Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 33195 del 10/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 10/11/2021, (ud. 10/06/2021, dep. 10/11/2021), n.33195

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente –

Dott. CASADONTE Annamaria – Consigliere –

Dott. SCARPA Antonio – Consigliere –

Dott. FORTUNATO Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. OLIVA Stefano – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 22107/2020 R.G., proposto da:

SCATOLIFICIO NICCOLI S.A.S. DI N.A. E C., in persona del

legale rappresentante, rappresentata e difesa dagli avv.ti Franceso

Paolo Luiso e dall’avv. Bruno Sassani, con domicilio eletto in Roma,

via XX Settembre n. 3.

– ricorrente –

contro

R.T.S. – REMOTE TERMINAL SYSTEM S.R.L., in persona del legale

rappresentante, rappresentata e difeso dall’avv. Fabrizio Fanti, con

domicilio eletto in Roma, via delle Fornaci n. 38, presso l’avv.

Fabio Alberici.

– intimata –

avverso la sentenza della Corte d’appello di Bologna n. 1290/2020,

pubblicata in data 18.5.2020.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del giorno

10.6.2021 dal Consigliere Giuseppe Fortunato.

 

Fatto

RAGIONI IN FATTO E IN DIRITTO DELLA DECISIONE

1. Lo Scatolificio Niccoli sas di N.A. & C. ha evocato in giudizio la RTS dinanzi al Tribunale di Forlì, esponendo che le parti avevano stipulato un contratto di fornitura, con concessione di licenza in uso perpetuo ed installazione di un sistema informatico denominato (OMISSIS), per la gestione di tutte le fasi del processo produttivo, prevedendo inoltre che i tecnici della fornitrice avrebbero formato il personale interno dell’impresa per il corretto utilizzo del software, dietro pagamento di un corrispettivo di Euro 26.000,00 oltre Iva, da versare in parte al momento dell’ordinativo e il saldo in dodici rate mensili, con decorrenza dal mese successivo all’inizio dell’installazione e con separato conteggio dei servizi di personalizzazione del software, delle giornate di formazione e dell’eventuale inserimento dati.

Secondo la società attrice, nonostante l’effettuazione dei corsi di addestramento del personale, il programma non era funzionante, essendo mancato uno studio iniziale delle esigenze e del processo produttivo, per cui, dopo molteplici tentativi, tutti rivelatisi improduttivi, lo Scatolificio era tornato al vecchio sistema.

Ha chiesto di pronunciare la risoluzione del contratto per inadempimento della convenuta, con restituzione del prezzo e risarcimento del danno.

La RTS si è costituita in giudizio, resistendo alla domanda ed instando in via riconvenzionale il pagamento del saldo del prezzo ed il risarcimento.

Esaurita l’istruttoria, il tribunale ha dichiarato la risoluzione del contratto per grave inadempimento della convenuta, condannandola alla restituzione dell’acconto di Euro 7.200,00 e al risarcimento dei danni pari ad Euro4.692,24, oltre accessori, regolando le spese.

La sentenza è stata integralmente riformata in appello.

Il giudice distrettuale ha osservato che le prestazioni del software erano state valutate dallo Scatolificio nel corso di due “demo” e che la società acquirente, avendo testato il programma, aveva evidentemente ritenuto che le prestazioni fossero adeguate alle proprie esigenze, tanto da non richiedere alcuna particolare personalizzazione dell’applicativo. Erano – invero – emerse talune problematiche relative alle stampe, ma detti inconvenienti non avevano impedito che il programma fosse utilizzato per tutto il mese di febbraio e parte del mese di marzo, seppure integrato con il vecchio applicativo.

Quindi, il software rispondeva alle esigenze del cliente ed inoltre, al momento della sospensione dei pagamenti, era ancora in corso la formazione del personale e la RTS aveva già manifestato la sua disponibilità a proseguirla e a risolvere tutti i problemi rilevati.

La sentenza ha quindi escluso che la fornitrice fosse in ritardo nell’esecuzione del contratto (dato che i termini di adempimento erano solo indicativi e l’installazione del software era stata già completata alla data del 10 febbraio 2011), sottolineando che “alla data dell’interruzione delle prestazioni, la RTS aveva già eseguito buona parte delle proprie obbligazioni, mentre l’acquirente – al momento della formulazione dell’eccezione di inadempimento – era in mora nel pagamento di cinque mensilità.

La Corte distrettuale ha – in conclusione – respinto la domanda di risoluzione del contratto, disponendo il pagamento del saldo del prezzo nei limiti delle forniture eseguite.

La cassazione della sentenza è chiesta dallo Scatolificio Niccoli sulla base di un unico motivo di ricorso.

La RTS resiste con controricorso.

Su proposta del relatore, secondo cui il ricorso, in quanto manifestamente inammissibile, poteva esser definito ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., in relazione all’art. 375 c.p.c., comma 1, n. 5, il Presidente ha fissato l’adunanza in camera di consiglio.

2. Con l’unico motivo di ricorso si denuncia la violazione degli artt. 1453 e 1460 c.c., ai sensi ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, sostenendo che la Corte di merito non avrebbe operato alcuna valutazione comparativa dei rispettivi inadempimenti delle parti, dovendo – in particolare – accertare se la RTS, al momento in cui aveva sollevato l’eccezione di inadempimento, fosse adempiente, e dovendo considerare che – come accertatod al c.t.u. – il software non era correttamente funzionante.

Il motivo è inammissibile.

Si è già evidenziato nell’esposizione dei fatti di causa, che la Corte di merito ha esaminato e comparato le rispettive condotte delle parti nella fase di esecuzione del contratto” ponendo in rilievo che lo Scatolificio aveva valutato le prestazioni del software in due test dimostrativi delle caratteristiche del prodotto (cd. demo), giudicandolo rispondente alle proprie esigenze e che le parti non avevano concordato alcuna particolare personalizzazione dell’applicativo, stabilendo inoltre che – nonostante talune problematiche in fase di stampa – il programma era stato utilizzato per tutto il mese di febbraio e parte del mese di marzo, seppure integrato con il software già in uso all’acquirente.

In definitiva, secondo la Corte di merito, il nuovo software era rispondente alle esigenze del cliente, salvo che per il formato di stampa, che però non integrava un difetto tale da giustificare la risoluzione del contratto. Inoltre – al momento dell’interruzione dei rapporti – era in corso la formazione del personale e la RTS si era dichiarata disponibile a risolvere tutti i problemi fino ad allora emersi, mentre la ricorrente era già in mora nel pagamento di circa cinque rate di prezzo.

Quindi, il mancato completamento della fase di addestramento del personale e la mancata soluzione di talune difficoltà di utilizzo del software sono apparse diretta conseguenza della mora nel pagamentod el prezzo in base ad un giudizio di maggior gravità e di prevalenza delle violazioni imputabili alla ricorrente che attiene al merito e che è logicamente e esaustivamente motivato in sentenza. Il ricorso – finendo per sollecitare un diverso apprezzamento dei fatti di causa e una diversa ponderazione della rilevanza e gravità delle singole condotte – è inammissibile, comportando anche l’aggravio delle spese processuali liquidate in dispositivo.

Si dà atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello previsto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

PQM

dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali, pari ad Euro 200,00 per esborsi ed Euro 2500,00 per compenso, oltre ad iva, c.p.a. e rimborso forfettario spese generali, in misura del 15%.

Dà atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello previsto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Depositato in Cancelleria il 10 novembre 2021

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA