Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32560 del 08/11/2021

Cassazione civile sez. lav., 08/11/2021, (ud. 01/07/2021, dep. 08/11/2021), n.32560

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BERRINO Umberto – Presidente –

Dott. MANCINO Rossana – Consigliere –

Dott. CALAFIORE Daniela – Consigliere –

Dott. CAVALLARO Luigi – rel. Consigliere –

Dott. BUFFA Francesco – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 18770-2016 proposto da:

R.A., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEL

SERAFICO 106, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE TORRE,

rappresentata e difesa dall’avvocato FRANCESCO D’ANGELO;

– ricorrente –

contro

I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, in persona

del suo Presidente e legale rappresentante pro tempore, in proprio e

quale mandatario della S.C.C.I. S.P.A. – Società di

Cartolarizzazione dei Crediti I.N.P.S., elettivamente domiciliati in

ROMA, VIA CESARE BECCARIA N. 29, presso l’Avvocatura Centrale

dell’Istituto, rappresentati e difesi dagli avvocati ANTONINO SGROI,

ESTER ADA VITA SCIPLINO, EMANUELE DE ROSE, GIUSEPPE MATANO, CARLA

D’ALOISIO, LELIO MARITATO;

– resistenti con mandato –

nonché contro

EQUITALIA SUD S.P.A.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 450/2016 della CORTE D’APPELLO di SALERNO,

depositata il 05/05/2016 R.G.N. 312/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

01/07/2021 dal Consigliere Dott. LUIGI CAVALLARO.

 

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che, con sentenza depositata il 5.5.2016, la Corte d’appello di Salerno ha confermato la pronuncia di primo grado che aveva rigettato l’opposizione proposta da R.A. avverso l’iscrizione ipotecaria effettuata in suo danno a seguito della notifica di talune cartelle esattoriali non opposte con cui le era stato ingiunto il pagamento di crediti per contributi previdenziali;

che avverso tale pronuncia R.A. ha proposto ricorso per cassazione, deducendo cinque motivi di censura;

che l’INPS, anche n. q. di procuratore speciale di S.C.C.I. s.p.a., ha depositato delega in calce al ricorso notificatogli, mentre la società concessionaria dei servizi di riscossione non ha svolto attività difensiva;

che, nelle more del giudizio, la ricorrente ha depositato atto di rinuncia al ricorso per essersi avvalsa della definizione agevolata dei carichi fiscali rientranti nell’ambito di applicazione del D.L. n. 193 del 2016, art. 6 (conv. con L. n. 225 del 2016).

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che, in presenza della dichiarazione del debitore di avvalersi della definizione agevolata con impegno a rinunciare al giudizio ai sensi del D.L. n. 193 del 2016, art. 6 (conv. con L. n. 225 del 2016), cui sia seguita la comunicazione dell’esattore ai sensi del comma 3 di tale norma, il giudizio di cassazione deve essere dichiarato estinto, ex art. 391 c.p.c., rispettivamente per rinuncia del debitore, qualora egli sia ricorrente, ovvero perché ricorre un caso di estinzione ex lege, qualora sia resistente o intimato, ferma in entrambi i casi la dichiarazione di cessazione della materia del contendere qualora risulti, al momento della decisione, che il debitore abbia anche provveduto al pagamento integrale del debito rateizzato (così Cass. n. 24083 del 2018); che, risultando dalla documentazione allegata alla rinuncia depositata in atti tanto la comunicazione della società concessionaria dei servizi di riscossione quanto la copia dei versamenti attestanti l’integrale pagamento del debito, va dichiarata l’estinzione del giudizio, essendo cessata la materia del contendere;

che nulla va statuito sulle spese del giudizio di legittimità, il contenuto della definizione agevolata assorbendo il costo del processo pendente (così Cass. n. 24083 del 2018, cit.); che, non trovando applicazione il D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, al caso di rinuncia al ricorso per cassazione, in quanto misura eccezionale e come tale applicabile ai soli casi tipici di rigetto o di declaratoria d’inammissibilità o improcedibilità dell’impugnazione (Cass. nn. 23175 del 2015, 19071 del 2018), non sussistono i presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

P.Q.M.

La Corte dichiara estinto il giudizio.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 1 luglio 2021.

Depositato in Cancelleria il 8 novembre 2021

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA