Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32664 del 09/11/2021

Cassazione civile sez. I, 09/11/2021, (ud. 14/07/2021, dep. 09/11/2021), n.32664

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CRISTIANO Magda – Presidente –

Dott. TRICOMI Irene – Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere –

Dott. FALABELLA Massimo – rel. Consigliere –

Dott. CAMPESE Eduardo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 8132/2020 proposto da:

Fallimento (OMISSIS) S.r.l., in persona del curatore avv. Gigli

Giovanni, elettivamente domiciliato in Roma, Via di San Nicola de’

Cesarini n. 3, presso lo studio dell’avvocato Macario Francesco, che

lo rappresenta e difende, giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

(OMISSIS) S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliato in Roma, Via Cardinal De Luca n. 22,

presso lo studio dell’avvocato Pugliese Federica, che lo rappresenta

e difende, giusta procura in calce al controricorso e ricorso

incidentale;

– controricorrente e ricorrente incidentale –

nonché contro

Fallimento (OMISSIS) S.r.l., F.A., G.C.,

G.F., LGA Service Società Cooperativa a r.l.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 490/2020 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 23/01/2020;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

14/07/2021 dal cons. FALABELLA MASSIMO.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. – Con sentenza pubblicata il 23 gennaio 2020 la Corte di appello di Roma ha accolto il reclamo proposto da (OMISSIS) s.r.l. avverso la sentenza dichiarativa del suo fallimento. Dopo aver disatteso alcune eccezioni, fra cui quella avente ad oggetto l’incompetenza del Tribunale di Roma, che aveva dichiarato aperta la procedura concorsuale, la Corte ha ritenuto fondato il motivo di reclamo vertente sull’ammissibilità della concessione del termine di cui alla L.Fall., art. 161, comma 6, in tema di concordato con riserva. Il Tribunale aveva escluso, infatti, l’accessibilità della società al concordato in bianco dal momento che l’ultimo bilancio della stessa, approvato il 27 ottobre 2017, era stato inviato per la pubblicazione il 23 novembre dello stesso anno, dopo il deposito del ricorso avvenuto in data 6 novembre 2017.

2. – Il fallimento di (OMISSIS) ha impugnato la detta sentenza con un ricorso basato su di un unico motivo. La società, oltre a resistere con controricorso, spiega un’impugnazione incidentale articolata in due motivi. Il fallimento ha depositato memoria.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. – La ricorrente principale oppone la violazione e falsa applicazione degli artt. 2448 e 2435 c.c., oltre che della L.Fall., art. 161, comma 6. Deduce, in punto di diritto, che la legge, nel richiedere il deposito dei bilanci a corredo della presentazione della domanda di concordato preventivo con riserva, fa riferimento ai bilanci per i quali siano stati posti in essere “tutti gli adempimenti normativamente necessari ai fini del corretto procedimento di formazione del bilancio”.

Col primo motivo di ricorso incidentale la società (OMISSIS) deduce la violazione e falsa applicazione della L.Fall., art. 9 e degli artt. 28 e 39 c.p.c.. La sentenza impugnata è censurata nella parte in cui ha rigettato l’eccezione di incompetenza territoriale sostenendo che la presentazione dell’istanza di concordato preventivo presso il Tribunale di Roma, innanzi al quale era pendente l’istruttoria prefallimentare, costituisse presupposto di radicamento della competenza e acquiescenza alla contestata violazione della L.Fall., art. 9. L’istante lamenta, inoltre, l’omesso esame dei documenti dimostrativi del fatto che la sede effettiva della società fosse in Capena.

Col secondo mezzo di impugnazione incidentale è denunciata la violazione del diritto di difesa per pronuncia, da parte del Tribunale, dell’inammissibilità della domanda di concordato preventivo prima della scadenza del termine che era stato concesso per le allegazioni difensive. La ricorrente lamenta, in sintesi, il mancato scrutinio, da parte della Corte di merito, della questione, ad essa prospettata in sede di reclamo, e vertente sul fatto che il giudice di prima istanza aveva reso la propria pronuncia prima che fosse decorso il termine da esso stesso assegnato per “allegazioni difensive”.

2. – Il ricorso principale è tempestivo e ciò implica, tra l’altro, che quello incidentale tardivo non debba dichiararsi inefficace.

La data di pubblicazione della sentenza impugnata è quella del 23 gennaio 2020, sicché il ricorso per cassazione, avviato per la notifica il 21 febbraio 2020, è da considerarsi in termini, indipendentemente dalla data di notifica dell’impugnazione, che comunque lo stesso fallimento istante indica essere avvenuta il giorno stesso della pubblicazione.

3. – Va esaminato con priorità il primo motivo del ricorso incidentale, vertente sulla competenza: infatti, nel giudizio di cassazione, il ricorso incidentale non condizionato, con cui vengano proposte questioni pregiudiziali di rito o preliminari di merito la cui decisione, secondo l’ordine logico e giuridico, debba precedere quella del merito del ricorso principale, va esaminato con priorità rispetto a quest’ultimo, indipendentemente dalla rilevabilità d’ufficio delle questioni proposte, poiché l’interesse all’impugnazione sorge per il solo fatto che il ricorrente incidentale è soccombente sulla questione pregiudiziale o preliminare decisa in senso a lui sfavorevole, così da rendere incerta la vittoria conseguita sul merito dalla stessa proposizione del ricorso principale e non già dalla sua eventuale fondatezza (Cass. Sez. U. 23 maggio 2001, n. 212; Cass. 31 ottobre 2014, n. 23271; Cass. 9 settembre 2008, n. 23113).

Il detto motivo, vertente sulla competenza, appare fondato.

La domanda di concordato preventivo ed il procedimento prefallimentare debbono essere coordinati in modo da garantire che la soluzione negoziale della crisi, ove percorribile, sia preferita al fallimento; in conseguenza – come ricordato dal ricorrente – è onere del debitore che conosce della pendenza dell’istruttoria prefallimentare, anteriormente introdotta, proporre la domanda di concordato preventivo dinanzi al tribunale investito dell’istanza di fallimento, anche quando lo ritenga incompetente, affinché i due procedimenti confluiscano dinanzi al medesimo tribunale, e senza che una siffatta condotta determini acquiescenza ad una eventuale violazione della L.Fall., art. 9 (Cass. 20 febbraio 2020, n. 4343). Non può ritenersi allora conferente l’argomento speso dalla Corte di merito per negare la competenza del Tribunale di Tivoli: quello per cui, in sostanza, ove la fallita avesse avuto la sede effettiva a Capena, essa non avrebbe proposto la domanda di concordato presso il Tribunale di Roma. In realtà, come si è detto, l’introduzione del procedimento di concordato presso quest’ultimo ufficio costituiva una condotta processualmente necessitata, stante la presentazione dell’istanza di fallimento presso di esso.

Ciò detto, la competenza territoriale per la dichiarazione di fallimento spetta al tribunale del luogo in cui l’imprenditore ha la sede principale dell’impresa, che si identifica con quello in cui vengono individuate e decise le scelte strategiche cui dare seguito, e coincide, di regola, con la sede legale, salvo che non emergano prove univoche tali da smentire la presunzione suddetta (Cass. Sez. U. 25 giugno 2013, n. 15872; Cass. 6 novembre 2014, n. 23719; cfr. pure: Cass. 11 febbraio 2019, n. 3945; Cass. 14 giugno 2019, n. 16116).

Nel caso in esame la società ricorrente ha dato conto, attraverso plurimi elementi documentali, di come in Capena essa avesse la propria sede amministrativa, tenesse le proprie assemblee e fosse autorizzata a svolgere la propria attività commerciale. Non è emerso, del resto – e la Corte di appello non ne dà conto – alcun elemento che smentisca le richiamate evidenze, portando a ritenere che, di contro, il centro direzionale dell’attività dell’impresa coincidesse con la sede legale.

4. – Gli altri due motivi restano assorbiti. Resta parimenti assorbito il ricorso principale.

La sentenza deve essere quindi cassata. Segue da ciò, ai sensi dell’art. 382 c.p.c., l’indicazione, da parte della Corte di cassazione, del giudice competente in primo grado, individuato nel Tribunale di Tivoli, dinanzi al quale la causa dovrà essere riassunta.

PQM

La Corte accoglie il primo motivo del ricorso incidentale e dichiara assorbiti sia il secondo e il terzo motivo dello stesso ricorso che il ricorso principale; rinvia la causa al Tribunale di Tivoli avanti al quale la causa andrà riassunta nel termine di legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della 1^ Sezione Civile, il 14 luglio 2021.

Depositato in Cancelleria il 9 novembre 2021

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