Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32174 del 12/12/2018

Cassazione civile sez. I, 12/12/2018, (ud. 28/11/2018, dep. 12/12/2018), n.32174

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BISOGNI Giacinto – Presidente –

Dott. VALITUTTI Antonio – Consigliere –

Dott. TRICOMI Laura – Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. NAZZICONE Loredana – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso 7692/2018 proposto da:

A.N., domiciliato in Roma, Piazza Cavour, presso la

Cancelleria Civile della Corte di Cassazione, rappresentato e difeso

dall’avvocato Cavicchioli Marco, giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

Ministero dell’Interno – Commissione per la Protezione Internazionale

di Gorizia, in persona del Ministro pro tempore, domiciliato in

Roma, Via dei Portoghesi n. 12, presso l’Avvocatura Generale dello

Stato, che lo rappresenta e difende ope legis;

– controricorrente –

avverso il decreto del TRIBUNALE di TORINO, del 19/01/2018;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

28/11/2018 dal Cons. Dott. NAZZICONE LOREDANA;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CARDINO Alberto, che ha concluso per l’accoglimento del terzo

motivo;

udito, per il ricorrente, l’Avvocato Simone Trivelli, con delega, che

ha chiesto l’accoglimento del ricorso.

Fatto

RILEVATO

– che viene proposto ricorso avverso il decreto del Tribunale di Torino del 19 gennaio 2018, reiettivo del ricorso avverso il provvedimento negativo della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale;

– che si difende con controricorso il Ministero intimato.

Diritto

CONSIDERATO

– che il primo motivo contiene la “richiesta di sollevare una questione di legittimità costituzionale del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35-bis, introdotto dalla L. n. 46 del 2017, art. 6, comma 1, lett. g), per violazione dell’art. 3 Cost., comma 1; art. 24 Cost., commi 1 e 2; art. 111 Cost., commi 1, 2 e 4; art. 117 Cost., comma 1, quest’ultimo parametro così come integrato dall’art. 46, paragrafo 3 della Direttiva numero 32/2013 e dagli artt. 6 e 13 della Cedu, per quanto concerne la previsione del rito camerale ex artt. 737 c.p.c. e segg. e relative deroghe espresse dal legislatore, nelle controversie in materia di protezione internazionale”;

– che il secondo motivo pone la “richiesta di sollevare una questione di legittimità costituzionale del combinato disposto del D.L. n. 13 del 2017, art. 6, comma 1, lett. g) e art. 21, comma 1, così come convertito nella L. n. 46 del 2017, per violazione dell’art. 3 Cost., comma 1 e art. 77 Cost., comma 2, per mancanza dei presupposti di necessità e urgenza nell’emanazione dello stesso decreto legge, per quanto concerne il differimento dell’efficacia temporale e, quindi, dell’entrata in vigore del nuovo rito in materia di protezione internazionale”;

– che il terzo motivo deduce la violazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35-bis, comma 11, censurando la sentenza impugnata per aver escluso la necessità della fissazione dell’udienza di comparizione delle parti;

– che sia le questioni di costituzionalità sollevate, sia quella relativa alla necessità o non di fissare in ogni caso l’udienza di comparizione delle parti, sono già state affrontate da altra decisione di questa Corte (Cass. 5 luglio 2018, n. 17717);

– che questa Corte, con ordinanza interlocutoria della sezione 6-1 civile n. 27709/2018, ha rimesso alla pubblica udienza della prima sezione la questione relativa alla ammissibilità o inammissibilità del ricorso per cassazione che denunci la mancata effettuazione della udienza in caso di indisponibilità della videoregistrazione a prescindere da una concreta deduzione circa la lesione del diritto di difesa derivata da tale nullità;

ritenuto che:

E’ opportuno che la questione venga decisa nella stessa udienza e che a tal fine è necessario un rinvio della causa a nuovo ruolo.

P.Q.M.

La Corte rinvia la causa a nuovo ruolo.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 28 novembre 2018.

Depositato in Cancelleria il 12 dicembre 2018

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