Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3218 del 02/02/2023

Cassazione civile sez. VI, 02/02/2022, (ud. 14/12/2020, dep. 02/02/2022), n.3218

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCODITTI Enrico – Presidente –

Dott. FIECCONI Francesca – Consigliere –

Dott. IANNELLO Emilio – Consigliere –

Dott. VALLE Cristiano – rel. Consigliere –

Dott. CRICENTI Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso n. 31424-2020 proposto da:

VERDI FATTORIE SOC. COOP. AGRICOLA, in persona del legale

rappresentante in carica, elettivamente domiciliata in ROMA, alla

piazza CAVOUR presso la CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE,

rappresentata e difesa dagli avvocati LOVELLI COSIMO e FILOSA

FRANCESCA;

– ricorrente –

contro

T.L.A., elettivamente domiciliato in ROMA, alla via

Luigi Pulci, n. 3, presso lo studio dell’avvocato NETTIS LEONARDO,

rappresentato e difeso dall’avvocato LILLO VITO;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1690/2020 della CORTE d’APPELLO di BARI, 2

depositata l’08/10/2020;

udita la relazione della causa svolta, nella camera di consiglio non

partecipata del 14/12/2021, dal Consigliere Relatore Dott. Valle

Cristiano, osserva quanto segue.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Soc. coop. agricola “Verdi fattorie” oppose il decreto ingiuntivo, per forniture di latte, ottenuto da T.L. nei suoi confronti. L’opposizione venne rigettata in primo grado e l’impugnazione interposta dalla detta società è stata rigettata dalla Corte di Appello di Bari.

Avverso la sentenza della Corte territoriale muove ricorso, atto affidato a due motivi, la Società Coop. “Verdi fattorie”.

Resiste con controricorso T.L..

La causa è stata avviata alla trattazione secondo il rito di cui agli artt. 375 e 380-bis c.p.c..

La proposta di manifesta inammissibilità del ricorso è stata ritualmente comunicata.

Non risulta il deposito di memorie.

Il primo motivo di ricorso è per art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, e concerne la prova del pagamento e deduce carenza di motivazione circa l’inidoneità della prova testimoniale.

Il motivo è inammissibile ai sensi dell’art. 348-ter c.p.c., comma 5, in quanto precluso dall’identità di apprezzamento dei giudici di merito sui fatti di causa e sull’impianto istruttorio e, inoltre, in quanto più che incentrarsi sulla una deduzione di un fatto decisivo omesso si concentra su un diverso apprezzamento delle risultanze dell’istruttoria. Il mezzo e’, inoltre, del tutto aspecifico, limitandosi ad una del tutto insufficiente (tutto il motivo è conchiuso in una pagina) esposizione.

Il secondo motivo è dedotto per violazione e (o) falsa applicazione dell’art. 115 c.p.c..

Il mezzo è inammissibile: in primo luogo l’accertamento della sussistenza di una contestazione ovvero d’una non contestazione, rientrando nel quadro dell’interpretazione del contenuto e dell’ampiezza dell’atto della parte, è funzione del giudice di merito, sindacabile in cassazione solo per vizio di motivazione (Cass. n. 27490 del 28/10/2019 Rv. 655681 – 01); in secondo luogo, in ordine alla asserita avvenuta contestazione, non risulta specificatamente indicata la sede processuale della contestazione ed il suo specifico contenuto e ciò in violazione dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6.

Il ricorso e’, per quanto motivato, inammissibile e tale deve essere dichiarato.

Le spese di lite di questa fase di legittimità seguono la soccombenza e, valutata l’attività processuale espletata, sono liquidate come da dispositivo e distratte in favore dell’avvocato L.V., che ha reso la dichiarazione di cui all’art. 93 c.p.c..

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, deve darsi atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso, condanna la ricorrente al pagamento delle spese di lite, che liquida in Euro 1.400,00, oltre Euro 200,00 per esborsi, oltre rimborso forfetario al 15%, oltre CA e IVA per legge, con distrazione in favore dell’avvocato L.V..

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Corte di Cassazione, sezione VI civile 3, il 14 dicembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 2 febbraio 2022

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA