Generale dello Stato;

– controricorrente –

per la cassazione della sentenza n. 77/2013 emessa inter partes il 18

settembre 2013 dalla Commissione Tributaria Regionale del Veneto,

avente ad oggetto l’avviso di accertamento (OMISSIS) della Direzione

Provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Treviso.

Fatto

FATTO E DIRITTO

letta la rinuncia al ricorso operata dalla ricorrente a norma del D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, art. 6, convertito in L. 1 dicembre 2016, n. 225;

letti i documenti allegati, dai quali emerge la presentazione, in data 11.5.2018, della “Dichiarazione di adesione alla definizione agevolata” dei carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1 gennaio 2000 al 30 settembre 2017, a norma del D.L. n. 148 del 2017, art. 1, conv. con modificazioni nella L. n. 172 del 2017 e del D.L. n. 193 del 2016, art. 6, convertito con modificazioni nella L. n. 225 del 2016;

letta la comunicazione dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione dell’ambito provinciale di Treviso, con la quale è stato liquidato l’importo del debito da pagare per la definizione;

letti i bollettini postali che proverebbero l’intero e tempestivo pagamento dei tre ratei;

ritenuto che tuttavia non può procedersi alla dichiarazione di estinzione del giudizio, senza che detti documenti siano stati prima comunicati all’Agenzia delle Entrate, rispetto alla quale procedura avviata dalla ricorrente nei confronti dell’Agente della riscossione si pone quale res inter alios acta (cfr. cass., 8567/’17; cass., sez. un. 19980/’14);

ritenuto che comunque la rinuncia al ricorso rende lo stesso inammissibile, per sopravvenuta carenza di interesse;

ritenuto che nell’ipotesi di rinuncia al ricorso per cassazione da parte del contribuente per adesione alla definizione agevolata (nella specie, di cui al D.L. n. 148 del 2017, conv., con modif., dalla L. n. 172 del 2017), non sussistono i presupposti per condannare lo stesso al pagamento del cd. “doppio contributo unificato”, di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, ove il presupposto per la rinuncia e, quindi, la causa di inammissibilità del ricorso sia sopravvenuta rispetto alla proposizione del medesimo (cass., 14782/’18; Nell’ipotesi di rinuncia al ricorso per cassazione da parte del contribuente per adesione alla definizione agevolata (nella specie, di cui al D.L. n. 148 del 2017, conv., con modif., dalla L. n. 172 del 2017), non sussistono i presupposti per condannare lo stesso al pagamento del cd. “doppio contributo unificato”, di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, ove il presupposto per la rinuncia e, quindi, la causa di inammissibilità del ricorso sia sopravvenuta rispetto alla proposizione del medesimo (cass., 14782/’18; cass., 10198/’18).

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse e compensa interamente fra le parti le spese del giudizio.

Così deciso in Roma, il 27 giugno 2019.

Depositato in Cancelleria il 17 dicembre 2019

DEPOSITATO IN CANCELLERIA

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33519/2019

oLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA CIVILE

Composta dagli Tli.mi Sigg.ri Magistrati:-TRIBUTIR.G.N. 2411/2011

-a- LIANA MARIA TERESA ZGS0 – Presidente 355k9

Dott. MAURA CAPRIOLI Consigliere –

Dott. ANTONIO MONDINI – Consigliere – Ud. 10/2019

Dott. MARINA CIRESE Consigliere – ANGELO NAPO-LITANOConsigliere –

ha pronunciato la seguente

ORDINANZA

sl ricorso 2411-201. proposto da

ARRIGO ANTONINO, ARRI 9 MARIA, ARRIGO I;IOVANNA, ARRIGO

FRANCESCO, cori domicilio eletto in ROMA PIAZZA CAVOUR

esso la cancelleria della CORTE DI CAS AZICNE,

ra presenta difesi li Avvocat TODARO,

GIOVANNI FIANNACCA (ex art. 135);

– ricorrenti –

contro

E, ZIA DELLE ENTRATE SEDE CETRALE, oersona del

Direttore pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA

GP.rERATE DELLO STATO, che rappresera e difende;

-ontroricorrente –

nonchè contro

AGENZIA DELLE ENTRATE DIREZIONE PROVINCIALE DI

MESSINA;

– intimata –

avverso sentenza n. 212/2009 della

COMM.IRIB.REG.SEZ.EIST. di MESSINA, depositata il 17/11/2009;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 24/10/2019 dal Consiciliere Dott. MAURA

Rg 2411/2011

Arrigo Antonino, Arrigo Francesco, Arrigo Giovanna e Arrigo Maria con memoria depositata in data 5.9.2018

hanno dato atto dell’intervenuta definizione della lite ex art. 39,comma 12/ del D.L. n. nr 98/2011 avendo

provveduto al pagamento di quanto dovuto per il perfezionamento del condono.

L’agenzia dell’Entrate,con nota del 29.11.2012 allegata alla suddetta memoria, ha comunicato l’avvenuto

perfezionamento della procedura dando atto al contempo dell ‘integrale pagamento

Va pertanto dichiarata l’estinzione del giudizio per l’intervenuta definizione della lite.

Le spese di lite dell’intero giudizio vanno compensate come per legge.

P.O.M.

Dichiara l’estinzione del giudizio; compensa le spese dell’intero giudizio.

Roma 24.10.2019

DEPOSITATO IN CANCELLERIA

 

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