Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3212 del 09/02/2018


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Civile Ord. Sez. L Num. 3212 Anno 2018
Presidente: NAPOLETANO GIUSEPPE
Relatore: DE FELICE ALFONSINA

ORDINANZA

sul ricorso 22827-2012 proposto da:
CERRACCHIO

GIANLUCA

C.F.

CRRGLC73T29F839R,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA VENTUNO APRILE
11, presso lo studio dell’avvocato SALVATORE ALBERTO
ROMANO, che lo rappresenta e difende unitamente
all’avvocato CORRADO MORRONE, giusta delega in atti;
– ricorrente contro

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA
RICERCA C.F. 80185250588, in persona del Ministro pro
tempore, rappresentato e difeso dall’AVVOCATURA
GENERALE DELLO STATO presso i cui Uffici domicilia in
ROMA, alla VIA DEI PORTOGHESI N. 12 (Atto di

Data pubblicazione: 09/02/2018

Costituzione del 28/11/2012);
– resistente con mandato

avverso la sentenza n. 2571/2012 della CORTE
D’APPELLO di ROMA, depositata il 13/04/2012 R.G.N.

2412/2008.

R.G. 22827/2012

RILEVATO

Che la Corte d’Appello in epigrafe ha confermato, con diversa motivazione, la
sentenza di prime cure, rigettando la domanda di risarcimento del danno per tardiva
assunzione da parte del MIUR di Gianluca Cerracchio, vincitore di un concorso per

quarto posto della graduatoria pubblicata il 3/12/2001; che la predetta graduatoria
veniva pubblicata in corrispondenza temporale rispetto all’introduzione del blocco delle
assunzioni da parte della I. n.448 del 28/12/2001, reiterato con la I. n.289/2002
(art.34). Che il Governo aveva autorizzato deroghe nei confronti del Miur con d.p.r.
n.31/7/2003, in seguito alle quali il Cerracchio poté essere assunto nel novembre
2003, prima con contratto part time e successivamente, dal dicembre 2006, con
contratto full time in seguito alla trasformazione del precedente contratto, autorizzata
dal d.p.r. 6/9/2005, subendo, così, un ritardo di alcuni anni rispetto al superamento
della procedura concorsuale.
Che la Corte d’Appello ha escluso sia il diritto all’assunzione in deroga alla legge
finanziaria, sia il diritto ad un risarcimento, non avendo ritenuto provato il danno
causato al ricorrente, sul presupposto che la p.a. non avesse commesso alcun atto, o
tenuto alcun comportamento contra jus.
Che avverso tale sentenza interpone ricorso in Cassazione Gianluca Cerracchio con tre
censure illustrate da memoria, mentre il MIUR, presso i cui ruoli il ricorrente era
transitato nel 2000, citato in giudizio, si costituisce al solo fine di partecipare
all’udienza di discussione, ai sensi dell’art. 370 co. 1, del codice di rito.
CONSIDERATO
Che con la prima censura il ricorrente deduce omessa, e insufficiente motivazione
in merito al comportamento tenuto dall’amministrazione nei mesi tra l’ottobre 2001 e
dicembre 2001, ossia tra la conclusione del concorso e la pubblicazione della
graduatoria, posto che dall’istruttoria era risultato che il Ministero non avesse neanche
avviato la procedura per l’assunzione; deduce inoltre che la sentenza è viziata anche
per violazione degli artt. 1218, 1175 e 1176 cod. civ.
Che nella seconda censura il vizio di omessa e insufficiente motivazione si
appunta sull’avere, la sentenza gravata, ignorato la circostanza, citata dall’appellante,

dieci unità di personale della qualifica funzionario amministrativo C2, collocatosi al

i

per la quale il Ministero della Sanità aveva assunto i vincitori di un concorso a meno di
due mesi dalla conclusione della procedura, proprio per evitare di incorrere
nell’imminente blocco del tum over di cui le pubbliche amministrazioni, soprattutto
centrali, erano a conoscenza. Che la doglianza deduce altresì, il vizio di violazione di
legge (artt. 1218, 1175 e 1176 cod. civ.).
Che nella terza e ultima censura parte ricorrente denuncia la sentenza gravata
per omessa motivazione circa il mancato accoglimento dell’eccezione

Cost., là dove non ha ritenuto di escludere, dal proprio ambito di applicazione, i
vincitori inclusi nelle graduatorie già pubblicate.
Che la prima censura è inammissibile perché parte ricorrente si limita a censurare
l’apprezzamento e il convincimento del Giudice dell’Appello, secondo cui il diritto
all’assunzione non si era consolidato con la pubblicazione della graduatoria, un mese
prima dell’intervenuto blocco delle assunzioni, in quanto difforme da quello auspicato,
mirando a un riesame del merito precluso in questa sede (Cass. n.25332/2014).
Che anche la seconda censura è inammissibile poiché il controllo di legittimità sul
punto della motivazione concernente l’assenza del danno in capo al ricorrente è
domandato in relazione a un fatto estraneo al giudizio de quo, che non può certo
considerarsi decisivo in riferimento all’oggetto dell’attuale controversia.
Che la terza censura, in base alla giurisprudenza di questa Corte, è inammissibile.
La Corte ha infatti deciso che “…Il vizio di motivazione ex art. 360, comma 1 del cod.
di proc. civ. può essere proposto con riferimento all’accertamento e alla valutazione
dei fatti, effettuati dal giudice di merito, ma non con riguardo ad una questione di
legittimità costituzionale, che costituisce una questione di diritto che può essere
sollevata d’ufficio dalla Corte di cassazione, ove non sia manifestamente infondata,
quali che siano i difetti formali nei quali sia incorso il giudice di merito nella sua
argomentazione” (Cass. n.17224/2010).
Che pertanto, essendo le censure inammissibili, il ricorso va rigettato, senza
provvedere sulle spese per l’assenza di attività difensiva da parte del Ministero
dell’Istruzione, Università e Ricerca.
P.Q.M.
La Corte rigetta il ricorso. Nulla per le spese.

2

d’incostituzionalità della I. n.448/2001 (art. 19) per violazione degli artt. 3, 4, 97

Così deciso all’Adunanza Camerale del 27/9/2017

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