Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32871 del 09/11/2021

Cassazione civile sez. trib., 09/11/2021, (ud. 14/07/2021, dep. 09/11/2021), n.32871

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. BALSAMO Milena – Consigliere –

Dott. RUSSO Rita – Consigliere –

Dott. DELL’ORFANO Antonella – Consigliere –

Dott. NAPOLITANO Angelo – rel. est. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 7579/2017 R.G. proposto da:

C.G., rappresentato e difeso, in virtù di procura in

calce al ricorso per cassazione, dagli Avvocati Angelo Osnato e

Alessandro Alessandri, elettivamente domiciliato presso lo studio di

quest’ultimo in Roma alla via G. Antonelli n. 50;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate, in persona del Direttore quale legale

rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale

dello Stato (pec: ags.rm.mailcert.avvocaturastato.it), dom.ta ex

lege in Roma alla via dei Portoghesi n. 12;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 2356 della CTR dell’Emilia Romagna Bologna,

pronunciata in data 11/7/2016 e depositata in data 26/9/2016;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

14 luglio 2021 dal Dott. Angelo Napolitano, svoltasi mediante

collegamento da remoto.

 

Fatto

RITENUTO

che:

Con rogito del notaio M. del (OMISSIS), B.W. cedeva a C.G., per il prezzo di Euro 700.000, l’unità immobiliare ad uso abitativo, dotata di circostante giardino, sita in (OMISSIS);

ai fini dell’applicazione delle imposte di registro ed ipocatastali veniva determinata la base imponibile di Euro 95.657,94 ai sensi del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 52, commi 4 e 5, e della L. n. 266 del 2005, art. 1, comma 497;

con avviso di liquidazione n. (OMISSIS), notificato sia al venditore che all’acquirente, l’Agenzia delle Entrate – Direzione provinciale di Ferrara, rilevato che l’acquirente poco dopo l’acquisto del fabbricato aveva richiesto al Comune di Comacchio un permesso di costruire, sull’area che sarebbe risultata dalla demolizione del fabbricato acquistato e dall’abbattimento di otto pini, un nuovo immobile composto da dodici appartamenti di civile abitazione e che il prezzo di vendita versato era equivalente a quello che sarebbe stato pagato in caso di compravendita di terreno edificabile, riqualificava l’oggetto del contratto da compravendita di edificio a compravendita di terreno edificabile, ai sensi del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 20, recuperando a tassazione l’imposta proporzionale e le imposte ipocatastali sulla compravendita delle aree edificabili, in considerazione del prezzo dichiarato in atto di Euro 700.000;

le parti contraenti con distinti ricorsi impugnavano l’avviso di liquidazione dinanzi alla CTP di Ferrara, che previa riunione li rigettava;

proposto appello dall’odierno ricorrente, la CTR dell’Emilia Romagna lo rigettava;

avverso la sentenza di appello ha proposto ricorso per cassazione il C., sulla base di quattro motivi;

resiste l’Agenzia delle Entrate con controricorso;

il ricorrente ha depositato memoria ai sensi dell’art. 380 bis.1 c.p.c. in vista dell’adunanza camerale originariamente fissata il 13 gennaio 2021 e ha depositato una seconda memoria difensiva in vista dell’adunanza del 14 luglio 2021.

Diritto

CONSIDERATO

che:

il ricorso è articolato in quattro motivi, dei quali i primi due investono in pieno l’applicazione del D.P.R. n. 131 del 1986 (Tur), art. 20, fatta dall’ufficio, che sostanzialmente mediante il collegamento del contratto di compravendita con dei dati extratestuali ha riqualificato l’oggetto del negozio posto in essere e registrato;

la nuova formulazione dell’art. 20 Tur, risultante dalla L. n. 205 del 2017, art. 1, comma 87, lett. a) è rilevante per la decisione del presente ricorso, attesa la sua portata retroattiva stabilita dalla L. n. 145 del 2018, art. 1, comma 1084;

essa, infatti, vieta all’amministrazione di riqualificare l’atto sottoposto a registrazione avvalendosi di elementi extratestuali e di negozi ed atti giuridici collegati a quello della cui imposta di registro si discute;

nel caso che ci occupa l’Agenzia delle Entrate ha riqualificato il contratto sottoposto a registrazione avvalendosi di elementi e dati extratestuali, in violazione della nuova formulazione dell’art. 20 Tur (recata dalla L. n. 205 del 2017, art. 1, comma 87, lett. a), la cui retroattività (stabilita dalla L. n. 145 del 2018, art. 1, comma 1084) ha superato il vaglio della Corte Costituzionale (sentenza n. 39 del 2021);

i primi due motivi del ricorso del contribuente, pertanto, devono essere accolti, assorbiti i restanti due, la sentenza impugnata deve essere cassata senza rinvio e la causa deve essere decisa nel merito con l’annullamento degli avvisi di liquidazione impugnati in primo grado;

sussistono giusti motivi per compensare tra le parti le spese dell’intero giudizio, attesa la decisività delle modifiche retroattive apportate in corso di causa all’art. 20 Tur.

PQM

Accoglie i primi due motivi di ricorso, assorbiti gli altri.

Cassa senza rinvio la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, annulla gli avvisi di liquidazione impugnati in primo grado.

Compensa le spese dell’intero giudizio.

Così deciso in Roma, il 14 luglio 2021.

Depositato in Cancelleria il 9 novembre 2021

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