Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32563 del 08/11/2021

Cassazione civile sez. lav., 08/11/2021, (ud. 14/07/2021, dep. 08/11/2021), n.32563

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRIA Lucia – Presidente –

Dott. BALESTRIERI Federico – Consigliere –

Dott. ESPOSITO Lucia – rel. Consigliere –

Dott. PONTERIO Carla – Consigliere –

Dott. LEO Giuseppina – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 2958-2020 proposto da:

I.J., domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la

CANCELLERIA DELLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, rappresentato e

difeso dall’avvocato IBRAHIM KHALIL DIARRA;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, – COMMISSIONE TERRITORIALE PER IL

RICONOSCIMENTO DELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE DI VERONA – PADOVA,

in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ope

legis dall’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO presso i cui Uffici

domicilia in ROMA, ALLA VIA DEI PORTOGHESI 12;

– resistente con mandato –

avverso la sentenza n. 4072/2019 della CORTE D’APPELLO di VENEZIA,

depositata il 01/10/2019 R.G.N. 2649/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

14/07/2021 dal Consigliere Dott. LUCIA ESPOSITO.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. La Corte d’appello di Venezia, con sentenza n. cronol. 4072/2019, depositata il 1/10/2019, ha confermato il provvedimento di primo grado che aveva respinto la richiesta di I.J., proveniente dal (OMISSIS), (OMISSIS), di riconoscimento, a seguito di diniego della competente Commissione territoriale, dello status di rifugiato e della protezione sussidiaria o umanitaria. I giudici di merito, in particolare, escludevano la credibilità del ricorrente, confermando la sua veste di migrante economico, così come escludevano che il (OMISSIS) costituisse area di violenza indiscriminata, con conseguente insussistenza dei presupposti di legge per la protezione sussidiaria.

2. Avverso la suddetta pronuncia il richiedente propone ricorso per cassazione, affidato a due motivi, nei confronti del Ministero dell’Interno (che dichiara di costituirsi al solo fine di partecipare all’udienza pubblica di discussione).

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Con entrambi i motivi il ricorrente deduce violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, del D.Lgs. n. 25 del 2008 degli artt. 115 e 116 c.p.c. e del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, art. 5 in relazione, sotto vari profili, all’esclusione dell’esistenza di una situazione di violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale.

3. I motivi appaiono generici nella loro formulazione, risolvendosi, in difetto di puntuale indicazione degli argomenti decisori che si assumono in contrasto con le invocate linee guida tracciate per l’esame delle dichiarazioni del richiedente, nella mera confutazione della valutazione dei mezzi istruttori compiuta dal giudice del merito, e mancando, altresì, l’indicazione delle fonti da cui desumere la sussistenza delle condizioni per il riconoscimento della protezione sussidiaria.

4. Il ricorso, pertanto, deve essere dichiarato inammissibile.

5. Nessun provvedimento deve essere adottato in punto di liquidazione delle spese, in mancanza di svolgimento di attività difensiva ad opera della controparte.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della ricorrenza dei presupposti processuali per il versamento da parte del ricorrente dell’importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso, ove dovuto, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 14 luglio 2021.

Depositato in Cancelleria il 8 novembre 2021

 

 

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