Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32550 del 14/12/2018

Cassazione civile sez. VI, 14/12/2018, (ud. 25/10/2018, dep. 14/12/2018), n.32550

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CURZIO Pietro – Presidente –

Dott. DORONZO Adriana – Consigliere –

Dott. GHINOY Paola – Consigliere –

Dott. SPENA Francesca – Consigliere –

Dott. DE MARINIS Nicola – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 20957-2017 proposto da:

M.V. elettivamente domiciliato in ROMA, VIA SAN TARCISIO

93, presso lo studio dell’avvocato RAIMONDO PIETRO, rappresentato e

difeso dall’avvocato PALERMO DOMENICO M.;

– ricorrente –

ENEL SPA in persona del legale rappresentante, elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA GIROLAMO DA CARPI 6, presso lo studio

dell’avvocato SILVESTRI RENATO, che la rappresenta e difende;

– controricorrente e ricorrente incidentale –

e contro

E.ON. PRODUZIONE SPA;

– intimata –

avverso la sentenza n. 806/2017 della CORTE D’APPELLO DI CATANZARO,

del 4/04/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 25/10/2018 dal Consigliere Relatore Dott. DE MARINIS

NICOLA.

Fatto

RILEVATO

che con sentenza del 1 giugno 2017, la Corte d’Appello di Catanzaro confermava la decisione resa dal Tribunale di Catanzaro e rigettava la domanda proposta da M.V. nei confronti di ENEL S.p.A. e di EON S.p.A. avente ad oggetto il riconoscimento del diritto alla ripetizione della somma che il primo aveva corrisposto all’ENEL S.p.A. per la fornitura di energia elettrica nel periodo 1.10.2004/22.2.2010, somma da ritenersi indebita per avere egli diritto allo sconto tariffario dell’80% sulle predette forniture spettante anche alla conclusione del rapporto di lavoro ai dipendenti, che, non cessati dal servizio per licenziamento disciplinare o dimissioni, lo avessero effettivamente prestato per 25 anni presso l’ENEL stessa o impresa ad essa trasferita;

che la decisione della Corte territoriale discende dall’aver questa ritenuto infondata l’eccezione di prescrizione sollevata da ENEL S.p.A. ed insussistente il diritto azionato dal M. non avendo il medesimo, trasferito, dopo 23 anni, dall’ENEL S.p.A., a seguito di cessione di ramo d’azienda, dapprima alla Elettrogen S.p.A. e successivamente alla Endesa S.p.A. oggi denominata EON S.p.A., maturato il periodo di servizio indicato dalla clausola collettiva e non essendo, al fine di ritenere quel periodo compiuto, invocabile l’art. 2112 c.c., prevedendo tale norma il mantenimento dei diritti già maturati nei confronti del datore di lavoro cedente;

che per la cassazione di tale decisione ricorre il M., affidando l’impugnazione ad un unico motivo, cui resiste, con controricorso, la sola ENEL S.p.A., non avendo la EON S.p.A., pur intimata, svolto alcuna attività difensiva;

che la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., è stata comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio non partecipata.

Diritto

CONSIDERATO

che, con l’unico motivo, il ricorrente, nel denunciare la violazione e falsa applicazione dell’art. 33 del CCNL di settore e dell’art. 2112 c.c. in una con il vizio di omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio di aver erroneamente interpretato la clausola contrattuale nella parte in cui prevede l’estensione del beneficio a quanti avessero maturato il periodo di servizio indicato anche presso aziende all’ENEL trasferite e di aver mancato di considerare operante nella specie il disposto di cui al primo comma dell’art. 2112 c.c. secondo cui il lavoratore, stante la prosecuzione presso il cessionario dell’originario rapporto, conserva tutti i diritti che da questo derivano;

che il motivo si rivela del tutto infondato essendo palese il travisamento ad opera del ricorrente dell’invocata previsione contrattuale, ampiamente riflessa nella stessa formulazione del ricorso, laddove alla citazione del testo della norma contrattuale “…dopo 25 anni di effettivo servizio presso l’ENEL o impresa ad esso trasferita” il ricorrente fa seguire tra parentesi il termine “succeduta”, evidentemente assunto come intercambiabile rispetto al primo, quando, viceversa, quest’ultimo termine risulta etimologicamente espressivo del fenomeno opposto, per il quale il lavoratore non viene ad assumere servizio presso l’ENEL proseguendo il rapporto di lavoro con tale Società cessionaria fruendo, così, in ragione dell’unitarietà del rapporto sancita dall’art. 2112 c.c., del beneficio maturando per effetto della prestazione del servizio a favore dell’ENEL, ma cessa dal servizio prestato presso l’ENEL per proseguirlo presso la diversa impresa cessionaria, a carico della quale può derivare soltanto l’obbligo di garantire al lavoratore medesimo, in base alla previsione del secondo comma dell’art. 2112 c.c., cui correttamente si è richiamata la Corte territoriale, la conservazione dei soli diritti già maturati presso l’Enel cedente, che, nella specie, non ricomprendono, appunto per il mancato decorso del periodo di servizio indicato ed insuscèttibile di compimento per la cessazione del servizio medesimo, il beneficio dello sconto tariffario sulla fornitura da parte dell’ENEL di energia elettrica, in base al quale il ricorrente agisce per la ripetizione delle somme versate alla Società medesima al predetto titolo;

che, pertanto, condividendosi la proposta del relatore, il ricorso va rigettato;

che le spese seguono la soccombenza e sono liquidate come da dispositivo.

PQM

La Corte rigetta il ricorso e condanna parte ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità che liquida in Euro 200,00 per esborsi ed Euro 1.500,00 per compensi oltre spese generali al 15% ed altri accessori di legge. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 25 ottobre 2018.

Depositato in Cancelleria il 14 dicembre 2018

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