Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3345 del 08/02/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 08/02/2017, (ud. 18/11/2016, dep.08/02/2017),  n. 3345

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI CERBO Vincenzo – Presidente –

Dott. GRILLO Renato – Consigliere –

Dott. NOVIK Adet Toni – rel. Consigliere –

Dott. FERNANDES Giulio – Consigliere –

Dott. MANCUSO Luigi Fabrizio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 22961-2012 proposto da:

ARCO FLORA DI M.S. & C. SAS in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA

COLA DI RIENZO 265, presso lo studio dell’avvocato ALESSANDRA PUNZO,

rappresentato e difeso dall’avvocato MAURIZIO NUNZIANTE giusta

delega a margine;

– ricorrente –

contro

EQUITALIA SUD SPA in persona del Procuratore e legale rappresentante

pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA NOMENTANA 91,

presso lo studio dell’avvocato BEATRICE GIOVANNI, rappresentato e

difeso dall’avvocato FRANCESCO AMODIO giusta delega in calce;

– controricorrente –

nonchè contro

AGENZIA DELLE ENTRATE DI POZZUOLI;

– intimato –

avverso la sentenza n. 256/2011 della COMM. TRIB. REG. di NAPOLI,

depositata il 13/09/2011;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

18/11/2016 dal Consigliere Dott. ADET TONI NOVIK;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SORRENTINO FEDERICO che ha concluso per l’accoglimento del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. La Commissione Tributaria Regionale di Napoli, confermando la decisione della locale Commissione Tributaria Provinciale emessa in data 5 giugno 2008 che aveva accolto l’eccezione di difetto di legittimazione dell’Agenzia delle entrate, ha rigettato l’appello proposto da Arco Flora di M.S. & c. S.a.S. Osservava che i vizi dedotti dal contribuente si riferivano alla cartella dl pagamento e concernevano l’esclusivo operato del concessionario del servizio riscossione tributi. Rigettava la richiesta di integrazione del contraddittorio.

2. Avverso questa sentenza ricorre per cassazione la Arco Flora s.a.s. per violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 19; violazione e falsa applicazione della D.P.R. n. 602 del 1973, art. 25, e del D.L. n. 106 del 2005. Richiamati i principi espressi da Cassazione Sezione Unite n. 16412 del 25/7/2007, ad avviso della ricorrente la decisione dei giudici di merito era erronea, così che la sentenza poteva essere cassata e decisa nel merito riconoscendo che nella fattispecie il potere di accertamento era decaduto.

Con un secondo motivo deduce violazione e falsa applicazione dell’art. 1188 c.c. e D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 14. Essendo stata dedotta l’insussistenza della pretesa tributaria, il concessionario quale delegato alla riscossione era parte necessaria del processo tributario ed era obbligo del giudice disporre l’integrazione del contraddittorio. La sentenza era quindi nulla. Conclude per la cassazione.

3. Resistono con controricorso Equitalia sud e l’Agenzia delle entrate che concludono rispettivamente per la declaratoria di inammissibilità e manifesta infondatezza del ricorso, ovvero in subordine per il rigetto (così Equitalia), e per l’accoglimento del ricorso (così l’Agenzia delle entrate).

4. Arco Flora ha depositato memoria, ribadendo le proprie argomentazioni e confutando quanto controdedotto.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Preliminarmente va rigettata per genericità l’eccezione di tardività del ricorso sollevata nel controricorso da Equitalia sud. La controricorrente si limita ad indicare la data di deposito della sentenza, ma non specifica se la stessa è stata o meno notificata e quale era il termine ultimo per l’impugnazione.

Nel merito, il primo motivo di ricorso è fondato. La sentenza impugnata riconosce che i vizi dedotti dal contribuente si riferivano alla cartella di pagamento, dappoichè con il ricorso alla CTP era stato contestato che l’Amministrazione finanziaria era decaduta dal potere di richiedere l’iscrizione a ruolo. In tema di contenzioso tributario, qualora il contribuente abbia impugnato una cartella esattoriale, emessa dal concessionario per la riscossione, per motivi che non attengono a vizi della cartella medesima, il ricorso deve essere notificato all’ente impositore (nella specie l’Agenzia delle entrate) quale titolare del credito oggetto di contestazione nel giudizio, essendo il concessionario un mero destinatario del pagamento, o più precisamente, mutuando lo schema civilistico dell’art. 1188 c.c., il soggetto incaricato dal creditore ed autorizzato a ricevere il pagamento (Sezioni unite 25 luglio 2007 n. 16412 (che richiama l'”enunciazione di principi” contenuti, “sia pur in una diversa fattispecie”, in “Cass. n. 11746 del 2004”); Sez. 5, Sentenza n. 8613 del 15/04/2011, Rv. 617589). La sentenza va cassata, con rinvio alla CTR di Napoli, altra sezione, per nuovo esame, e che si uniformerà ai suindicati principi di diritto.

Il secondo motivo è assorbito.

2. Quanto alle spese dell’intero giudizio, se ne demanda il regolamento al giudice del rinvio stesso.

PQM

Accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo. Cassa la sentenza impugnata e rinvia anche per le spese alla CTR di Napoli in diversa composizione.

Così deciso in Roma, il 18 novembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 8 febbraio 2017

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