Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3234 del 02/02/2022

Cassazione civile sez. trib., 02/02/2022, (ud. 27/01/2022, dep. 02/02/2022), n.3234

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CRUCITTI Roberta – Presidente –

Dott. CATALDI Michele – Consigliere –

Dott. CONDELLO Pasqualina A. P. – Consigliere –

Dott. D’AQUINO Filippo – rel. Consigliere –

Dott. DI MARZIO Paolo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 4461/2015 R.G. proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore pro

tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello

Stato, presso la quale è domiciliata in Roma, via dei Portoghesi,

12;

– ricorrente –

contro

M.M. (C.F. (OMISSIS)), C.V. (C.F. (OMISSIS)),

C.R. (C.F. (OMISSIS)), C.F. (C.F. (OMISSIS)),

rappresentati e difesi dall’Avv. GRAZIA MARCHESE e dall’Avv.

CALOGERA SCIARRATTA in virtù di procura speciale il calce al

ricorso, elettivamente domiciliati presso lo studio dell’Avv.

ANGIOLINO ALBANESE in Roma, Via Cunfida, 20;

– controricorrenti –

nei confronti di:

RISCOSSIONE SICILIA SPA (C.F.), in persona del legale rappresentante

pro tempore;

– intimato –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Sicilia, n. 2010/25/14, depositata in data 17 giugno 2014.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 27 gennaio

2022 dal Consigliere Relatore Dott. D’Aquino Filippo.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

1. I contribuenti M.M., C. CALENTINA, C.R. E C.F., in qualità di eredi di C.G., hanno impugnato otto cartelle di pagamento, deducendo la mancata notificazione degli atti presupposti al de cuius, la decadenza dal diritto di riscossione, la prescrizione delle obbligazioni tributarie e e l’insussistenza del credito e in subordine l’inopponibilità delle sanzioni agli eredi.

2. La CTP di Agrigento ha accolto i ricorsi riuniti, accertando la decadenza dal diritto di riscossione e ha dichiarato il difetto di giurisdizione quanto alle spese di giustizia oggetto di una delle cartelle impugnate.

3. La CTR della Sicilia, con sentenza in data 17 giugno 2014, ha rigettato l’appello dell’Ufficio. Ha ritenuto il giudice di appello, per quanto qui rileva, che non sarebbe stata provata la notificazione degli atti presupposti al dante causa C.G., risultando insufficiente la documentazione prodotta dall’Amministrazione finanziaria in primo grado, né essendo stato rinvenuto il fascicolo di parte, né potendo tale notificazione essere assolta dalla notificazione delle cartelle agli eredi.

4. Propone ricorso per cassazione l’Ufficio, affidato a un unico motivo, cui resistono con controricorso i contribuenti; il concessionario della riscossione non si è costituito in giudizio.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

1. Con l’unico motivo si deduce, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, violazione del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 53, comma 3, e del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 50, comma 2, nella parte in cui la sentenza impugnata ha ritenuto che l’Ufficio non avesse provato l’intervenuta notificazione degli atti presupposti per carenza del fascicolo di parte. Osserva il ricorrente come la carenza del fascicolo processuale non attiene alla regolare costituzione in giudizio, dovendo essere trasmesso al giudice di appello dal giudice di primo grado. Deduce, inoltre, come sarebbe stato provato che tre delle cartelle impugnate sarebbero state notificate e che tale notificazione sarebbe avvenuta anche nei confronti degli eredi a termini del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 50, comma 2, dalla notificazione dell’avviso di intimazione ad adempiere.

2. Va rigettata l’eccezione di inammissibilità del ricorso articolata dai controricorrenti, posto che il ricorrente non fa questione della notificazione dell’atto notificato ma della prova dell’avvenuta notifica degli atti presupposti.

3. Il ricorso e’, comunque, inammissibile – come correttamente osservano i controricorrenti – in quanto non censura la specifica ratio decidendi della sentenza impugnata. La sentenza impugnata, come osservato dai controricorrenti, ha effettivamente preso in esame la documentazione prodotta dall’Ufficio in primo grado, ma la ha ritenuta insufficiente (“né (..) la documentazione prodotta in prime cure dall’amministrazione, costituita da dati estratti dalla banca dati, di ardua lettura ed interpretazione, può comunque far ritenere assolto l’onere della prova della ricezione degli atti in questione”). L’omesso esame del fascicolo di parte rilevato dal giudice, non riguarda il fascicolo trasmesso dalla CTP, ma il fascicolo di parte del grado di appello, che è onere della parte depositare.

4. Il ricorso e’, ulteriormente, inammissibile quanto alla deduzione dell’avvenuta notificazione di tre delle cartelle, in quanto contrastata dall’accertamento in fatto compiuta dal giudice di appello, che ha escluso che tali cartelle fossero state notificate. Tale accertamento in fatto non può essere rimesso in discussione con una censura di violazione di norme di legge, ma sotto il profilo del vizio di motivazione (Cass., Sez. VI, 3 dicembre 2019, n. 31546; Cass., Sez. U., 5 maggio 2006, n. 10313; Cass., Sez. VI, 12 ottobre 2017, n. 24054).

5. Inammissibile e’, infine, la deduzione dell’intervenuta notificazione dell’intimazione di pagamento agli eredi, in quanto estranea alla ratio decidendi della sentenza impugnata.

6. Il ricorso va, pertanto, dichiarato inammissibile, con spese regolate dalla soccombenza e liquidate come da dispositivo. Non opera a carico dell’Agenzia ricorrente il raddoppio del contributo unificato (Cass., Sez. VI, 29 gennaio 2016, n. 1778).

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso; condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali in favore dei controricorrenti, che liquida in complessivi Euro 5.600,00, oltre alle spese forfetarie nella misura del 15%, agli esborsi liquidati in Euro 200,00 ed agli accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 27 gennaio 2022.

Depositato in Cancelleria il 2 febbraio 2022

 

 

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