Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3202 del 02/02/2022

Cassazione civile sez. VI, 02/02/2022, (ud. 14/12/2020, dep. 02/02/2022), n.3202

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCODITTI Enrico – Presidente –

Dott. FIECCONI Francesca – Consigliere –

Dott. IANNELLO Emilio – Consigliere –

Dott. VALLE Cristiano – rel. Consigliere –

Dott. CRICENTI Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso n. 5194-2021 proposto da:

D.E., domiciliato in ROMA, alla piazza CAVOUR, presso

la CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE, rappresentato e difeso

dall’avvocato LORETTA GROPPI;

– ricorrente –

contro

ASSICOOP EMILIA NORD S.R.L., in persona del legale rappresentante in

carica, elettivamente domiciliata in ROMA, alla via GERMANICO n.

101, presso lo studio dell’avvocato STEFANO PECONI, che la

rappresenta e difende unitamente all’avvocato CLAUDIO VINCETTI;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 367/2020 del TRIBUNALE di PIACENZA, depositata

il 07/07/2020;

udita la relazione della causa svolta, nella Camera di Consiglio non

partecipata del 14/12/2021, dal Consigliere Relatore Dott. Valle

Cristiano, osserva quanto segue.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

La causa verte sulla mancata comunicazione, da parte di D.E. alla propria compagnia assicuratrice, Assicoop Emilia Nord S.r.l., di circostanze rilevanti ai fini della cessazione del contratto ai sensi dell’art. 1896 c.c.

Il D. riteneva di avere ritualmente comunicato la diversa attività iniziata in altro luogo, mentre l’Assicoop Emilia Nord S.r.l. opinava diversamente in considerazione del fatto che si trattava della stessa attività di autolavaggio svolta sotto diversa denominazione e in altro luogo.

La compagnia assicuratrice chiese ed ottenne decreto ingiuntivo, dal Giudice di Pace di Fiorenzuola D’Arda, per oltre Euro novecento a fronte del mancato pagamento di premi assicurativi.

L’opposizione proposta dal D. venne rigettata dal Giudice di Pace.

L’impugnazione proposta dallo stesso D. è stata rigettata dal Tribunale di Piacenza, con sentenza n. 367 del 07/07/2020.

Avverso la sentenza d’appello propone ricorso, con atto affidato a tre motivi, D.E..

Assicoop Emilia Nord. S.r.l. ha proposto controricorso.

La causa è stata avviata alla trattazione secondo il rito di cui agli artt. 375 e 380 bis c.p.c.

La proposta del Consigliere relatore di manifesta inammissibilità del ricorso è stata ritualmente comunicata.

Il controricorrente ha depositato memoria in ambito telematico, insistendo nelle proprie prospettazioni.

Il ricorso è su tre motivi, il primo per violazione e (o) falsa applicazione degli artt. 1896 e 2697 c.c. (costantemente richiamato come art. 2967 c.c.).

Il motivo è inammissibile, in quanto afferma ciò che non è vero, ossia che il Tribunale abbia male ripartito l’onere della prova. Il mezzo e’, invero, relativo al giudizio di fatto ed alla valutazione della prova; non viene in rilievo la regola dell’onere della prova perché il Tribunale ha positivamente valutato la circostanza della mera modifica della denominazione sociale e della non modifica dell’oggetto sociale, e la circostanza oggetto dell’eventuale onere probatorio non è rimasta ignota (con conseguenziale applicazione delle regole sull’onere).

Il secondo motivo è per omesso esame di fatto decisivo, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.

Esso è inammissibile, tenuto conto che si è in presenza di cd. doppia conforme, ai sensi dell’art. 348 ter c.p.c., comma 5, in quanto le sentenze di primo e secondo grado hanno ricostruito in fatti in senso identico, ossia i fatti fondanti sono gli stessi; non pertinente e’, poi, il riferimento ad una presunzione di cessazione del rischio essendo stato accertato il mero trasferimento di sede.

Il terzo motivo è per art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5, in relazione all’art. 228 c.p.c.: si denuncia che il giudice di merito avrebbe scambiato una risposta ad interrogatorio formale con testimonianza non collegando l’effetto confessorio, ma la risposta dell’interrogando, dipendente qualificato della società assicuratrice, è stata solo la conferma che gli erano stati richiesti i nuovi preventivi, e tale circostanza non è incompatibile con la valutazione che il giudice ha fatto della prova orale, e cioè che ciò che si desume dalle dichiarazione è solo che l’interrogando era a conoscenza del solo trasferimento della sede dell’attività; il giudice di merito pertanto, ove avesse parlato di interrogatorio formale anziché di testimonianza, non avrebbe attribuito valenza confessoria alle dichiarazioni.

Il ricorso muove in definitiva censure di apprezzamento delle prove espletate, anche testimoniali ma si limita a prospettare una diversa lettura di esse. Non è attaccato il capo di sentenza relativo alla mancata comunicazione espressa alla compagnia assicuratrice.

Il ricorso e’, pertanto, inammissibile e tale deve essere dichiarato.

Le spese di lite seguono la soccombenza e, valutati il valore della controversia e l’attività processuale espletata, sono liquidate come da dispositivo.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, deve darsi atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis, se dovuto.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso; condanna il ricorrente al pagamento delle spese di lite, che liquida in Euro 500,00, oltre Euro 200,00 per esborsi, oltre rimborso forfetario al 15%, oltre CA e IVA per legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Corte di Cassazione, sezione VI civile 3, il 14 dicembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 2 febbraio 2022

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