Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32742 del 09/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 09/11/2021, (ud. 20/04/2021, dep. 09/11/2021), n.32742

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCODITTI Enrico – Presidente –

Dott. GRAZIOSI Chiara – Consigliere –

Dott. FIECCONI Francesca – Consigliere –

Dott. IANNELLO Emilio – Consigliere –

Dott. GUIZZI Stefano Giaime – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso 13767-2020 proposto da:

D.A.M., C.M., C.S.,

C.L., C.A., C.P., elettivamente

domiciliati in ROMA, VIA MACHIAVELLI, 25, presso lo studio

dell’Avvocato PIO CENTRO, che li rappresentata e difende unitamente

all’Avvocato VALERIO RIGUARDI;

– ricorrenti –

contro

ITALIANA ASSICURAZIONI SPA, in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA MONTE ASOLONE 8,

presso lo studio dell’Avvocato MILENA LIUZZI, che la rappresenta e

difende unitamente all’Avvocato FABIOLA LIUZZI;

– controricorrente –

contro

T.A.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 628/2019 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA,

depositata il 07/10/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 20/04/2021 dal Consigliere Relatore Dott. STEFANO

GIAIME GUIZZI.

 

Fatto

IN FATTO E IN DIRITTO

– che D.A.M., nonché, C.M., C.S., C.L., C.P. e C.A., l’una come gli altri quali eredi di C.F., ricorrono, sulla base di tre motivi, per la cassazione della sentenza n. 628/19, del 7 ottobre 2019, della Corte di Appello di Perugia (come “corretta” con ordinanza del 5 dicembre 2019), che – nel pronunciarsi quale giudice del rinvio, all’esito della decisione resa da questa Corte con sentenza rescindente n. 24075/17, del 18 ottobre 2017, che ebbe a cassare la sentenza n. 418/13, del 2 ottobre 2013, della stessa Corte umbra – ha accolto solo parzialmente l’appello da essi esperito contro la sentenza n. 197/10, del 21 marzo 2010, del Tribunale di Terni, provvedendo come di seguito meglio indicato;

– che, in particolare, il giudice del rinvio ha condannato, in solido, T.A. (in qualità di erede di S.C.E.) e la società Italiana Assicurazioni S.p.a. a risarcire agli odierni ricorrenti il danno morale patito da C.F., in conseguenza del sinistro stradale occorsogli il (OMISSIS) sull’autostrada A11, nei pressi del Comune di Pistoia, allorché il furgone da lui condotto – e sul quale viaggiava come trasportato anche il figlio P. – entrò in collisione con un’autovettura guidata dal S., assicurata per la “RCA” con Italiana Assicurazioni, liquidando in Euro 33.073,77 tale pregiudizio, in applicazione delle c.d. “tabelle” in uso presso il Tribunale di Roma;

– che, inoltre, esso ha provveduto a liquidare le spese di tutti gradi di giudizio, all’esito di correzione di errore materiale (con cui precisava che le somme da riconoscersi agli odierni ricorrenti dovessero intendersi liquidate nella loro interezza e non già al 50%), in Euro 6.500,00 per il primo grado di giudizio, in 4.750,00 per quello di appello, in Euro 3.282,50 per giudizio di cassazione e, infine, in Euro 4.135,00 per quello di rinvio;

– che, in punto di fatto, gli odierni ricorrenti riferiscono che il C. ebbe ad adire il Tribunale tentano, convenendo in giudizio la T. e la società Italiana Assicurazioni, agendo in proprio e quale esercente la potestà genitoriale sull’allora figlio minore P., per chiedere il ristoro dei danni subiti da entrambi in conseguenza delle gravi lesioni riportate all’esito del sinistro stradale sopra meglio descritto;

– che nella resistenza di entrambe le convenute, all’esito del giudizio di primo grado, l’adito giudicante riteneva esaustive di ogni danno patito dalle due vittime del sinistro quanto già corrisposto da Italiana Assicurazioni, ovvero, rispettivamente, gli importi di Euro 40.000,00 per C.F. (per quanto qui ancora di interesse) e di Euro 5.000,00 per il figlio P., condannando, peraltro, l’attore all’integrale pagamento delle spese di lite;

– che, in particolare, la somma liquidata a titolo di danno biologico e di danno morale in favore di C.F. deceduto in corso di causa (senza, però, che la sua morte fosse stata dichiarata, per evitare il prodursi dell’effetto interruttivo del giudizio) – veniva determinata assumendo come riferimento la sua sopravvivenza “effettiva” dopo il sinistro, e non già l’aspettativa di vita del medesimo;

– che per tale ragione – oltre che per censurare la decisione sulle spese di lite – gli attuali ricorrenti esperivano gravame, rigettato dal giudice di appello, con decisione, però, cassata da questa Corte con la pronuncia rescindente di cui sopra;

– che la medesima Corte umbra, quale giudice del rinvio, innanzi al quale il giudizio veniva riassunto (nella resistenza, questa volta, della sola società assicuratrice, essendo la T. rimasta contumace), provvedeva nei termini sopra meglio illustrati;

– che avverso la sentenza della Corte perugina ricorrono per cassazione la D. e i C., sulla base – come detto – di tre motivi;

– che il primo motivo denuncia – ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3) – violazione dell’art. 2059 c.c., lamentando l’avvenuta liquidazione del danno non patrimoniale c.d. “morale” in dispregio del carattere “istantaneo del medesimo”, ovvero avendo come riferimento l’effettiva sopravvivenza del C. a seguito del sinistro, e non la sua aspettativa di vita;

– che il secondo motivo denuncia – sempre ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3) – violazione dell’art. 1226 c.c., in ragione dell’avvenuta liquidazione del danno morale in base alle c.d. “tabelle” del Tribunale di Roma in luogo di quelle del Tribunale di Milano;

– che, infine, il terzo motivo denuncia – ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3) – violazione del D.M. 10 marzo 2014, n. 55, art. 4, commi 1 e 2, e delle allegate tabelle determinative dei parametri forensi, censurando la sentenza impugnata in quanto essa, a prescindere dalla ritualità della “correzione” operata (che si assume, invero, aver costituito un inammissibile intervento “interpretativo” di quanto statuito sulle spese di lite), ha liquidato i compensi dei vari giudizi in maniera chiaramente inferiore non solo ai medi tariffari, ma spesso finanche ai minimi;

– che ha resistito all’impugnazione, con controricorso, Italiana Assicurazioni, chiedendone la reiezione;

– che la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., è stata ritualmente comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio per il 20 aprile 2021;

– che entrambe le parti hanno depositato memoria, insistendo nelle proprie argomentazioni;

– che questo collegio, nel rilevare che la notifica del presente ricorso, ad T.A., risulta avvenuta mediante il servizio postale, con raccomandata A.R. n. (OMISSIS), spedita dall’ufficio postale di (OMISSIS) in data (OMISSIS), senza che però risulti esservi agli atti del presente giudizio l’avviso di ricevimento della raccomandata contenente la comunicazione di avvenuto deposito;

– che, pertanto, in applicazione di quanto recentemente affermato dalle Sezioni Unite di questa Corte in tema di notificazione a mezzo posta (anche) di atti processuali, secondo cui la prova dell’avvenuta notificazione può essere fornita “esclusivamente attraverso la produzione in giudizio dell’avviso di ricevimento della raccomandata contenente la comunicazione di avvenuto deposito (cd. C.A.D.), non essendo a tal fine sufficiente la prova dell’avvenuta spedizione della suddetta raccomandata informativa” (Cass. Sez. Un., sent. 15 aprile 2001, n. 10012, Rv. 660953-01), va disposto rinvio del giudizio a nuovo ruolo;

– che va, quindi, assegnato ai ricorrenti termine di sessanta giorni, dalla comunicazione della presente ordinanza, per fornire prova dell’avvenuta notifica del ricorso ad T.A., ovvero per provvedere alla rinnovata notifica del ricorso stesso.

P.Q.M.

La Corte assegna ai ricorrenti termine di sessanta giorni, dalla comunicazione della presente ordinanza, per fornire prova dell’avvenuta notifica del ricorso ad T.A., ovvero per provvedere alla rinnovata notifica del ricorso.

Depositato in Cancelleria il 9 novembre 2021

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