Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 33255 del 21/12/2018

Cassazione civile sez. trib., 21/12/2018, (ud. 18/10/2018, dep. 21/12/2018), n.33255

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOCATELLI Giuseppe – Presidente –

Dott. CRUCITTI Roberta – rel. Consigliere –

Dott. GUIDA Riccardo – Consigliere –

Dott. FRACANZANI Marcello M. – Consigliere –

Dott. PERINU Renato – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in Roma, via dei Portoghesi n. 12 presso

gli Uffici dell’Avvocatura Generale dello Stato che la rappresenta e

difende;

– ricorrente –

e da

EQUITALIA NORD s.p.a., in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliata in Roma, p.zza Barberini n.12

presso lo studio degli Avv.ti Gustavo Visentini e Alfonso Papa

Malatesta per procura in calce al ricorso.

-ricorrente-

contro

HOTEL SERVICE S.r.L., in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliata in Roma, via dei Monti Parioli

n.48 presso lo studio dell’Avv. Giuseppe Marini che la rappresenta e

difende unitamente all’Avv. Loris Tosi per procura a margine del

controricorso con ricorso incidentale.

-controricorrente/ricorrente incidentale-

per la cassazione della sentenza n.10/25/11 della Commissione

tributaria regionale del Veneto, depositata il 22-02-2011.

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

18 ottobre 2018 dal relatore Cons. Roberta Crucitti.

Fatto

RILEVATO

che:

la Commissione Tributaria Regionale del Veneto (d’ora in poi C.T.R.), con la sentenza indicata in epigrafe, in accoglimento dell’appello proposto dalla Hotel Service s.r.l. e a integrale riforma della decisione di primo grado, dichiarava inesistente la cartella di pagamento, portante Iva e addizionali comunali e regionali, impugnata dalla contribuente, e annullava l’accertamento dell’Ufficio;

in particolare, il Giudice di appello non riconosceva Equitalia Polis s.p.a. legittimata passiva e, equiparata la cartella all’atto di precetto, riteneva che la cartella, al pari del precetto, dovesse contenere la sottoscrizione della parte;

per la cassazione della sentenza hanno proposto separati ricorsi l’Agenzia delle Entrate, su quattro motivi, e Equitalia Nord S.p.A., su sei motivi;

Hotel Service S.R.L. resiste con controricorso e propone ricorso incidentale su tre motivi;

Equitalia Nord S.p.A. resiste al ricorso incidentale con controricorso;

il ricorso è stato fissato in camera di consiglio ai sensi dell’art. 375, comma 2, e dell’art. 380 bis 1 c.p.c., introdotti dal D.L. 31 agosto 2016, n. 168, art. 1 bis, convertito, con modificazioni, dalla L. 25 ottobre 2016, n. 197.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1.preliminarmente il ricorso proposto da Equitalia Nord s.p.a., siccome posteriore a quello proposto dall’Agenzia delle entrate, assume la veste di ricorso incidentale secondo i principi consolidati di questa Corte (cfr. Cass. n. 5695 del 20/03/2015: “Il principio dell’unicità del processo di impugnazione contro una stessa sentenza comporta che, una volta avvenuta la notificazione della prima impugnazione, tutte le altre debbono essere proposte in via incidentale nello stesso processo e perciò, nel caso di ricorso per cassazione, con l’atto contenente il controricorso;

tuttavia quest’ultima modalità non può considerarsi essenziale, per cui ogni ricorso successivo al primo si converte, indipendentemente dalla forma assunta e ancorchè proposto con atto a sè stante, in ricorso incidentale, la cui ammissibilità è condizionata al rispetto del termine di quaranta giorni (venti più venti) risultante dal combinato disposto degli artt. 370 e 371 c.p.c., indipendentemente dai termini (l’abbreviato e l’annuale) di impugnazione in astratto operativi. Tale principio non trova deroghe riguardo all’impugnazione di tipo adesivo che venga proposta dal litisconsorte dell’impugnante principale e persegue il medesimo intento di rimuovere il capo della sentenza sfavorevole ad entrambi, nè nell’ipotesi in cui si intenda proporre impugnazione contro una parte non impugnante o avverso capi della sentenza diversi da quelli oggetto della già proposta impugnazione”;

2.con il primo motivo del ricorso principale l’Agenzia delle entrate deduce omessa e contraddittoria motivazione laddove la C.T.R aveva, nel dispositivo della sentenza impugnata e senza spendere alcuna argomentazione in motivazione, annullato l’accertamento dell’Ufficio, malgrado nella specie non vi fosse alcun accertamento in quanto la cartella, oggetto di impugnazione, derivava da un controllo formale D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 36 bis, e D.P.R. n. 633 del 1972, art.54 bis;

2.1. la censura è inammissibile siccome inconferente rispetto al decisum. Dal tenore complessivo della motivazione della sentenza impugnata (che non fa alcun riferimento ad un autonomo e, nella specie, inesistente atto impositivo rispetto alla cartella impugnata) è, infatti, evidente che l’espressione contenuta nel solo dispositivo, oggetto di censura, ha solo natura rafforzativa del disposto annullamento della cartella e, quindi, dell’accertamento della pretesa ivi contenuta;

3. con il secondo motivo del ricorso principale si deduce la violazione e falsa applicazione degli artt. 480 e 125 c.p.c., nonchè la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 25, in relazione all’art. 360, comma 1, n. 3, laddove erroneamente la C.T.R. aveva equiparato la cartella al precetto e, pertanto, ritenuto necessaria la sottoscrizione;

3.1. La censura è fondata alla luce del consolidato orientamento di questa Corte (v. Ordinanza n. 21290 del 29/08/2018; sentenza n. 26053 del 2015) secondo cui in tema di riscossione delle imposte, la mancanza della sottoscrizione della cartella di pagamento da parte del funzionario competente non comporta l’invalidità dell’atto, quando non è in dubbio la riferibilità di questo all’Autorità da cui promana, giacchè l’autografia della sottoscrizione è elemento essenziale dell’atto amministrativo nei soli casi in cui sia prevista dalla legge, mentre, ai sensi del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 25, la cartella va predisposta secondo il modello approvato con D.M. competente, che non prevede la sottoscrizione dell’esattore ma solo la sua intestazione;

4.con il terzo motivo del ricorso l’Agenzia delle entrate deduce la violazione del D.L. n. 203 del 2005, art. 3, comma 4, laddove la C.T.R. aveva ritenuto che fosse necessario, al fine dell’emissione della cartella, il rilascio di apposita procura da Equitalia a Gest Line;

5.con il quarto motivo di ricorso, infine, si denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, la sentenza impugnata di motivazione illogica laddove la C.T.R. aveva ritenuto che mancasse la prova dell’effettiva partecipazione azionaria ai sensi del D.L. n. 203 del 2005, art. 3, comma 7;

6. le censure sono inammissibili per difetto di interesse. Ed invero, il capo di sentenza impugnato con il terzo e il quarto motivo, ha dichiarato, sul presupposto della necessità di una procura ad hoc, il difetto di legittimazione passiva di Equitalia Polis s.p.a., soggetto e parte diversa dalla ricorrente Agenzia delle entrate in capo alla quale, pertanto, non si ravvisa l’interesse all’impugnazione;

7.con il primo motivo di ricorso incidentale Equitalia Nord s.p.a., subentrata a Equitalia Polis S.p.a., deduce il vizio di omessa, contraddittoria nonchè apparente motivazione laddove la sentenza impugnata, in assenza di rilascio di procura da parte di Equitalia Polis a Gest Line s.p.a., aveva negato, perchè non provata, la legittimazione passiva nella presente vertenza in capo a Equitalia Polis;

7.1. la censura è fondata. Il Giudice di merito, confondendo non solo i soggetti coinvolti nella legittimazione alla riscossione (laddove non argomenta in alcun modo perchè qualifica Gest Line s.p.a ed Equitalia Polis s.p.a. soggetti distinti mentre si tratta della medesima Società che ha cambiato denominazione sociale) ma anche i piani logico giuridici delle questioni, giunge ad affermare l’insussistenza di legittimazione passiva con motivazione che, per la sua intrinseca e forte contraddittorietà, integra l’ipotesi di mera apparenza, non riuscendosi a enucleare alcuna argomentazione intellegibile e idonea a reggere la decisione;

8.con il secondo motivo si deduce la violazione e falsa applicazione degli artt. 2326,2328,2365 e 2436 c.c., laddove la C.T.R. aveva inteso erroneamente la modifica della denominazione sociale di Gest Line s.p.a. in Equitalia Polis s.p.a. come comportante il subentro di un nuovo soggetto;

9. con il terzo motivo si deduce la nullità della sentenza in relazione all’art. 112 c.p.c e ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 4, laddove la C.T.R. aveva pronunciato sul rapporto tra Equitalia s.p.a. e Equitalia Polis s.p.a. malgrado detta questione (ovvero la partecipazione azionaria) non avesse formato oggetto di contestazione alcuna;

10. con il quarto motivo si deduce la violazione e falsa applicazione del D.L. n. 203 del 2005, art. 3 e D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 10, laddove la C.T.R. aveva ritenuto che fosse necessario il rilascio di procura al fine di riconoscere la legittimazione passiva di Equitalia Polis a resistere in giudizio;

11. con il quinto motivo si denuncia la sentenza impugnata di motivazione apparente laddove la C.T.R. aveva affermato che l’art. 22 dello Statuto della Società richiedesse il conferimento della procura;

12. i motivi, attingendo il passo motivazionale già annullato in virtù dell’accoglimento del primo motivo, rimangono assorbiti;

13. con il sesto motivo si deduce la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 25, laddove la C.T.R. aveva ritenuto necessaria la sottoscrizione della cartella di pagamento;

13.1 la censura è fondata per le stesse ragioni esposte in ordine alla fondatezza del secondo motivo del ricorso principale (cfr. sub 3.1);

14. le censure sollevate dalla controricorrente Hotel Service s.r.l., parte integralmente vittoriosa nel grado di appello, con i tre motivi di ricorso incidentale condizionato e vertenti su questioni assorbite dalla decisione impugnata, sono inammissibili alla luce del consolidato orientamento di questa Corte (Sezioni Unite: N. 13195 del 2018; Cass .n. 19503 del 23/07/2018; id n. 22095 del 22/09/2017; id n. 4130/2014) secondo cui “nel giudizio di cassazione, è inammissibile il ricorso incidentale condizionato con il quale la parte vittoriosa nel giudizio di merito sollevi questioni che siano rimaste assorbite, ancorchè in virtù del principio cd. della ragione più liquida, non essendo ravvisabile alcun rigetto implicito, in quanto tali questioni, in caso di accoglimento del ricorso principale, possono essere riproposte davanti al giudice di rinvio”;

15. In conclusione, in accoglimento del secondo motivo del ricorso principale, inammissibili il primo, il terzo e il quarto, e in accoglimento del primo e del sesto motivo del ricorso incidentale proposto da Equitalia Nord s,p.a., assorbiti i restanti, e dichiarato inammissibile il ricorso incidentale condizionato proposto da Hotel Service s.r.l., la sentenza impugnata va cassata con rinvio alla C.T.R. del Veneto, in diversa composizione, la quale provvederà anche sulle spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

Accoglie il secondo motivo del ricorso principale proposto dall’Agenzia delle entrate e dichiara inammissibili il primo, il terzo e il quarto;

accoglie il primo e il sesto motivo del ricorso incidentale proposto da Equitalia Nord S.p.A e dichiara assorbiti i restanti;

dichiara inammissibile il ricorso incidentale proposto da Hotel Service s.r.l.;

cassa la sentenza impugnata, nei limiti dei motivi accolti, e rinvia alla Commissione tributaria regionale del Veneto, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 18 ottobre 2018.

Depositato in Cancelleria il 21 dicembre 2018

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