Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32129 del 05/11/2021

Cassazione civile sez. VI, 05/11/2021, (ud. 26/05/2021, dep. 05/11/2021), n.32129

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. SCRIMA Antonietta – rel. Consigliere –

Dott. IANNELLO Emilio – Consigliere –

Dott. VALLE Cristiano – Consigliere –

Dott. CRICENTI Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 31207-2019 proposto da:

FALLIMENTO (OMISSIS) SPA, in persona del Curatore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA MONTE SERRONE 15, presso lo

studio dell’avvocato DANIELA BUONAMASSA, rappresentato e difeso

dall’avvocato MANUELA AVINO;

– ricorrente –

contro

S.C., P.B.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 1621/2019 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,

depositata il 21/03/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 26/05/2021 dal Consigliere Relatore Dott. ANTONIETTA

SCRIMA.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

Il Fallimento della (OMISSIS) S.p.a. (d’ora innanzi, per brevità, anche “Fallimento (OMISSIS)”), premettendo di aver agito per il risarcimento dei danni nei confronti di S.G. e S.C., amministratori della detta società fallita, per i pregiudizi dagli stessi arrecati alla predette società ed ai creditori sociali a causa di illeciti commessi nella gestione sociale, convenne in giudizio S.G., Pa.El., S.C. e P.B., chiedendo:

– la declaratoria della simulazione assoluta o la revoca ex art. 2901 c.c. della convenzione patrimoniale contenuta nel verbale di separazione personale dei coniugi S.G. e Pa.El., omologata con decreto emesso dal Tribunale di Napoli il 17.6.2008, nonché dell’atto per notar D.M.S. del (OMISSIS), rep. (OMISSIS), racc. (OMISSIS), con il quale il S. aveva trasferito alla Pa. la piena proprietà dei seguenti immobili:

1. appartamento sito nel Comune di (OMISSIS), alla via (OMISSIS), riportato nel NCEU al foglio (OMISSIS), mappale (OMISSIS), sub 2, via (OMISSIS);

2. fabbricato con annessa area scoperta pertinenziale di circa mq. 230, nel Comune di (OMISSIS), al (OMISSIS), indentificato nel NCEU al foglio (OMISSIS), mappale (OMISSIS), sub (OMISSIS), viale (OMISSIS) nonché sub 2, viale (OMISSIS);

– la declaratoria di simulazione assoluta o, in via subordinata, la simulazione relativa oggettiva e la nullità della donazione per difetto della prescritta forma ad subsantiam o, in via ulteriormente gradata, la revoca ex art. 2901 c.c., del contratto di compravendita per notar D.M.S. del (OMISSIS), rep. (OMISSIS), racc. (OMISSIS), trascritto alla Conservatoria dei RR.II. di Napoli (OMISSIS) il (OMISSIS) ai nn. (OMISSIS), in forza del quale S.C. aveva venduto a P.B. la piena proprietà del seguente immobile, facente parte del fabbricato in (OMISSIS), oggi via (OMISSIS) e più precisamente: appartamento al terzo piano oltre il rialzato, distinto con il n. (OMISSIS), confinante con pianerottolo e cassa scale, appartamento int. (OMISSIS), viale (OMISSIS), riportato al NCEU al foglio (OMISSIS), mappale (OMISSIS), sub (OMISSIS), viale (OMISSIS);

– la declaratoria di simulazione assoluta o, in subordine, la revoca o l’inefficacia ex art. 2901, del negozio per notar D.M.S. del 23 luglio 2008, rep. (OMISSIS), racc. (OMISSIS), in virtù del quale P.B. aveva acconsentito all’iscrizione di ipoteca convenzionale sull’immobile vendutogli nonché dell’iscrizione di ipoteca volontaria iscritta all’Agenzia del Territorio Ufficio Provinciale di Napoli Servizio di Pubblicità Immobiliare Circoscrizione di Napoli (OMISSIS) il (OMISSIS), al nn. (OMISSIS) a favore di S.C. e contro P.B., ordinandone la cancellazione;

– l’ordine ai competenti Uffici dell’Agenzia del Territorio dell’effettuazione delle conseguenziali trascrizioni e/o annotazioni dell’emananda sentenza.

Si costituirono in giudizio i convenuti, eccependo, nel merito, l’infondatezza delle domande proposte dal Fallimento (OMISSIS).

Il Tribunale di Napoli – Sezione distaccata di Portici, con sentenza n. 31/2013, depositata il 30.1.2013, statuì nei termini appreso indicati:

A) accolse la prima domanda principale e, per l’effetto:

dichiarò la simulazione assoluta rispetto al fallimento attore della convenzione patrimoniale convenuta nel verbale di separazione dei coniugi S.G. ed Pa.El., omologata con decreto emesso dal Tribunale di Napoli il 17.6.2008, nonché dell’atto pubblico per notaio D.M.S. del (OMISSIS), rep. (OMISSIS), racc. (OMISSIS), trascritto alle Conservatorie dei RR.II. di Avellino il (OMISSIS) ai nn. (OMISSIS) e di Napoli (OMISSIS) il (OMISSIS) ai nn. (OMISSIS), con il quale S.G. aveva trasferito ad Pa.El. la piena proprietà dei seguenti immobili: 1) nel Comune di (OMISSIS), appartamento alla via (OMISSIS), riportato nel NCEU al foglio (OMISSIS), mappale (OMISSIS), sub (OMISSIS), Via (OMISSIS); 2) nel Comune di Portici, al (OMISSIS), piccolo fabbricato con annessa area scoperta pertinenziale di circa mq. 230, indentificato nel NCEU al foglio (OMISSIS), mappale (OMISSIS), sub 1, viale (OMISSIS) nonché sub (OMISSIS), viale (OMISSIS);

B) accolse la seconda domanda e, per l’effetto:

dichiarò la simulazione relativa e la conseguente nullità della dissimulata donazione quanto al contratto di compravendita per notar D.M.S. del (OMISSIS), rep. (OMISSIS), racc. (OMISSIS), trascritto alla Conservatoria RR. II. di Napoli (OMISSIS) il (OMISSIS) ai nn. (OMISSIS), in forza del quale S.C. aveva venduto a P.B. la piena prorietà del seguente immobile, facente parte del fabbricato in Portici alla via (OMISSIS), oggi via (OMISSIS) e più precisamente:

appartamento al terzo piano oltre il rialzato, distinto con il n. (OMISSIS), confinante con pianerottolo e cassa scale, appartamento int. (OMISSIS), viale (OMISSIS), riportato al NCEU al foglio (OMISSIS), mappale (OMISSIS), sub (OMISSIS), viale (OMISSIS);

ed in virtù del quale P.B. aveva acconsentito all’iscrizione di ipoteca convenzionale sull’immobile vendutogli;

dichiarò la nullità dell’iscrizione d’ipoteca volontaria eseguita presso l’Agenzia del Territorio Ufficio Provinciale di Napoli Servizio di Pubblicità Immobiliare Circoscrizione di Napoli (OMISSIS), eseguita il (OMISSIS) ai nn. (OMISSIS) a favore di S.C. e contro P.B., ordinandone la cancellazione;

C) condannò i convenuti S.G., Pa.El., S.C. e P.B. la rifusione delle spese di lite in favore del Fallimento (OMISSIS) Spa (n. 176/2009, Tribunale Napoli) – liquidate con separato provvedimento a norma del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 82 e con anticipazione a carico dell’Erario – disponendo che il relativo pagamento fosse eseguito in favore dello Stato; ordinò ai competenti uffici dell’Agenzia del territorio l’annotazione di quella sentenza a margine della trascrizione della domanda.

Avverso la sentenza di primo grado S.G., Pa.El., S.C. e P.B. proposero impugnazione.

Si costituì il Fallimento (OMISSIS) S.p.a., chiedendo, nel merito, il rigetto del gravame in quanto infondato; in via gradata, ed in caso di accoglimento dell’impugnazione, ripropose le domande subordinate avanzate nel giudizio di primo grado e sulle quali il Tribunale non si era pronunciato in quanto assortite dalla statuizione adottata. La parte appellata chiese, altresì, la correzione degli errori materiali contenuti nella sentenza di primo grado e la condanna degli appellanti al pagamento, in solido tra loro, delle spese e dei compensi del giudizio di gravarne, con ogni ulteriore provvedimento conseguenziale.

La Corte di appello di Napoli, con sentenza n. 1621/2019, depositata il 21 marzo 20l9 statuì come di seguito indicato: 1) accolse parzialmente l’appello in riforma del capo b) dell’impugnata sentenza, che così venne sostituito, accolse la domanda di revocatoria proposta dal Fallimento (OMISSIS) S.p.a. e, per l’effetto dichiarò l’inefficacia nei suoi confronti del contratto di compravendita per notar D.M.S. del (OMISSIS), rep. (OMISSIS), racc. (OMISSIS), trascritto alla Conservatoria dei RR.II. di Napoli (OMISSIS) il (OMISSIS) ai nn. (OMISSIS), in forza del quale S.C. aveva venduto a P.B. la piena proprietà del seguente immobile, facente parte del fabbricato in (OMISSIS), oggi via (OMISSIS) e più precisamente: appartamento al terzo piano oltre il rialzato, distinto con il n. 24, confinante con pianerottolo e cassa scale, appartamento int. (OMISSIS), viale (OMISSIS), riportato al NCEU al foglio (OMISSIS), mappale (OMISSIS), sub (OMISSIS), viale (OMISSIS); ed in virtù del quale P.B. aveva acconsentito all’iscrizione di ipoteca convenzionale sull’immobile vendutogli; 2) condannò gli appellanti S.G., Pa.El., S.C. e P.B., in solido, alla rifusione delle spese di lite in favore del Fallimento (OMISSIS) S.p.a.; 3) dispose la correzione degli errori materiali contenuti nella sentenza impugnata, nel senso cha, laddove risultava scritto: “(OMISSIS) S.p.A.”, dovesse intendersi e eggersi “Fallimento (OMISSIS) S.p.A.: e, laddove risultava scritto: “nn. (OMISSIS)”, dovesse intendersi e leggersi: “nn. (OMISSIS)”.

Avverso la sentenza della Corte di merito e nei confronti di S.C. e P.B., Fallimento (OMISSIS) S.p.a. ha proposto ricorso per cassazione basato su un unico motivo, illustrato la memoria.

Il ricorrente ha rappresentato di aver notificato il ricorso anche a S.G. ed a Pa.El. al fine di mera litis denuntiatio.

Gli intimati non hanno svolto attività difensiva in questa sede.

La proposta del relatore è stata ritualmente comunicata, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c..

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Con l’unico motivo ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, rubricato “error in procedendo – omessa pronuncia – violazione del principio di corrispondenza chiesto e pronunciato ex art. 112 c.p.c. – nullità parziale della sentenza – rilevabilità ex art. 161 c.p.c., comma 1”, il ricorrente sostiene che la Corte di merito non avrebbe statuito su tutta la domanda proposta dal Fallimento nei confronti di S.C. e P.B.. In particolare deduce di aver riproposto in sede di appello, nel caso di accoglimento del gravame proposto ex adverso, le domande avanzate in via subordinata sulle quali il Tribunale non si era pronunciato in quanto assorbite dall’accoglimento della domanda principale di simulazione assoluta nei confronti di S.G. ed Pa.El. e dall’accoglimento della domanda di simulazione relativa proposta nei quanto confronti di S.C.. Per quanto ancora rileva in questa sede, rappresenta di aver riproposte, tra l’altro, la domanda di revoca ex art. 2901 c.c. del negozio contenuto nell’atto pubblico per notaio D.M.S. del (OMISSIS) (rep. (OMISSIS) – racc. (OMISSIS)) con cui P.B. ha acconsentito alla iscrizione di ipoteca convenzionale sull’immobile vendutogli con il medesimo atto da S.C., nonché della ipoteca medesima, iscritta presso l’Agenzia del Territorio Ufficio Provinciale di Napoli Servizio di Pubblicità Immobiliare Circoscrizione di Napoli (OMISSIS) il (OMISSIS) ai nn. (OMISSIS) a favore di S.C. e contro P.B.. Lamenta che la Corte territoriale, pur avendo dichiarato l’inefficacia del richiamato contratto, non ha invece dichiarato, nel dispositivo, l’inefficacia della iscrizione ipotecaria in parola, a dispetto della specifica domanda avanzata al riguardo, con conseguente omessa pronuncia e violazione dell’art. 112 c.p.c..

1.1. Il motivo è infondato.

Ed invero, come risulta dalla sentenza impugnata (v. p. 22 e 23 e ultima parte del capo 1) dispositivo), la Corte territoriale non ha affatto omesso di statuire della inefficacia dell’iscrizione ipotecaria in parola in dispositivo avendo, invece, espressamente ritenuto che oltre all’atto di compravendita di cui al rogito del (OMISSIS) andava revocato “il negozio, contenuto nel suddetto rogito del (OMISSIS), in virtù del quale P.B. ha prestato consenso alla iscrizione è ipoteca convenzionale” (v. sentenza impugnata, p. 21), precisando poi che “La revoca ex art. 2901 c.c. del suddetto contratto di compravendita del (OMISSIS) e del negozio in esso contenuto, in forza del quale P.B. ha prestato consenso all’iscrizione di ipoteca volontaria e dell’ipoteca medesima iscritta nei RP.II. di Napoli (OMISSIS) il (OMISSIS) ai nn. (OMISSIS), non potrà in ogni caso comportare, tuttavia, come del pari richiesto dalla curatela, l’ordine di cancellazione della menzionata iscrizione di ipoteca volontaria. Tenuto conto, infatti, della finalità dell’azione revocatoria ordinaria, diretta a perseguire scopi non specificamente restitutori o recuperatori, ma di ricostituzione e conservazione della garanzia generica sul patrimonio del debitore, in favore del creditore agente in revocatoria, attraverso appunto la dichiarazione di inefficacia dell’atto dispositivo…, l’accoglimento della domanda revocatoria ordinaria comporterà esclusivamente l’inefficacia dei predetti atti nei confronti dell’istante ed il conseguente assoggettamento del terzo alle azioni esecutive sul bene oggetto di vendita, atto quest’ultimo che, quantunque inopponibile al creditore agente, manterrà comunque intatta la sua intrinseca validità in applicazione dei principi generali che regolano la materia in questione” (v. sentenza impugnata, p. 22). Inoltre, al capo 1) del dispositivo della sentenza impugnala, la Corte di merito ha espressamente statuito nei termini appresso precisati: “1) accoglie parzialmente l’appello e in riforma del capo b) dell’impugnata sentenza, che così è sostituito, accoglie la domanda di revocatoria proposta dal Fallimento (OMISSIS) S.p.A. e, per l’effetto dichiara l’inefficacia nei confronti contratto di compravendita per notar D.M.S. del (OMISSIS), rep. (OMISSIS), racc. (OMISSIS), trascritto alla Conservatoria dei RR.II. di Napoli (OMISSIS) il (OMISSIS) ai nn. (OMISSIS), in forza del quale S.C. aveva venduto a P.B. la propnetà del seguente immobile. ed in virtù del quale P.B. aveva acconsentito all’iscrizione di ipoteca convenzionale sull’immobile vendutogli”.

Neppure, quindi, risulta del tutto colta la ratio decidendi sul punto in questione della sentenza impugnata, avendo la Corte di merito chiaramente inteso la domanda in relazione alla quale si lamenta l’omessa pronunzia in dispositivo come funzionale alla richiesta di ordine di cancellazione dell’iscrizione motivatamente disattesa.

Va, infine, evidenziato, con riferimento a quanto paventato in memoria dalla ricorrente difficoltà, allo stato del tutto ipotetiche, di provvedere all’annotazione della sentenza, che l’iscrizione dell’ipoteca in parola si basa sull’atto di consenso dichiarato espressamente inefficace nei confronti dell’attuale ricorrente.

2. Il ricorso va, pertanto, rigettato.

3. Non vi è luogo a provvedere per le spese del presente giudizio di legittimità nei confronti degli intimati, non avendo gli stessi svolto attività difensiva in questa sede.

4. Va dato atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, se dovuto, da parte del ricorrente, ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis (Cass., sez. un., 20/02/2020, n. 4315), evidenziandosi che il presupposto dell’insorgenza di tale obbligo non è collegato alla condanna alle spese, ma al fatto oggettivo ce rigetto integrale o della definizione in rito, negativa per l’impugnante, del gravame (v. Cass. 13 maggio 2014, n. 10306).

PQM

La Corte rigetta il ricorso, ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, se dovuto, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile – 3 della Corte Suprema il Cassazione, il 26 maggio 2021.

Depositato in Cancelleria il 5 novembre 2021

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