Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3265 del 09/02/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 3265 Anno 2018
Presidente: CIRILLO ETTORE
Relatore: LUCIOTTI LUCIO

ORDINANZA
sul ricorso iscritto al n. 10594-2016 R.G. proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, C.F. 06363391001, in persona del
Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’AVVOCATURA

GENERALE DELLO STATO, presso la quale è domiciliata in Roma,
alla via dei Portoghesi n. 12;
-fi COrtente-

contro

INALCO s.a.s. di Giovanni CIPOLLETTI & C., in persona del legale
rappresentante, Giovanni Mario Emilio Cipolletti, rappresentata e difesa,
per procura in calce al controricorso, dagli avvocati Stefano RUBIU e
Gianmaria FUSETTI, ed elettivamente domiciliata presso lo studio legale
del primo difensore, in Milano, alla via Vivaio n. 24;

– controricorrente –

Data pubblicazione: 09/02/2018

avverso la sentenza n. 5479/24/2015 della Commissione tributaria
regionale della LOMBARDIA, depositata il 16/12/2015;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 24/01/2018 dal Consigliere Dott. Lucio LUCIOTTI.
RILEVATO

della Lombardia accoglieva l’appello proposto dalla società contribuente
avverso la sentenza di primo grado che aveva rigettato il ricorso proposto
avvero un avviso di accertamento ai fini IVA, IRES ed IRAP emesso
dall’amministrazione finanziaria in relazione all’anno di imposta 2005 sulla
scorta delle risultanze di verifiche fiscali effettuate dall’Agenzia delle
entrate, dalla G.d.F. e dalla P.G. da cui era emerso il coinvolgimento della
predetta società contribuente nel compimento di fraudolente operazioni
straordinarie dirette all’evasione fiscale;
– che i giudici di appello ritenevano che nel caso di specie
l’amministrazione finanziaria era decaduta dal potere di accertamento in
quanto

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