Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3292 del 08/02/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 08/02/2017, (ud. 10/11/2016, dep.08/02/2017),  n. 3292

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente –

Dott. MOCCI Mauro – Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 13684-2015 proposto da:

M.C., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA FEDERICO

ROSAZZA 32, presso lo studio dell’avvocato MATTEO MICHELI,

rappresentato e difeso dall’avvocato FIORELLA BERTOLI giusta delega

in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

EQUITALIA NORD SPA (OMISSIS);

– intimata –

AGENZIA DELLE ENTRATE (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– controricorrente-

– avverso la sentenza n. 6936/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALI di MILANO del 4/12/2014, depositata il 17/12/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

10/11/2016 dal Consigliere Relatore Dott. CONTI ROBERTO GIOVANNI.

Fatto

IN FATTO E IN DIRITTO

M.C. impugna con ricorso per cassazione, affidato ad un unico motivo, la sentenza resa dalla CTR della Lombardia indicata in epigrafe, che ha confermato il rigetto del ricorso proposto dal contribuente contro la cartella di pagamento al medesimo notificata per il pagamento di imposta di registro.

L’Agenzia delle entrate si è costituita con controricorso. Nessuna difesa ha depositato Equitalia Nord spa.

Il procedimento può essere definito con motivazione semplificata.

L’unico motivo proposto, basato sul vizio di cui all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, per illogicità della sentenza impugnata, laddove ha illogicamente confuso l’avviso bonario con l’avviso di liquidazione notificato precedentemente alla parte contribuente, è manifestamente inammissibile.

Trova infatti applicazione alla vicenda qui in esame la novella all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 – risultando la sentenza della CTR depositata il 17.12.2014. Ne consegue che l’esame della censura di illogicità prospettata è impedito dal fermo orientamento di questa Corte a Sezioni Unite, a cui tenore a riformulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, disposta dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 54, conv. in L. 7 agosto 2012, n. 134, deve essere interpretata, alla luce dei canoni ermeneutici dettati dall’art. 12 delle preleggi, come riduzione al “minimo costituzionale” del sindacato di legittimità sulla motivazione. Pertanto, è denunciabile in cassazione solo l’anomalia motivazionale che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante, in quanto attinente all’esistenza della motivazione in sè, purchè il vizio risulti dal testo della sentenza impugnata, a prescindere dal confronto con le risultanze processuali. Tale anomalia si esaurisce nella “mancanza assoluta di motivi sotto l’aspetto materiale e grafico”, nella “motivazione apparente”, nel “contrasto irriducibile tra affermazioni inconciliabili” e nella “motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile”, esclusa qualunque rilevanza del semplice difetto di “sufficienza” della motivazione – cfr. Cass. S.U. n. 8053/2014.

Le spese seguono la soccombenza. Nulla sulle spese quanto alla parte non costituita.

PQM

La Corte, visti gli artt. 375 e 380 bis c.p.c..

Dichiara inammissibile il ricorso.

Condanna la parte ricorrente al pagamento delle spese processuali che liquida in favore dell’Agenzia delle entrate in Euro 4500,00 per compensi, oltre spese prenotate a debito. Nulla sulle spese quanto alla parte non costituita.

Dà atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale a norma del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della sesta sezione civile il 10 novembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 8 febbraio 2017

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