Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32651 del 09/11/2021

Cassazione civile sez. III, 09/11/2021, (ud. 26/04/2021, dep. 09/11/2021), n.32651

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIVALDI Roberta – Presidente –

Dott. DE STEFANO Franco – Consigliere –

Dott. ROSSETTI Marco – Consigliere –

Dott. VALLE Cristiano – rel. Consigliere –

Dott. TATANGELO Augusto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso n. 12668/2018 proposto da:

B.B., elettivamente domiciliato in ROMA, alla via

Gregorio VII n. 466, presso lo studio dell’avvocato FLOCCO MARINA

che lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

Phoenix Asset Management S.p.a. in persona del legale rappresentante

in carica quale mandatario di Augustus Spv S.r.l., in persona del

legale rappresentante in carica, elettivamente domiciliato in Roma,

alla via Flaminia n. 79 presso lo studio legale dell’avvocato

Lubrano Filippo che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato

Lubrano Enrico;

– controricorrente –

nonché contro

Unicredit S.p.a., in persona del legale rappresentante in carica,

elettivamente domiciliato in Roma, alla via degli Scipioni n. 268/a

presso lo studio dell’avvocato Filesi Marco, che lo rappresenta e

difende;

– controricorrente –

nonché contro

IFIM (Istituto Finanziario del Mezzogiorno) S.p.a., in persona del

legale rappresentante in carica;

– resistente con memoria –

avverso la sentenza n. 2569/2017 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 19/04/2017;

udita la relazione della causa svolta, nella camera di consiglio del

26/04/2021, dal Consigliere relatore Dott. Cristiano Valle, osserva

quanto segue.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

B.B. impugna, con quattro motivi di ricorso, la sentenza della Corte di Appello di Roma, n. 2569 del 19/04/2017, resa in sede di impugnazione su causa di opposizione al piano di riparto.

Resistono con separati controricorsi Unicredit S.p.a. e Phoenix Asset Management S.p.a.

L’IFIM S.p.a. ha solo depositato memoria.

All’esito dell’adunanza del 26 aprile 2021, svoltasi nella modalità disciplinata dal D.L. n. 137 del 2020, art. 23, comma 8 bis, convertito con modificazioni dalla L. 18 dicembre 2020, n. 176, il Collegio ha trattenuto il ricorso in decisione.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

La sentenza d’appello è stata depositata il 19/04/2017 e il ricorso per cassazione è stato notificato il 19/04/2018 ed e’, PERTANTO, tempestivo, in quanto la causa in primo grado era iniziata prima del 18/06/2009.

Il primo motivo del ricorso deduce violazione dell’art. 91 c.p.c. per avere la Corte di Appello di Roma condannato B.B. al pagamento di oltre Euro tredicimila in favore del Condominio di (OMISSIS) nonostante il detto Condominio non fosse mai stato citato in fase di appello.

Il secondo motivo deduce tardività degli interventi dei creditori, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 in relazione agli artt. 564 e 565 c.p.c., in quanto effettuati dopo l’udienza di autorizzazione alla vendita e avendo la Corte di Appello ritenuta irrilevante, in quanto di mero rinvio, l’udienza del 13/07/2005 dinanzi al giudice dell’esecuzione.

Il terzo motivo fa valere nullità della sentenza d’appello, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, per avere la Corte territoriale rigettato un motivo di appello relativo all’illegittimità del tasso di mutuo applicato al rapporto di mutuo n. (OMISSIS) e per non avere ritenuto erroneo il metodo di calcolo adottato dal consulente di ufficio.

Il quarto e ultimo mezzo censura la sentenza d’appello, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 in relazione all’art. 2697 c.c., nonché agli artt. 112 e 198 c.p.c. per non avere ritenuto non valutabile un documento che, invece, era stato prodotto dallo stesso difensore del B. al consulente tecnico di ufficio.

In via preliminare si rileva quanto segue.

Il primo motivo comportail rilievo ufficioso di mancata integrità del contraddittorio, poiché, nel solo dispositivo, la sentenza d’appello individua, quale destinatario della pronuncia favorevole sulle spese, il Condominio sito in (OMISSIS), nel quale l’immobile espropriato al ricorrente è ubicato, ed al quale l’atto di appello non era stato nemmeno notificato.

A ciò consegue la necessità di rimessione della causa al giudice di appello, in quanto la causa in esame, da ascrivere alla tipologia delle opposizioni o controversie distributive di cui all’art. 512 c.p.c., comporta la necessità di litisconsorzio tra tutti i partecipanti alla distribuzione della somma ricavata dall’espropriazione e quindi anche del Condominio sito in (OMISSIS), in questa (OMISSIS), al quale l’atto di appello non risulta notificato e che nondimeno risulta essere stato destinatario di pronuncia sulle spese di lite di detta fase di giudizio.

Sul punto la giurisprudenza di questa Corte ha ribadito che (Cass. n. 11268 del 12/06/2020 Rv. 658143 – 01): “In materia di opposizioni esecutive e controversie distributive, il ricorso per cassazione deve essere proposto nei confronti di tutti i creditori procedenti o intervenuti al momento della proposizione dell’opposizione, fra i quali sussiste litisconsorzio processuale necessario, sicché il ricorso medesimo deve contenere, a pena di inammissibilità ex art. 366 c.p.c., comma 1, n. 3, l’esatta indicazione dei litisconsorti necessari, al fine di consentire la verifica dell’integrità del contraddittorio ed eventualmente ordinarne l’integrazione ai sensi dell’art. 331 c.p.c.”.

A tanto consegue la cassazione della sentenza impugnata e la rimessione della causa alla Corte di Appello di Roma, al fine dell’integrazione del contraddittorio nei confronti del Condominio di (OMISSIS), n. 24 ed al fine della rinnovazione della decisione.

La Corte di Appello di Roma provvederà, in diversa composizione, ai suddetti incombenti nonché sulle spese di questa fase di legittimità.

Non ricorrendo ipotesi di dichiarazione di inammissibilità, improcedibilità o di rigetto del ricorso, non deve darsi atto della sussistenza (o insussistenza, cfr. Sez. U n. 04315 del 20/02/2020) dei presupposti per il versamento del contributo unificato in misura doppia.

P.Q.M.

Pronunciando sul ricorso, cassa la sentenza impugnata e rimette la causa alla Corte di Appello di Roma, in diversa composizione, anche per le spese di questo giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Corte di Cassazione sezione terza civile, il 26 aprile 2021.

Depositato in Cancelleria il 9 novembre 2021

 

 

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