Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32108 del 12/12/2018

Cassazione civile sez. trib., 12/12/2018, (ud. 14/11/2018, dep. 12/12/2018), n.32108

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CAMPANILE Pietro – Presidente –

Dott. LOCATELLI Giuseppe – Consigliere –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. GIUDICEPIETRO Andreina – rel. Consigliere –

Dott. FEDERICI Francesco – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 11661/2012 R.G. proposto da:

G. Trasporti s.n.c. di G.R.T. & C., in persona

del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa

dall’avv. Francesco Napolitano, presso cui è elettivamente

domiciliata in Roma alla via Po n. 9;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate, in persona del direttore pro tempore,

rappresentata dall’Avvocatura Generale dello Stato, con domicilio

legale in Roma, via dei Portoghesi, n. 12, presso l’Avvocatura

Generale dello Stato;

– controricorrente –

avverso la sentenza emessa dalla Commissione Tributaria Regionale

della Campania, sezione staccata di Salerno, n. 449/9/11 del

12/10/2011, depositata il 26/10/2011 e non notificata;

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 14 novembre

2018 dal Consigliere Giudicepietro Andreina.

Fatto

RILEVATO

CHE:

1. la società G. Trasporti s.n.c. di G.R.T. & C. ricorre con cinque motivi contro l’Agenzia delle Entrate per la cassazione della sentenza emessa dalla Commissione Tributaria Regionale della Campania, sezione staccata di Salerno, n. 449/9/11 del 12/10/2011, depositata il 26/10/2011 e non notificata, che ha parzialmente accolto l’appello della società, rideterminando l’incidenza dei costi sui ricavi in misura dell’82%, in luogo della percentuale del 75% indicata nell’avviso di accertamento oggetto di impugnativa;

2. con la sentenza impugnata, la C.T.R. della Campania, pur dando atto che il giudizio di primo grado si era svolto con la partecipazione dei soci G.R.T. e D.L.R., non riteneva di disporre l’integrazione del litisconsorzio nei confronti di questi ultimi, che, non avendo a loro volta proposto impugnazione avverso la sentenza della C.T.P. di Avellino, avevano mostrato acquiescenza alla stessa;

nel merito, il giudice di secondo grado, ritenendo che i soci avrebbero potuto eventualmente avvantaggiarsi del giudicato favorevole (mentre non avrebbero potuto avere pregiudizio da un giudicato sfavorevole, che non era opponibile agli stessi), accoglieva in parte l’appello della società;

3. la società ha proposto ricorso per la cassazione della sentenza della C.T.R., al quale l’Agenzia delle Entrate ha resistito con controricorso;

4. il ricorso è stato fissato per la camera di consiglio del 14 novembre 2018, ai sensi dell’art. 375 c.p.c., u.c. e dell’art. 380 bis 1 c.p.c., il primo come modificato ed il secondo introdotto dal D.L. 31 agosto 2016, n. 168, conv. in L. 25 ottobre 2016, n. 197.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

preliminarmente, deve rilevarsi che il giudizio di secondo grado si è svolto senza la partecipazione dei soci G.R.T. e D.L.R., litisconsorti necessari, che avevano partecipato al giudizio di primo grado;

invero, secondo il consolidato indirizzo della Corte, “in materia tributaria, l’unitarietà dell’accertamento che è alla base della rettifica delle dichiarazioni dei redditi delle società di persone e delle associazioni di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 5 e dei soci delle stesse e la conseguente automatica imputazione dei redditi a ciascun socio, proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili ed indipendentemente dalla percezione degli stessi, comporta che il ricorso tributario proposto, anche avverso un solo avviso di rettifica, da uno dei soci o dalla società riguarda inscindibilmente sia la società che tutti i soci – salvo il caso in cui questi prospettino questioni personali -” (Cass. S.U. sent. n. 14815/08);

nel caso di specie il giudizio di appello, promosso dalla società ed avente ad oggetto la fondatezza dell’accertamento nei confronti della stessa, che si riflette sulle posizioni dei singoli soci, si è svolto senza la necessaria partecipazione di questi ultimi, che avevano partecipato al giudizio di primo grado;

“l’unitarietà dell’accertamento del maggior reddito delle società di persone e dei soci delle stesse, D.P.R. n. 917 del 1986, ex art. 5, comporta un litisconsorzio necessario tra società e soci, in difetto del quale la sentenza, anche di appello, è affetta da radicale nullità ed il procedimento deve essere rinviato al giudice di primo grado” (Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 1472 del 22/01/2018);

deve, quindi, dichiararsi la nullità del giudizio di appello e della conseguente sentenza, rimettendo le parti innanzi alla C.T.R. della Campania, sezione staccata di Salerno, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

la Corte dichiara la nullità del giudizio di appello e della conseguente sentenza e rimette le parti innanzi alla C.T.R. della Campania, sezione staccata di Salerno, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 14 novembre 2018.

Depositato in Cancelleria il 12 dicembre 2018

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