Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32573 del 08/11/2021

Cassazione civile sez. lav., 08/11/2021, (ud. 07/04/2021, dep. 08/11/2021), n.32573

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BERRINO Umberto – Presidente –

Dott. BALESTRIERI Federico – rel. Consigliere –

Dott. PATTI Adriano Piergiovanni – Consigliere –

Dott. PONTERIO Carla – Consigliere –

Dott. CINQUE Guglielmo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 16470-2016 proposto da:

ASTREA S.R.L. IN LIQUIDAZIONE, in persona dell’Amministratore Unico e

Liquidatore pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

SARDEGNA 29, presso lo studio dell’avvocato GIORGIO VASI,

rappresentata e difesa dall’avvocato UMBERTO CAPOLUONGO;

– ricorrente –

contro

I.A.D., elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA

TARQUINIA 5/D, presso lo studio dell’avvocato ROSARIO MARUCCI, che

la rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 989/2016 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 02/05/2016 R.G.N. 3695/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

07/04/2021 dal Consigliere Dott. FEDERICO BALESTRIERI.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

Con ricorso al Tribunale di Roma L. n. 92 del 2012, ex art. 1, comma 47, I.A.D. esponeva che la SINA Spa, di cui era dipendente quale cameriera ai piani, gestiva l'(OMISSIS) ed esternalizzò il servizio di pulizia, appaltandolo alla società SAL s.r.l., con passaggio dei dipendenti che si occupavano dei relativi servizi; in data 27.11.12 presentava ricorso dinanzi al Tribunale di Roma contro la società SAL s.r.l., diretto ad ottenere la nullità del licenziamento per giusta causa intimatole in data 24.9.12; tra la data del deposito del ricorso (27.1.12) e la prima udienza di comparizione delle parti (9.5.13), avveniva il cambio di gestione dalla SAL alla ASTREA Srl, e quest’ultima assumeva, a far data dal 1.1.2013, in adempimento di quanto previsto dal verbale di accordo del 14.2.2013, tutto il personale già dipendente della SAL srl alle medesime condizioni; – con istanza depositata il 29.1.13, chiedeva di poter integrare il contraddittorio nei confronti di ASTREA Srl, che si costituiva resistendo alla domanda.

Il giudice con ordinanza del 2.5.2013 dichiarava il difetto di legittimazione passiva di Astrea Srl; dichiarava l’illegittimità del licenziamento intimato alla I. il 24.9.12; condannava la SAL srl alla immediata reintegra della ricorrente nel posto di lavoro.

Avverso tale ordinanza nessuna delle parti proponeva reclamo.

La SAL, in data 7.7.13, licenziava nuovamente la I. per giustificato motivo oggettivo.

La I. proponeva ricorso (26.7.13) nei confronti della sola Astrea Srl, diretto ad ottenere l’adempimento degli obblighi di reintegrazione come stabiliti nell’accordo con le OO.SS, in virtù del cambio di gestione nell’appalto di servizi, che prevedeva il riassorbimento di tutti i lavoratori presenti al 31.12.12. quindi, anche di quelli illegittimamente licenziati.

Tanto premesso, chiedeva al giudice adito in via principale di: a) accertare e dichiarare che in data 1.1.2013 la ASTREA era subentrata nel contratto di appalto di servizi con la SINA spa (espressione della Bernini Bristol) alla SAL Srl, e che l’accordo sindacale prevedeva il passaggio di tutti i dipendenti in forza al 31.12.12; b) per l’effetto dichiarare la ASTREA Srl, in forza del giudicato contenuto nell’ordinanza che dichiarò l’illegittimità del licenziamento, tenuta ai sensi dell’art. 2909 c.c. a reintegrare la dipendente o a corrisponderle l’indennità risarcitoria; c) in subordine, dichiarare la sussistenza dell’obbligo a contrarre da parte di Astrea Srl e, per l’effetto dichiarare costituito ex art. 2932 c.c. il diritto della ricorrente ad essere assunta da Astrea dal 1.1.2013 o diversamente dalla notifica avvenuta il 26.3.2013, come cameriera ai piani, VI livello del ccnl turismo, settore alberghiero, full time; condannare la società, al risarcimento del danno sulla base delle retribuzioni dovute dal gennaio 2013 o dal marzo 2013. Resisteva la Astrea Srl.

Con sentenza 18.2.2014, il Tribunale di Roma, rigettava la domanda.

Il Tribunale, pur evidenziando che dal verbale del 14.2.2013, relativo all’incontro della Astrea Srl con i sindacati, emergeva che Astrea con decorrenza 1.1.2013 si era impegnata ad assumere alle stesse condizioni economiche, lavorative e organizzative tutti i lavoratori dipendenti di SAL, riteneva che la SINA s.p.a., gestore dell'(OMISSIS), nel 2011 appaltava i servizi di pulizia prima alla società SAL srl poi, dal 1.1.2013, ad Astrea srl; che trattavasi di due diversi appalti, uno successivo all’altro, con la conseguenza che doveva escludersi un trasferimento di azienda con conseguente successione legale nei contratti di lavoro.

Avverso tale decisione proponeva appello la I.; resisteva la Astrea s.r.l.

Con sentenza depositata il 2.5.16, la Corte d’appello di Roma dichiarava che in data 1.1.13 la s.r.l. Astrea era subentrata nel contratto di appalto con la SINA s.p.a. (B.Bristol) alla SAL srl; dichiarava costituito il rapporto di lavoro tra l’ I.A.D. e la Astrea s.r.l. a decorrere dal 8.7.13 con mansioni di cameriera ai piani, VI livello del c.c.n.l. turismo settore alberghiero, full time; condannava la società Astrea al risarcimento danni pari alle retribuzioni dovute dall’11.7.13 fino all’effettivo ripristino del rapporto oltre accessori, ed al pagamento delle spese del doppio grado, da distrarsi. Per la cassazione di tale sentenza propone ricorso la soc. Astrea, affidato ad unico motivo, cui resiste la I. con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

La soc. ASTREA denuncia la violazione e/o falsa applicazione degli artt. 1362 e 1365 c.c. e dei contratti ed accordi collettivi nazionali di lavoro. Lamenta in particolare che la sentenza impugnata aveva applicato le norme del c.c.n.l. Turismo sul cambio di gestione, a suo dire previste per il solo settore mense aziendali, al diverso settore dei servizi alberghieri.

Il motivo è inammissibile in quanto, posto che una normativa sindacale in materia di cambio appalti è stata applicata ed ha avuto esecuzione nel caso de quo, la società non specifica quale norma del pur invocato c.c.n.l. turismo e/o del settore alberghiero dovrebbe applicarsi (cfr. anzi pag. 7 del ricorso, ove si riporta l’art. 97 c.c.n.l. turismo e appalto di servizi, da cui risulta (commi 3 e 5) la salvaguardia dei livelli occupazionali con riferimento ai dipendenti che già prestavano servizio presso l’azienda appaltante).

Per il resto è comunque infondato alla luce della corposa e logica attività interpretativa della Corte di merito anche circa gli accordi sindacali convenuti ed in sostanza eseguiti, come l’accordo 14.2.13: ” Premesso che la SINA S.p.A. – gestione (OMISSIS) – ha terziarizzato nel 2017 i servizi di pulizia, facchinaggio ed allestimento sala conferenze… Premesso che la società Cegalin (BB) attraverso la sua consorziata la SAL ha assunto il personale coinvolto e svolto il servizio sino al 31.12.12; premesso che la società Cegalin ha affidato la gestione dei suddetti servizi ad altra sua consorziata, la Astrea, che ha rilevato il personale in data 1.1.13, la SINA S.p.A. ha preso atto di quanto comunicato da Cegalin, ritenendolo conforme agli accordi a suo tempo sottoscritti con verbale del 12.4.2017 e successivi. Risulta poi dagli atti che la società Astrea ha assunto tutti i lavoratori coinvolti nel cambio appalto alle stesse condizioni economiche, normative e organizzative precedentemente godute; che la SINA S.p.A. non ha avuto obiezioni al cambio di gestione dalla Sal alla Astrea, entrambe consorziate Cegalin Group, fermo restando l’impegno di quest’ultima (Astrea) al rispetto delle pattuizioni di cui sopra.

Il ricorso deve essere pertanto rigettato.

Le spese di lite seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo.

PQM

La Corte rigetta il ricorso. Condanna la società ASTREA al pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità, che liquida in Euro 200,00 per esborsi, Euro 5.250,00 per compensi professionali, oltre spese generali nella misura del 15%, i.v.a. e c.p.a. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, nel testo risultante dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Adunanza camerale, il 7 aprile 2021.

Depositato in Cancelleria il 8 novembre 2021

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