Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32749 del 09/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 09/11/2021, (ud. 14/09/2021, dep. 09/11/2021), n.32749

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCODITTI Enrico – Presidente –

Dott. GRAZIOSI Chiara – Consigliere –

Dott. ROSSETTI Marco – Consigliere –

Dott. CRICENTI Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. PORRECA Paolo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso 26259-2019 proposto da:

FINANZIARIA IMMOBILIARE FIM SRL, in persona del legale rappresentante

pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA EUSTACHIO

MANFREDI 5, presso lo studio dell’avvocato MAZZEO LUCA, che la

rappresenta e difende unitamente all’avvocato LUCA PONTI;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI TAVAGNACCO, in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA LUCREZIO CARO 62,

presso lo studio dell’avvocato SABINA CICCOTTI, che lo rappresenta e

difende unitamente all’avvocato MASSIMO RAFFA;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 63/2019 della CORTE D’APPELLO di TRIESTE,

depositata l’08/02/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di Consiglio non

partecipata del 14/09/2021 dal Consigliere Relatore Dott. CRICENTI

GIUSEPPE.

 

Fatto

RITENUTO

che:

1.- La società Finanziaria Immobiliare FIM è proprietaria di un terreno nel Comune di Tavagnacco (UD).

Il terreno aveva inizialmente natura edificabile, fino a che il Comune ne ha modificato la destinazione in agricola. Ne sono seguite trattative durante le quali il Comune stesso si sarebbe impegnato a restituire in futuro l’originaria vocazione del terreno, e proprio in ragione di tale impegno la società proprietaria ha effettuato spese (per installazione di cavi) per circa 150 mila Euro.

Tuttavia, il Comune, alla fine, ha disatteso la parola data.

2.- La società ha dunque agito in giudizio sia per far valere la responsabilità precontrattuale dell’ente, che in subordine, per far riconoscere l’arricchimento ingiustificato del Comune.

3.- Il Tribunale ha rigettato per difetto di prova la domanda volta a far valere la responsabilità precontrattuale, ma ha accolto la domanda di indebito arricchimento. Su appello del Comune, invece, la Corte di Appello di Trieste ha ritenuto la domanda in questione inammissibile per difetto di sussidiarietà.

Ricorre la Finanziaria Immobiliare FIM con sei motivi. Il Comune di Tavagnacco si è costituito con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

che:

5.- I motivi che vanno dal terzo al quinto, sostanzialmente adducono una qualche violazione degli artt. 2041 e 2042 c.c.

La tesi della ricorrente è che la domanda di arricchimento ben poteva essere proposta in via subordinata a quella di responsabilità precontrattuale, in quanto di quest’ultima difettava il titolo e che la sussidiarietà dell’azione di arricchimento va vista in concreto e non in astratto.

Il collegio ritiene che su tale questione debba decidersi in pubblica udienza. Pur essendo vero che dalla pronuncia a sezione unite (Sez. Un. 28042/ 2008) si è affermata la regola per cui “l’azione di arricchimento senza causa ha carattere sussidiario ed è quindi inammissibile, ai sensi dell’art. 2042 c.c., allorché chi la eserciti, secondo una valutazione da compiersi in astratto e perciò prescindendo dalla previsione del suo esito, possa esercitare un’altra azione per farsi indennizzare il pregiudizio subito” (in seguito Sez. L. 25461/ 2010), è altresì vero che questa Corte ha precisato che l’azione di arricchimento è esclusa qualora il ricorrente abbia una domanda fondata su contratto o su una fattispecie tipica, non già quando la domanda “principale” sia fondata su clausole generali come quella di cui all’art. 2043 c.c. (Sez. 3843/ 2020; Sez. 1 27827/ 2017) oppure quando l’azione teoricamente spettante all’impoverito sia fondata su responsabilità precontrattuale della controparte (Sez. 2 4620/ 2012).

A parere del collegio, la questione non è scontata e merita invece un approfondimento.

PQM

La Corte rinvia a nuovo ruolo per pubblica udienza.

Così deciso in Roma, il 14 settembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 9 novembre 2021

 

 

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