Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 31893 del 10/12/2018

Cassazione civile sez. VI, 10/12/2018, (ud. 07/11/2018, dep. 10/12/2018), n.31893

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente –

Dott. MOCCI Mauro – Consigliere –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – rel. Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 4838-2017 proposto da:

T.R., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR,

presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato

SEBASTIANO GUERZONI;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 2413/4/2016 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di BOLOGNA, depositata il 29/09/2016;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 07/11/2018 dal Consigliere Dott. MARIA ENZA LA

TORRE.

Fatto

RITENUTO

che:

T.R. ricorre per la cassazione della sentenza della C.T.R. dell’Emilia Romagna, indicata in epigrafe, che in controversia su impugnazione di avvisi di accertamento per Irpef anno 2006 e 2007, emessi al D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 38, ha accolto l’appello dell’Ufficio, in considerazione dei beni indice posseduti (una abitazione, due autovetture e una imbarcazione) e del mancato assolvimento della prova contraria da parte del contribuente, tenuto conto delle risultanze del preventivo contraddittorio.

L’Agenzia delle entrate si costituisce con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. Col secondo motivo, esaminato prioritariamente per ragioni logiche, si lamenta nullità della sentenza, ex art. 360 c.p.c., n. 4, contenendo la sentenza una motivazione meramente apparente.

2. Il motivo è infondato, ben potendosi cogliere nella motivazione della sentenza impugnata gli elementi posti a base della decisione, laddove la C.T.R. ha verificato la legittimità della procedura accertativa e la carenza di prova contraria da parte del contribuente, sulla base della valutazione delle risultanze processuali e documentali, risultando l’obbligo di motivazione soddisfatto ancorchè non siano state singolarmente confutate tutte le argomentazioni svolte dalle parti, purchè, come nella fattispecie, sia stata data adeguata motivazione del conseguito convincimento.

3. Col primo motivo si deduce omesso esame su un punto decisivo oggetto di discussione fra le parti, ex art. 360 c.p.c., n. 5, per avere il contribuente dimostrato in sede di contraddittorio e in giudizio elementi idonei a vincere le presunzioni poste a base dell’atto impositivo.

4. Il motivo è inammissibile, trattandosi di questione di fatto esaminata e motivata dal giudice di merito, non essendo proponibili nel giudizio di legittimità censure dirette a provocare una nuova valutazione delle risultanze processuali, diversa da quella espressa dal giudice di merito, il quale è libero di attingere il proprio convincimento da quelle prove o risultanze che ritenga più attendibili ed idonee nella formazione dello stesso (S.U. n. 8053/14; Cass. n. 25322/10).

5. Al rigetto del ricorso segue la condanna alle spese del ricorrente, liquidate come in dispositivo. Si dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 bis.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il primo motivo del ricorso; rigetta il secondo; condanna il ricorrente al pagamento delle spese, liquidate in Euro 3.000,00, oltre spese prenotate a debito. Sussistono i presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 7 novembre 2018.

Depositato in Cancelleria il 10 dicembre 2018

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