Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32667 del 09/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 09/11/2021, (ud. 24/06/2021, dep. 09/11/2021), n.32667

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente –

Dott. BERTUZZI Mario – Consigliere –

Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere –

Dott. TEDESCO Giuseppe – Consigliere –

Dott. OLIVA Stefano – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 31541-2019 proposto da:

Z.C., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA DI VILLA

CARPEGNA n. 42, presso lo studio dell’avvocato FRANCESCA PETRUCCI,

rappresentato e difeso dall’avvocato ELENA ABBATE;

– ricorrente –

contro

FALLIMENTO (OMISSIS) S.P.A., in persona del legale rappresentante pro

tempore, rappresentato e difeso dall’avv. STEFANO REALI e

domiciliato presso la cancelleria della Corte di Cassazione;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 2125/2019 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 27/03/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

24/06/2021 dal Consigliere Dott. STEFANO OLIVA.

 

Fatto

PREMESSO IN FATTO

Con atto di citazione notificato il 7.11.2005 Z.C. proponeva opposizione al decreto ingiuntivo n. 1070/05, con il quale il Tribunale di Latina gli aveva ingiunto il pagamento, in favore del Fallimento (OMISSIS) S.p.a., della somma di Euro 5.675,67 a saldo di alcune forniture. L’opponente deduceva, in particolare, la mancata registrazione di alcuni pagamenti da egli eseguiti in acconto sul debito.

Si costituiva il creditore opposto, eccependo che, anche considerando i pagamenti in acconto, l’esposizione debitoria rimaneva la stessa, in virtù di diverse ragioni creditorie, non indicate originariamente nel ricorso depositato in sede monitoria.

Con sentenza n. 732/2012 il Tribunale, pur riconoscendo la parziale fondatezza dell’opposizione, condannava l’opponente al pagamento della somma – maggiore di quella indicata nel decreto opposto – di Euro 6.946,61.

Interponeva appello avverso detta decisione lo Z. e si costituiva in seconde cure il Fallimento (OMISSIS) S.p.a., resistendo al gravame.

Con la sentenza impugnata, n. 2125/2019, la Corte di Appello di Roma accoglieva in parte l’impugnazione, condannando l’appellante al pagamento della sola somma indicata nel decreto opposto, oltre accessori e spese di lite.

Propone ricorso per la cassazione di detta decisione Z.C. affidandosi a cinque motivi.

Resiste con controricorso il Fallimento (OMISSIS) S.p.a..

La parte ricorrente ha depositato memoria in prossimità dell’adunanza camerale.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Il Relatore ha avanzato la seguente proposta ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c.: “PROPOSTA DI DEFINIZIONE EX ART. 380-BIS C.P.C. INAMMISSIBILITA, o comunque RIGETTO, del ricorso.

Z.C. ha proposto opposizione al decreto ingiuntivo chiesto ed ottenuto dal Fallimento (OMISSIS) Spa, eccependo di aver saldato interamente il proprio debito. Il Tribunale di Latina, accogliendo l’opposizione, ha rideterminato la somma dovuta al Fallimento, peraltro in misura maggiore di quella portata nel decreto ingiuntivo opposto. A seguito di appello dello Z., la Corte di Appello ha rigettato il primo motivo di gravame, relativo alla valutazione delle risultanze istruttorie, accogliendo invece il secondo e limitando la condanna dello Z. al pagamento del solo importo di Euro 5.675,67 oltre interessi legali dalle scadenze delle fatture al saldo.

Il ricorso, proposto dallo Z., è articolato in cinque motivi. I primi tre propongono una lettura alternativa delle risultanze istruttorie e si risolvono in una inammissibile richiesta di revisione della valutazione di merito condotta dalla Corte territoriale, senza confrontarsi con la consolidata giurisprudenza di questa Corte (quanto all’apprezzamento delle prove, cfr. Cass. Sez. 3, Sentenza n. 12362 del 24/05/2006, Rv. 589595; conf. Cass. Sez. 1, Sentenza n. 11511 del 23/05/2014, Rv. 631448; Cass. Sez. L, Sentenza n. 13485 del 13/06/2014, Rv. 631330; quanto al riesame del merito, cfr. invece Cass. Sez. U, Sentenza n. 24148 del 25/10/2013, Rv. 627790).

Il quarto motivo, con il quale il ricorrente lamenta l’omessa pronuncia sulla domanda di restituzione dell’importo versato in esecuzione della sentenza di prime cure, è infondato perché la Corte di Appello ha statuito sul punto, dando atto del versamento sia in motivazione che nel dispositivo.

Il quinto motivo, relativo al governo delle spese, è inammissibile avendo il giudice di merito applicato il criterio della soccombenza sostanziale”.

Il Collegio condivide la proposta del Relatore limitatamente all’inammissibilità dei primi tre motivi di ricorso.

In relazione al quarto motivo, invece, il Collegio ritiene la censura fondata. Il ricorrente aveva infatti concluso, in appello, invocando espressamente la condanna del Fallimento (OMISSIS) S.p.a. alla restituzione della somma di Euro 10.199,41 con interessi legali dal 23.5.2012, versata dallo Z. in esecuzione della decisione di primo grado. La Corte di Appello ha dato atto, nel dispositivo, del versamento di detta somma, ma non ha espressamente statuito sulla richiesta di condanna alla restituzione della stessa. Sotto questo profilo, sussiste l’omessa pronuncia denunciata dal ricorrente.

Il quinto motivo, concernente il governo delle spese, è assorbito dall’accoglimento del quarto.

In definitiva, vanno dichiarati inammissibili i primi tre motivi di ricorso, va accolto il quarto e va dichiarato assorbito il quinto. La sentenza impugnata va quindi cassata, in relazione alla censura accolta, e la causa rinviata alla Corte di Appello di Roma, in differente composizione, anche per le spese del presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte Suprema di Cassazione dichiara inammissibili il primo, secondo e terzo motivo di ricorso, accoglie il quarto e dichiara assorbito il quinto. Cassa la sentenza impugnata in relazione alla censura accolta e rinvia la causa, anche per le spese del presente giudizio di legittimità, alla Corte di Appello di Roma, in differente composizione.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sesta-2 Sezione Civile, il 24 giugno 2021.

Depositato in Cancelleria il 9 novembre 2021

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