Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32956 del 09/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 09/11/2021, (ud. 24/06/2021, dep. 09/11/2021), n.32956

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente –

Dott. BERTUZZI Mario – Consigliere –

Dott. GRASSO Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. TEDESCO Giuseppe – Consigliere –

Dott. CRISCUOLO Mauro – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 30451-2020 proposto da:

D.P.D., D.P.B., domiciliati in ROMA,

PIAZZA CAVOUR presso la CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE,

rappresentati e difesi dall’avvocato LIBERATO MAFFETTONE;

– ricorrenti –

contro

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA (OMISSIS), in persona del Ministro pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e

difende ope legis;

– controricorrente –

avverso il decreto n. cronol. 3144/2020 della CORTE D’APPELLO di

NAPOLI, depositato il 21/10/2020;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 24/06/2021 dal Consigliere Relatore Dott. GRASSO

GIUSEPPE.

 

Fatto

RITENUTO

che D.P.D. e D.P.B., ottenuto l’equo indennizzo per la non ragionevole durata di un processo civile in sede monitoria, davanti al Consigliere delegato della Corte d’appello di Napoli, nella misura di Euro 1.200,00 ciascuno, con condanna al rimborso delle spese legali, liquidate in complessive Euro 648,00, si videro rigettare dalla medesima Corte in composizione collegiale l’opposizione, con la quale gli istanti avevano lamentato la violazione dei minimi tariffari a riguardo della liquidazione delle spese effettuata in sede monitoria;

che avverso quest’ultimo decreto i D.P. propongono ricorso sulla base di unitaria censura, ulteriormente illustrata da memoria, e che l’intimato Ministero resiste con controricorso;

Diritto

CONSIDERATO

che la doglianza, con la quale i ricorrenti denunziano violazione degli artt. 91 e 92 c.p.c., art. 2233 c.c., D.M. n. 55 del 2014, artt. 1 e 4, assumendo che erroneamente il consigliere delegato, all’esito della fase monocratica, aveva liquidato le spese di causa applicando la tabella 8 allegata al citato D.M. n. 55 del 2014, invece che la tabella 12, trattandosi di processo avente natura contenziosa, è manifestamente infondata, avendo questa Corte già condivisamente chiarito che la liquidazione delle spese della fase destinata a svolgersi dinanzi al consigliere designato deve avvenire sulla base della tabella n. 8, rubricata “procedimenti monitori”, allegata al D.M. n. 55 del 2014, per quanto si sia al cospetto di un procedimento monitorio destinato a celebrarsi dinanzi alla corte d’appello, con caratteri di “atipicità” rispetto a quello di cui agli artt. 633 e s.s. c.p.c., rilevando, ai fini dell’applicazione di tale tabella, oltre che l’identica veste formale decreto – del provvedimento conclusivo della prima fase di entrambi i procedimenti, anche l’iniziale assenza di contraddittorio e la differita operatività della regola cardine “audiatur et altera pars”, che appieno accomunano il primo sviluppo del procedimento “ex lege” Pinto e l’ordinario procedimento d’ingiunzione (Sez. 2, n. 16512, 31/07/2020, Rv. 658292); assume, invece, carattere pienamente contenzioso la fase che si apre con l’opposizione davanti al collegio, nel caso in cui il decreto monitorio non sia soddisfattivo della pretesa (proprio in tali ipotesi, infatti, risulta affermata la contenziosità del procedimento, cfr. da ultimo, ex multis, Cass. nn. 26110/2019, 15493/2020).

considerato che, di conseguenza, siccome affermato dalle S.U. (sent. n. 7155, 21/3/2017, Rv. 643549), lo scrutinio ex art. 360-bis, n. 1, c.p.c., da svolgersi relativamente ad ogni singolo motivo e con riferimento al momento della decisione, impone, come si desume in modo univoco dalla lettera della legge, una declaratoria d’inammissibilità, che può rilevare ai fini dell’art. 334 c.p.c., comma 2, sebbene sia fondata, alla stregua dell’art. 348-bis c.p.c. e dell’art. 606 c.p.p., su ragioni di merito, atteso che la funzione di filtro della disposizione consiste nell’esonerare la Suprema Corte dall’esprimere compiutamente la sua adesione al persistente orientamento di legittimità, così consentendo una più rapida delibazione dei ricorsi “inconsistenti”;

considerato che i ricorrenti vanno condannati a rimborsare le spese in favore del controricorrente, tenuto conto del valore, della qualità della causa e delle attività svolte, siccome in dispositivo;

che ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater (inserito dall’art. 1, comma 17 L. n. 228 del 2012) applicabile ratione temporis (essendo stato il ricorso proposto successivamente al 30 gennaio 2013), si dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento da parte della ricorrente di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto;

PQM

dichiara il ricorso inammissibile e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese del giudizio di legittimità in favore del controricorrente, che liquida in Euro 2.000,00 per compensi, oltre al rimborso delle spese anticipate a debito;

ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater (inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17), si dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento da parte dei ricorrenti, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, il 24 giugno 2021.

Depositato in Cancelleria il 9 novembre 2021

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA