Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3256 del 10/02/2011

Cassazione civile sez. II, 10/02/2011, (ud. 03/12/2010, dep. 10/02/2011), n.3256

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SETTIMJ Giovanni – Presidente –

Dott. PETITTI Stefano – rel. Consigliere –

Dott. PARZIALE Ippolisto – Consigliere –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso proposto da:

F.O., in proprio e nella qualità di erede di V.

F., F.M. e F.F., nella qualità di eredi di

V.F., rappresentati e difesi, per procura speciale a

margine del ricorso, dall’Avvocato d’Ascia Giovanni Battista, presso

lo studio del quale in Roma, viale delle Medaglie d’oro n. 266, sono

elettivamente domiciliati;

– ricorrenti –

contro

M.E., rappresentato e difeso, per procura speciale in

calce al controricorso, dall’Avvocato Caponi Franco, presso lo studio

del quale in Roma, via Anicio Gallo n. 3, è elettivamente

domiciliato;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Corte d’appello di Roma n. 2526/09,

depositata in data 17 giugno 2009.

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 3

dicembre 2010 dal Consigliere relatore Dott. Stefano Petitti;

sentito, per i ricorrenti, l’Avvocato Giovanni Battista D’Ascia;

sentito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale dott.

Pratis Pierfelice, il quale ha concluso in senso conforme alla

relazione.

Fatto

OSSERVA

Ritenuto che il consigliere designato ha depositato, in data 6 agosto 2010, la seguente relazione: “… F.O. e V. F. hanno chiesto al Tribunale di Roma di condannare M. E. alla riduzione in pristino del fabbricato dal medesimo realizzato sul confine con un loro fondo.

Costituitosi il contraddittorio, il Tribunale di Roma, con sentenza n. 28345 del 2003, ha accolto la domanda e ha condannato il M., nella sua qualità di proprietario di due capannoni adiacenti e di un terzo realizzato in appoggio agli altri due, di provvedere a sue spese alla demolizione del capannone a confine con la proprietà degli attori per la parte che consenta il ripristino della distanza di sette metri dal confine con la proprietà di questi ultimi.

Il M. ha proposto appello e, costituitisi gli appellati – F.O., in proprio e quale erede della consorte V. F., M. e F.F., quali eredi della V. -, la Corte d’appello di Roma, con sentenza depositata il 17 giugno 2009, ha accolto parzialmente il gravame, e ha dichiarato che il manufatto a confine con la proprietà degli appellati, costituito dal corpo A e l’avancorpo, è posto a distanza legale sicchè l’ordine di demolizione va mantenuto solo in riferimento al capannone C, nella parte a confine con la proprietà degli appellati e nei termini di cui alla sentenza di primo grado, e ha dichiarato acquisita per usucapione la servitù di scolo in favore dell’appellante.

Per la cassazione di questa sentenza hanno proposto ricorso F. O., in proprio e quale erede della consorte V. F., M. e F.F., quali eredi della V., sulla base di tre motivi; ha resistito, con controricorso, il M..

Con il primo motivo, i ricorrenti deducono falsa applicazione di norma di diritto (art. 106 cod. proc. civ.) e omessa e contraddittoria motivazione, con riferimento alla valutazione delle risultanze istruttorie in ordine al momento in cui il M. ebbe a completare la costruzione del capannone identificato con la lettera A. Con il secondo motivo, i ricorrenti denunciano falsa interpretazione e applicazione di norme urbanistiche e omessa e contraddittoria motivazione, con riferimento alla individuazione della normativa urbanistica applicabile.

Con il terzo motivo, i ricorrenti lamentano falsa applicazione di norma di diritto e omessa e contraddittoria motivazione circa la ritenuta usucapibilità della distanza.

Il ricorso appare inammissibile.

I motivi, pur essendo la sentenza impugnata depositata il 17 giugno 2009, risultano non rispondenti ai requisiti di cui all’art. 366-bis cod. proc. civ. in quanto, per la parte in cui denunciano falsa applicazione di norme di diritto (peraltro genericamente indicate), non si concludono con la formulazione di uno specifico quesito di diritto, che non è neanche desumibile dalla esposizione del motivo.

Per quanto riguarda il denunciato vizio di motivazione, ai sensi del citato art. 366-bis c.p.c., comma 2, l’illustrazione di ciascun motivo deve contenere, a pena di inammissibilità, la chiara indicazione del fatto controverso in relazione al quale la motivazione si assume omessa o contraddittoria, ovvero le ragioni per le quali la dedotta insufficienza della motivazione la renda inidonea a giustificare la decisione.

Anche da questo punto di vista, i motivi sono carenti, giacchè difetta sia la chiara indicazione del fatto controverso, sia il momento di sintesi (omologo del quesito di diritto) e cioè la indicazione del fatto controverso con la precisazione del vizio del procedimento logico-giuridico che, incidendo nella erronea ricostruzione del fatto, sia stato determinante della decisione impugnata.

Il primo motivo, inoltre, risulta chiaramente volto ad ottenere una diversa valutazione di circostanze di fatto, ed è del tutto carente quanto ad autosufficienza, dal momento che fa riferimento a deposizioni e a documenti dei quali non è stato riportato il contenuto. Sussistono pertanto le condizioni per la trattazione del ricorso in camera di consiglio”.

Considerato che la relazione è stata notificata alle parti e comunicata al pubblico ministero;

che, ad avviso del Collegio, non sussiste l’evidenza decisoria che giustifica la trattazione della causa in camera di consiglio;

che, pertanto, la causa va rinviata a nuovo ruolo, per la trattazione del ricorso in pubblica udienza presso la struttura.

P.Q.M.

La Corte rinvia la causa a nuovo ruolo, disponendo la trattazione del ricorso in pubblica udienza presso la struttura.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Seconda Civile della Corte Suprema di Cassazione, il 3 dicembre 2010.

Depositato in Cancelleria il 10 febbraio 2011

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