Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 31856 del 05/11/2021

Cassazione civile sez. trib., 05/11/2021, (ud. 17/02/2021, dep. 05/11/2021), n.31856

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. ZOSO Liana Maria Teresa – Consigliere –

Dott. BALSAMO Milena – Consigliere –

Dott. MONDINI Antonio – Consigliere –

Dott. DELL’ORFANO Antonella – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 4162-2015 proposto da:

P.A., elettivamente domiciliato in ROMA, presso lo

studio dell’Avvocato SIMONE FRABOTTA, rappresentato e difeso

dall’Avvocato ENRICO POLIGNANO giusta procura speciale estesa a

margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI ROSETO CAPO SPULICO;

– intimato –

avverso la sentenza n. 5520/05/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

PROVINCIALE di COSENZA, depositata il 30/9/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 17/2/2021 dal Consigliere Relatore Dott.ssa

ANTONELLA DELL’ORFANO.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

P.A. propone ricorso, affidato ad unico motivo, per la cassazione della sentenza indicata in epigrafe, con cui la Commissione Tributaria Provinciale di Cosenza aveva dichiarato inammissibile il ricorso mediante il quale era stato chiesto, in sede di ottemperanza, che la Commissione provvedesse all’esecuzione della sentenza resa dalla medesima Commissione con cui il Comune di Roseto Capo Spulico era stato condannato al pagamento, in suo favore, in suo favore, di importo a titolo di spese processuali;

il Comune è rimasto intimato.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

1.1. con unico mezzo si denuncia violazione di norme di diritto (D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 70, D.P.R. n. 669 del 1996, art. 14 conv. in L. n. 30 del 1997, del D.L. n. 269 del 2003, art. 44, comma 3, conv. in L. n. 326 del 2003) e si lamenta che la Commissione abbia erroneamente affermato che per instaurare il giudizio di ottemperanza sia necessario procedere alla notifica della sentenza in forma esecutiva, con successivo decorso del termine di gg. 120 di cui al D.L. n. 669 del 1996 cit., art. 14;

1.2. il ricorso è fondato;

1.3. va data conferma, nella presente sede, ai principi di diritto già espressi da questa Corte (cfr. Cass. nn. 15176/2010, 20202/2010), secondo cui in tema di contenzioso tributario, il giudizio di ottemperanza, ammissibile ogni qualvolta debba farsi valere l’inerzia dell’Amministrazione rispetto al giudicato o la difformità specifica dell’atto posto in essere dalla stessa rispetto all’obbligo processuale di attenersi all’accertamento contenuto nella sentenza da eseguire, si differenzia dal concorrente giudizio esecutivo civile, perché il suo scopo non è quello di ottenere l’esecuzione coattiva del comando contenuto nel giudicato, ma di rendere effettivo quel comando, anche e specialmente se privo dei caratteri di puntualità e precisione tipici del titolo esecutivo, al che deriva che, non essendo previsto alcun termine per l’Amministrazione per adempiere al giudicato e non potendosi applicare al termine previsto dal comma 1, art. cit., in quanto previsto per le sole procedure esecutive, unica condizione per la proponibilità del giudizio di ottemperanza è il decorso del termine di trenta giorni dalla messa in mora a mezzo di ufficiale giudiziario, ai sensi del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 70, comma 2, ultima parte;

1.4. da tali considerazioni discende quindi che devono considerarsi distinti, anche se concorrenti, la procedura esecutiva ed il giudizio di ottemperanza, per cui la procedura per adire a quest’ultimo non è coincidente con quella esecutiva e non essendo previsto alcun termine per l’Amministrazione finanziaria o per gli enti locali per adempiere al giudicato, unica condizione per la proponibilità del giudizio de quo è il decorso del termine di trenta giorni decorrenti dalla messa in mora a mezzo di ufficiale giudiziario, adempimento compiuto dal contribuente;

2. tutto ciò premesso, il ricorso deve essere accolto e, cassata la sentenza impugnata che ha fatto riferimento ad una regula iuris errata, la causa va rinviata per un nuovo esame alla C.T.P. di Cosenza, in diversa composizione, che provvederà anche alle spese del presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla Commissione Tributaria Provinciale di Cosenza, in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, tenutasi in modalità da remoto, della Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, il 17 febbraio 2021.

Depositato in Cancelleria il 5 novembre 2021

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