Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32487 del 08/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 08/11/2021, (ud. 14/07/2021, dep. 08/11/2021), n.32487

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – rel. Consigliere –

Dott. CATALDI Michele – Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – Consigliere –

Dott. LO SARDO Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 16793-2020 proposto da:

C.A.R., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DELLA

PINETA SACCHETTI, 201, presso lo studio dell’avvocato GIAN LUCA

FONTANELLA, che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE – RISCOSSIONE, (OMISSIS);

– intimata –

avverso la sentenza n. 1623/3/2020 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE del LAZIO, depositata l’11/06/2020;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 14/07/2021 dal Consigliere Relatore Dott. ANTONIO

FRANCESCO ESPOSITO.

 

Fatto

RILEVATO

che:

C.A.R. proponeva ricorso dinanzi alla Commissione tributaria provinciale di Roma avverso alcuni estratti di ruolo eccependo la mancata notifica delle relative cartelle e l’intervenuta prescrizione delle relative pretese impositive. La commissione tributaria accoglieva il ricorso e condannava l’Agenzia delle entrate-Riscossione al pagamento delle spese processuali, liquidate in Euro 200,00.

Proponeva appello la contribuente lamentando la violazione dei minimi tariffari.

La Commissione tributaria regionale del Lazio, con sentenza in data 11 giugno 2020, accoglieva il gravame e condannava l’Agenzia delle entrate-Riscossione al pagamento delle spese del giudizio di primo grado, liquidate in Euro 1.067,00; compensava le spese del grado di appello “in considerazione della contumacia della parte resistente e della trattazione camerale della causa”.

Avverso la suddetta sentenza, con atto del (OMISSIS), la contribuente ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un motivo.

L’Agenzia delle entrate-Riscossione non ha svolto difese.

Sulla proposta del relatore ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., risulta regolarmente costituito il contraddittorio camerale.

Diritto

CONSIDERATO

che:

Con unico mezzo la ricorrente denuncia, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 15, con riferimento alla disposta compensazione delle spese del giudizio di appello. Il ricorso è fondato.

Giova premettere che in tema di spese giudiziali, le “gravi ed eccezionali ragioni”, indicate esplicitamente nella motivazione per giustificare la compensazione totale o parziale, non possono essere illogiche o erronee, altrimenti configurandosi il vizio di violazione di legge, denunciabile in sede di legittimità (Cass. n. 9977 del 2019).

Nella specie, la CTR ha compensato le spese del giudizio di primo grado “in considerazione della contumacia della parte resistente e della trattazione camerale della causa”.

Tali ragioni giustificatrici della disposta compensazione delle spese di lite appaiono erronee e illogiche, dato che non rientra nelle ipotesi delle “gravi ed eccezionali ragioni” di cui al D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 15, la contumacia del convenuto, in quanto la sostanziale soccombenza della controparte deve essere adeguatamente riconosciuta sotto il profilo della suddivisione del carico delle spese; le suddette ragioni non possono essere tratte dalla natura della controversia o della pronuncia o dalla struttura del tipo di procedimento contenzioso applicato o dalle disposizioni processuali che lo regolano o dalla natura dell’impugnazione, ma devono trovare riferimento in specifiche circostanze o aspetti della controversia decisa che il giudice è tenuto ad indicare esplicitamente e specificamente nella motivazione della sentenza (cfr. Cass. n. 23186 del 2020). In conclusione, in accoglimento del ricorso, la sentenza impugnata va dunque cassata, con rinvio alla Commissione tributaria regionale del Lazio, in diversa composizione, la quale provvederà anche in ordine alle spese del presente giudizio.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria regionale del Lazio, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 14 luglio 2021.

Depositato in Cancelleria il 8 novembre 2021

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