Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3291 del 10/02/2011

Cassazione civile sez. II, 10/02/2011, (ud. 25/11/2010, dep. 10/02/2011), n.3291

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SETTIMJ Giovanni – Presidente –

Dott. PETITTI Stefano – Consigliere –

Dott. PARZIALE Ippolisto – Consigliere –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –

Dott. GIUSTI Alberto – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

M.E., rappresentato e difeso, in forza di procura

speciale a margine del ricorso, dall’Avv. LA TORRE Dario, presso il

suo studio elettivamente domiciliato in Roma, Lungotevere dei

Mellini, n. 10;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI POMEZIA, in persona del Sindaco pro tempore;

– intimato –

avverso la sentenza del Tribunale di Velletri n. 1428 in data 24

settembre 2008.

Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

25 novembre 2010 dal Consigliere relatore Dott. Alberto Giusti.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che il consigliere designato ha depositato, in data 2 agosto 2010, la seguente proposta di definizione, ai sensi dell’art. 380 bis cod. proc. civ.:

” M.E. ha proposto opposizione, ai sensi della L. 24 novembre 1981, n. 689, avverso un’ordinanza-ingiunzione emessa a suo carico dal Comune di Pomezia per violazione della normativa in tema di protezione delle acque dall’inquinamento.

L’adito Tribunale di Velletri, accogliendo l’eccezione di tardività sollevata dall’Amministrazione resistente, con sentenza depositata il 24 settembre 2008 ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando che il provvedimento impugnato era stato notificato in data 18 aprile 2007, laddove il ricorso in opposizione era stato depositato il 23 maggio 2007, oltre il termine di trenta giorni previsto dalla L. n. 689 del 1981, art. 22.

Per la cassazione della sentenza del Tribunale ha proposto ricorso il M., con atto notificato il 28 ottobre 2009, sulla base di un motivo.

L’intimato Comune non ha resistito con controricorso. Il ricorso è inammissibile.

Alla luce della disciplina recata dal D.Lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, art. 26, che ha abrogato dalla L. n. 689 del 1981, art. 23, u.c., la sentenza del Tribunale era impugnabile con l’appello, non – per saltum – con il ricorso per cassazione.

Nè è applicabile nella specie il primo comma dello stesso art. 23, ai cui sensi il giudice, se il ricorso è proposto oltre il termine previsto dal comma 1, dell’art. 22, ne dichiara l’inammissibilità con ordinanza ricorribile per cassazione.

Tale disposizione, nel prevedere il rimedio del ricorso per cassazione, si riferisce infatti al caso in cui il giudice adito abbia dichiarato l’inammissibilità per tardività con ordinanza Inaudita altera parte, prima dell’instaurazione del contraddittorio (ante portas).

Nella specie, invece, la inammissibilità è stata dichiarata con sentenza, dopo che il ricorso ed il decreto erano stati notificati all’autorità che aveva emesso l’ordinanza e dopo che questa si era costituita.

Sussistono le condizioni per la trattazione del ricorso in Camera di consiglio”.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che l’Avv. La Torre, con istanza depositata il 9 novembre 2010, ha chiesto che sia dichiarata l’interruzione del processo per l’avvenuto decesso del ricorrente M.E.;

che l’istanza deve essere disattesa;

che nel giudizio di cassazione, che è dominato dall’impulso d’ufficio, non trova applicazione l’istituto della interruzione del processo per uno degli eventi disciplinati dall’art. 299 cod. proc. civ., e segg., onde, una volta instauratosi il giudizio, il decesso del ricorrente, comunicato dal suo difensore, non produce l’interruzione del giudizio (Cass., Sez. Un., 21 giugno 2007, n. 14385);

che il Collegio condivide argomenti e proposte contenuti nella relazione ex art. 380 bis cod. proc. civ., alla quale non sono stati mossi rilievi critici;

che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile;

che non vi è luogo a pronuncia sulle spese, non avendo l’intimato svolto attività difensiva in questa sede.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Seconda civile della Corte Suprema di Cassazione, il 25 novembre 2010.

Depositato in Cancelleria il 10 febbraio 2011

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