Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32067 del 12/12/2018

Cassazione civile sez. VI, 12/12/2018, (ud. 13/11/2018, dep. 12/12/2018), n.32067

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GENOVESE Francesco Antonio – Presidente –

Dott. SCALDAFERRI Andrea – Consigliere –

Dott. SAMBITO Maria Giovanna C. – rel. Consigliere –

Dott. VALITUTTI Antonio – Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 13478-2018 proposto da:

MINISTERO DELL’INTERNO (OMISSIS), in persona del Ministro pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

N.M.;

– intimato –

avverso l’ordinanza n. 184/2017 del GIUDICE DI PACE di LIVORNO,

depositata il 23/10/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 13/11/2018 dal Consigliere Relatore Dott. MARIA

GIOVANNA C. SAMBITO.

Fatto

FATTI DI CAUSA

Con ricorso depositato il 21.04.2016, N.M. adiva il Giudice di Pace di Livorno per sentir dichiarare l’annullamento del provvedimento di espulsione, emesso dal Prefetto di Livorno il 22.03.2016. Il Giudice adito accoglieva la domanda, ritenendo nulli il decreto ed il conseguente ordine di espulsione per essere stati entrambi notificati in copia semplice. Avverso la predetta ordinanza propone ricorso il Ministero dell’Interno, denunciando: a) la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 82 del 2005, artt. 45 e 47; del D. Lgs. n. 82 del 2005, art. 1, comma 1, lett. i)-bis e i)-ter ed art. 22, comma 3; della L. n. 241 del 1990, art. 21-octies, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3. N.M. non ha depositato difese.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Con il proposto ricorso, il Ministero dell’Interno contesta la pronuncia del Giudice di merito per aver violato la disciplina contenuta nel Codice dell’Amministrazione Digitale, in tema di trasmissione dei documenti informatici, e per non aver adeguatamente considerato la normativa in tema di validità dell’atto amministrativo, che esclude la notificazione dai vizi invalidanti lo stesso.

2. Il ricorso è infondato.

3. In tema di requisiti di validità dell’atto espulsivo del Prefetto, questa Corte ha più volte, condivisibilmente, affermato che sussiste il radicale vizio di nullità dell’espulsione, per difetto della sua necessaria formalità comunicatoria, tutte le volte in cui all’espellendo venga comunicata, come accertato nella specie, una mera copia libera o informale dell’atto in quanto non sottoscritta dal Prefetto ovvero non recante attestazione di conformità all’originale. Anche recentemente questa Corte ha ribadito che “in tema di espulsione dello straniero dal territorio dello Stato, il provvedimento prefettizio è nullo qualora all’espellendo ne venga consegnata una mera copia priva della necessaria attestazione di conformità all’originale” (Cass. n. 23171 del 12/11/2015; n. 13304 del 12/06/2014; n. 17569 del 27/07/2010; n. 28884 del 30/12/2005).

4. Se, a tale stregua, la norma di cui alla L. n. 241 del 1990, art. 21-octies, in tema di vizi che comportano l’annullabilità degli atti amministrativi, non è richiamata a proposito, le disposizioni in tema di documenti trasmessi ad una p.A., di trasmissione di documenti tra distinte p.A., o relative alla validità delle copie informatiche di documenti formati su supporto analogico, a parte che muovono da un presupposto di fatto che non trova riscontro nel provvedimento impugnato, non sono nella specie rilevanti, in quanto il richiamato orientamento sanziona con la nullità il provvedimento prefettizio di espulsione, in ragione del vizio della procedura comunicatoria.

5. Non vi è luogo a provvedere sulle spese, stante la mancata costituzione della parte intimata, nè per dare atto della sussistenza dell’obbligo del versamento del doppio contributo, di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, per essere l’Amministrazione ricorrente istituzionalmente esonerata, per valutazione normativa della sua qualità soggettiva, dal materiale versamento del contributo stesso, mediante il meccanismo della prenotazione a debito.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso.

Così deciso in Roma, il 13 novembre 2018.

Depositato in Cancelleria il 12 dicembre 2018

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